Una banda di criminali composta da una dozzina di persone lo scorso agosto ha razziato circa 67 yachts a vela nel Mediterraneo. Sulle loro tracce gli uomini della polizia turca che con l’aiuto dell’Interpol hanno già arrestato uno dei ladri a Mosca.

Rubavano le barche alle società di charter. In base alle indagini degli investigatori turchi i ladri, tra cui un paio di ufficiali di Marina, uno ucraino e l’altro russo, portavano a termine i furti di barche di lusso su commissione. A ordinare i colpi sarebbero stati infatti uomini russi facoltosi e senza scrupoli che volevano barche recenti di cantieri conosciuti, a cui cambiavano numeri di matricola e utilizzavano o rivendevano con licenze nuove in paesi esotici, come il Sudamerica e i Caraibi.

La banda di ladri procedeva quindi a un attento lavoro di ricognizione sulle possibili prede e una volta individuati gli obiettivi potevano contare su un network di equipaggi, spedizionieri compiacenti e complici in grado di trasferire la barca aggirando eventuali controlli. Ogni colpo seguiva quindi uno schema preciso e collaudato. Una coppia, spesso composta da donne e uomini avvenenti, si presentava alla società di charter chiedendo di noleggiare uno yacht per una crociera di relax. Con le identità protette da passaporti falsi, esibivano patenti nautiche buone per potere affittare ciò che volevano. Versavano quindi la caparra, in genere sui 3.000 e attendevano l’arrivo dei complici incaricati di portare via materialmente lo yacht.

Furti messi a segno con uno schema preciso

A quel punto dopo avere caricato le provviste, mollavano gli ormeggi e una volta in alto mare, i predoni disinstallavano il sistema Gps di bordo che trasmette un segnale di riconoscimento piazzandolo su un tender abbandonato alla deriva. Un trucco efficace per confondere le idee alle forze dell’ordine ce prima di accorgersi del raggiro perdevano tempo prezioso. La polizia turca è convinta che una volta rubati gli yachts sarebbero finiti in Libano, una tappa intermedia necessaria per preparare la consegna. Poi i trafficanti le avrebbero caricate su mercantili diretti in Sudamerica o ai Caraibi. L’ultima vittima della banda dei russi è stato il Ghost3, una barca di 21 metri del valore di 1,5 milioni di euro noleggiata da una coppia russa. Patrick Frere, il direttore della società di charter turca, è convinto che la barca sia stata caricata su di una portacontainer e spedita oltre oceano. “Quando ce ne siamo accorti, secondo me, era già oltre le colonne d’Ercole”.

A oggi si stima che la banda abbia rubato 67 imbarcazioni di valore elevato, soprattutto in Turchia. In Italia sembra che il numero di furti attribuibili alla banda dei russi sia di 24 imbarcazioni dai 50 piedi in su, mentre 15 barche sono scomparse in Grecia e altre 6 in Croazia.

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David Ingiosi

Appassionato di vela e sport acquatici, esperto di diporto nautico, ha una lunga esperienza come redattore e reporter per testate nazionali e internazionali dove si è occupato di tutte le classi veliche, dalle piccole derive ai trimarani oceanici

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