Ci siamo, dopo l’allentamento delle misure restrittive alla libertà personale a causa dell’emergenza da Covid-19, gli armatori possono tornare in barca per eseguire i lavori di manutenzione ordinaria. La lunga sosta può avere messo alla prova diversi componenti. Ecco come controllarli e come risolvere eventuali problemi.

A causa dell’emergenza da Covid-19 quest’anno la sosta invernale delle barche si è rivelata più lunga del previsto. La normale riapertura di primavera di rimessaggi, circoli e strutture nautiche è fortemente slittata. Inoltre le rigorose prescrizioni sulla libertà individuale dei diportisti hanno anche pesantemente condizionato la manutenzione ordinaria che si esegue in genere nei mesi di sosta. Il risultato è che le nostre barche sono state a lungo non solo ferme, ma anche prive di attenzioni e cure. Nelle prossime settimane comunque con l’allentamento delle misure di sicurezza e il via libera alla circolazione si prospetta un seppure timido ritorno alla normalità. Gli armatori, a lungo costretti all’isolamento forzato, possono quindi tirare un sospiro di sollievo e finalmente tornare a far vivere le proprie barche, salire a bordo e mollare gli ormeggi.

La data per questa liberazione, seppur con le dovute cautele e il rispetto delle norme di protezione individuale dal contagio, dovrebbe essere il 4 maggio che sancisce l’inizio della cosiddetta Fase 2. In alcune regioni inoltre il via libera a tornare in barca almeno per eseguire le normali manutenzioni c’è stato già a partire dal 27 aprile: Liguria, Lazio, Friuli e Marche. Insomma dopo questa lunga attesa e soprattutto i giorni drammatici vediamo finalmente una luce in fondo al tunnel. Quello che è certo è che prima di mollare gli ormeggi la barca va ispezionata a fondo perché si sa che le lunghe soste non piacciono alle barche e non è detto che tutto fili liscio. Ecco una lista di problemi più comuni ai componenti principali ai quali potreste andare incontro e come risolverli.

Corrosione e umidità, nemici degli impianti

Una volta tornati a bordo, è bene verificare il funzionamento di tutte le utenze, dalle luci di navigazione agli strumenti in pozzetto, dalle spie al salpancora. Aprite quindi il quadro elettrico e spruzzate sulle connessioni uno spray tipo Crc, antiossidante e protettivo. È molto importante verificare poi lo stato di carica delle batterie, pulire i terminali dei cavi e coprirli con un sottile strato di vaselina. A questo proposito, lasciare i morsetti delle batterie collegati durante le lunghe soste è sbagliato. In condizioni di inattività infatti le impurità presenti all’interno della batteria danno luogo a reazioni elettrochimiche che nel tempo scaricano la batteria. Maggiore sarà la temperatura dell’ambiente, più alta sarà la scarica.

Se avete inavvertitamente lasciato i cavi attaccati, scollegateli, pulite i morsetti di contatto e verificate che i cavi principali non siano ossidati. Eseguite un test con l’ausilio di un tester di voltaggio e temperatura (le batterie al litio hanno sensori integrati) e verificate che siano in linea con le specifiche del costruttore. Indicativamente una 12 V sana dovrebbe registrare 12,5 V e circa 14 V in fase di ricarica. Se siete al di sotto di queste cifre, potrebbe essere il caso di sostituire la batteria. Va anche detto che le tradizionali batterie all’acido piombo consentono un minimo di manutenzione e rigenerazione, mentre le batterie sigillate di ultima generazione, come per esempio le Agm o gli accumulatori al gel, una volta terminato il loro ciclo, vanno sostituiti.

Serbatoi di acqua dolce: filtri, autoclave e dissalatori

Uno dei primi controlli da eseguire dopo le lunghe soste è quello dei serbatoi di acqua dolce. Va ispezionato innanzitutto lo stato dei filtri e verificato che non ci siano ostruzioni nel circuito di distribuzione. Dopodiché potete concentrarvi sul pressostato dell’autoclave e verificare che funzioni a dovere: in presenza di una pressione definita in precedenza dovrebbe aprire e chiudere il contatto elettrico. In caso di malfunzionamenti potrebbe essere sufficiente spruzzare un po’ di spray anticorrosivo tipo Crc sui contatti, ma se il problema persiste è meglio sostituirlo: di solito un pressostato per autoclave costa dai 10 euro in su; occorre solo conoscere i psi della vostra autoclave per acquistare il modello giusto.

Se una volta aperti i rubinetti dei serbatoi l’acqua dolce dovesse avere un cattivo odore, occorre pulire i serbatoi dal tappo di ispezione con un detergente specifico e uno spazzolone a manico corto. È sempre bene inoltre aggiungere un prodotto sterilizzante, purché non al cloro se utilizzate un dissalatore perché il cloro danneggia i filtri e le membrane. Una volta sanificati i serbatoi riaprite i rubinetti e fate circolare a lungo il composto nelle tubazioni e in seguito risciacquate tutto bene. Verificate in ultimo lo stato e il serraggio delle fascette e controllate eventuali perdite dalle connessioni.

Wc: cattivi odori e pompa che cigola

Un altro componente da controllare dopo una lunga sosta della barca è il wc. Se emana cattivo odore vi conviene sostituire il tubo di scarico: dopo un po’ di tempo infatti la gomma del tubo diventa porosa. Eco come procedere: con la presa a mare di scarico aperta, versate un secchio con acqua dolce e candeggina al 50 per cento nel wc e date un paio di pompate, oppure azionate il circuito se si tratta di un modello di wc elettrico, in modo da far penetrare il liquido nella pompa. Lasciatelo quindi agire per circa mezz’ora e poi scaricate.

Se durante l’operazione vi accorgete che la pompa manuale del wc cigola e fa rumori strani per eliminare il problema versate uno o due cucchiaini di olio e dopo qualche minuto date una decina di pompate.

Acqua in sentina

Dopo lunghe soste è sempre bene controllare lo stato della sentina. Rimuovete i paglioli e assaggiate l’eventuale acqua che trovate al suo interno per sapere se è dolce o salata, così da individuare con più facilità le eventuali infiltrazioni. Procedete quindi a una profonda pulizia: le sentine pulite si traducono in interni più asciutti, dato che il sale è igroscopico e quindi attira umidità, ma anche in minori rischi di intasare le pompe di sentina. La pulizia della sentina andrebbe eseguita utilizzando un secchio con acqua diluita con detersivo che non fa schiuma. Con l’occasione controllate anche i prigionieri del bulbo e l’ossatura di rinforzo che non dovrebbe presentare crepe o scollamenti dalla scocca sottostante.

Allestimenti interni ed “effetto chiuso”

Per finire con i controlli agli interni dell’imbarcazione non ci resta che occuparci degli allestimenti. I legni vanno dapprima puliti con panno umido, quindi trattati e nutriti con un prodotto specifico per mobili. Questo trattamento tuttavia non va riservato ai paglioli che invece andranno puliti con alcool per non renderli scivolosi qualora ci camminaste con i piedi bagnati. Eventuali sfregi o sfoliature causate dal sole possono essere ritoccati con coppale previa carteggiatura con carta vetrata da 120.

Rimosse le foderine, da lavare in lavatrice con acqua tiepida (attenzione ai ritiri del tessuto), la gommapiuma va pulita con un aspirapolvere (preferibile al battipanni che può sbriciolare il materiale) e messa ad asciugare al sole. Se il materasso si è in precedenza bagnato di acqua salata – situazione comunissima in crociera, quando si scende sottocoperta dopo un bagno e non si presta attenzione – occorre sciacquarlo, altrimenti avrete sempre condensa a bordo. Spruzzate infine lubrificante non oleoso (tipo Sailkote e Teflub) sulle cerniere zip.

Problemi in coperta: teak, winch, candelieri e metalli

Se avete una coperta in teak il lavaggio di questo legno va eseguito con acqua dolce e spazzolone a setole non troppo dure che va usato nel senso perpendicolare alla fibra, altrimenti si riga il legno. Se volete riportare il teak al colore originale potete applicare un prodotto sbiancante. Dopodiché potrete stendere un olio specifico, tenendo presente che inizialmente il ponte sarà un po’ scivoloso.

Passate quindi alla manutenzione del winch. Dotatevi di una bacinella con benzina o gasolio e procedete allo smontaggio della campana e degli ingranaggi. L’ideale è stendere nella zona intorno al winch un panno in modo da non far rotolare in acqua qualche ingranaggio. Pulite quindi accuratamente tutti i pezzi con un pennellino, poi rimontateli seguendo lo spaccato fornito dal produttore. Non fatevi prendere la mano dal grasso: questo va applicato in piccolissime dosi e mai su mollette e nottolini).

Potete utilizzare un prodotto specifico per la pulizia dei metalli oppure potete crearvi da soli il vostro detergente. Per la pulizia delle parti in metallo e delle cromature, provate con aceto di mele e lucidate con olio per neonati. Per quanto riguarda l’alluminio, utilizzate crema di tartaro disciolta in ¼ di acqua calda. Avete parti in ottone? Niente panico: basterà una miscela di aceto, acqua e sale in parti uguali (asciugate dopo il trattamento). Potete anche spruzzare una miscela di succo di limone e sale. Aspettate qualche minuto e poi asciugate. Per eliminare la ruggine, miscelate invece sale e succo di limone in parti uguali e strofinate, poi fate un secondo passaggio con aceto e sale.

Il fuoribordo del battello di servizio

L’ultimo componente della barca di cui occuparvi dopo le lunghe soste è il fuoribordo del battello di servizio. Innanzitutto verificate che non manchi il carburante, quindi controllate olio, filtri, girante, cinghia dell’alternatore e liquido di raffreddamento. Per i modelli più “anziani” a carburatore, ci potrebbe essere un problema di alimentazione: la miscela aria-benzina infatti potrebbe essere troppo magra per favorire la messa in moto. In questo caso il problema è nell’aria non tirata. Specialmente nei fuoribordo di qualche anno fa, appena il motore dà segni di vita, l’aria va tolta per consentire al motore di girare con la corretta carburazione, pena un nuovo spegnimento.

Se si tratta di fuoribordo ad avviamento elettrico, le batterie potrebbero essere scariche o parzialmente cariche. Un evidente segnale di questa anomalia lo si può notare dal fatto che il motorino di avviamento gira a una velocità inferiore, fa fatica a funzionare o, addirittura, non gira affatto; inoltre, nel momento in cui si attiva l’avviamento, per esempio girando la chiave, si ha un calo dell’intensità luminosa delle spie presenti sul quadro strumenti. A questo punto occorre provare a ricaricare (o fare ricaricare) le batterie. Se invece il guasto è dovuto alla vecchiaia delle batterie, per cui non manterrebbero comunque la carica, è meglio sostituirle.

Vele: pulizia e manutenzione

Avatar
David Ingiosi

Appassionato di vela e sport acquatici, esperto di diporto nautico, ha una lunga esperienza come redattore e reporter per testate nazionali e internazionali dove si è occupato di tutte le classi veliche, dalle piccole derive ai trimarani oceanici

No Comments Yet

Leave a Reply

Your email address will not be published.