Le popolari barche francesi a doppia chiglia Bi-Loup tornano a essere prodotte dopo il fallimento del cantiere francese nel 2018. Due ex armatori e industriali hanno infatti rilevato la produzione e ridato vita all’azienda.

Ci sono barche che fanno talmente innamorare i loro armatori che a volte si decide di saltare dall’altra parte: da clienti ci si trasforma in imprenditori e gestori del brand. È quello che è successo in Francia al cantiere Bi-Loup, famoso per i suoi modelli a doppia chiglia. Barche piccole, spaziose, spartane ma solide, le imbarcazioni Bi-Loup sono alquanto originali e da sempre molto apprezzate: il loro punto di forza è la doppia chiglia che gli permette di rimanere in piedi durante le basse maree atlantiche, dove il livello dell’acqua può scendere anche di 12 metri quando si appoggiano sulla spiaggia.

Il cantiere Wrighton che le costruiva (il nome è inglese, ma il cantiere è francese), dopo essere fallito nel 2014 in seguito alla crisi del settore nautico, aveva definitivamente chiuso i battenti nel 2018. La scomparsa del marchio, noto nel panorama della nautica da diporto, aveva rattristato molti appassionati. Nel 2019 tuttavia, grazie a due imprenditori francesi che hanno sempre posseduto i Bi-Loup, è tornato in vita.

Da ex armatori appassionati a salvatori del cantiere

I nuovi proprietari, Christophe Riotte e Yoann Cotte, entrambi industriali attivi in altri settori di attività, ora s’impegnano a fare le cose per bene, prendendosi il giusto tempo. La sede centrale di Wrighton SAS è a La Rochelle, ma la produzione delle barche è stata rimpatriata nella loro regione, a Mâcon. “Vogliamo una guarigione senza intoppi – racconta Christophe Riotte – ci siamo presi il tempo di chiarire le cose in termini di inventario e stock e trasferendo gli stampi nelle nostre officine. Vogliamo ottimizzare i costi di produzione e di trasporto per essere efficienti e realizzare un recupero sostenibile”.

Un team giovane e con le idee chiare

Il cantiere impiega attualmente circa 10 persone. Il nuovo team vuole lavorare sull’immagine delle barche a doppia chiglia e sul loro posizionamento sul mercato della nautica da diporto. La gamma comprende i modelli Wrighton 26, Wrighton 30, per i quali sono allo studio le prime stime e la produzione è pronta. Una nuova versione del Bi-Loup 109, ribattezzato Wrighton 36, è stata rielaborata con il suo architetto Vincent Lebailly e il designer Pierre Frutschi. “Il nostro obiettivo – spiega Christophe Riotte – è quello di restituire giovinezza al marchio lavorando sulle prestazioni delle barche. Lavoreremo anche sulle rifiniture interne con i nostri falegnami e gli operai che eseguono gli allestimenti. Il nostro obiettivo è una qualità vicina all’idea di Hallberg-Rassy”. Per gli scafi e i ponti delle imbarcazioni, Wrighton potrà contare sul know-how delle altre società del sig. Riotte, attive nel settore dei componenti tecnici compositi.

In attesa di riconfigurare la rete di vendita, le barche a vela Bi-Loup del cantiere Wrighton torneranno intanto al salone nautico Le Grand Pavois de La Rochelle, una delle più importanti fiere francesi che si terrà alla Rochelle dal 18 al 23 settembre prossimi. Info: www.wrighton-bi-loup.com.

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David Ingiosi

Appassionato di vela e sport acquatici, esperto di diporto nautico, ha una lunga esperienza come redattore e reporter per testate nazionali e internazionali dove si è occupato di tutte le classi veliche, dalle piccole derive ai trimarani oceanici

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