Fare la chef sui mega yachts per i ricchi armatori: ecco com’è

In un articolo pubblicato su “Finedining Lovers”, uno dei magazine internazionali dedicati all’alta ristorazione, la chef inglese Harriet Mansell racconta i 5 anni che ha trascorso a lavorare sui mega yachts per alcune delle persone più ricche del mondo, tra cui la famiglia reale del Qatar e i Murdoch.

Cosa vuol dire fare lo chef a bordo di un lussuoso mega yachts? Cosa mangiano i ricchi armatori? Come si svolge il lavoro in cucina e soprattutto quali sono i compensi? A darci uno spaccato della vita da chef d’alto rango in mare è Harriet Mansell che su “Finedining Lovers”, uno dei magazine internazionali dedicati all’alta ristorazione, in un articolo dal titolo “Il cane che mangiava solo Wagyu: racconti da uno chef di superyacht” racconta i 5 anni che ha trascorso a lavorare sui superyachts per alcune delle persone più ricche del mondo. Tra queste la famiglia reale del Qatar e i Murdoch, possessori di Sky e di un impero legato ai media e alla comunicazione.

Un mondo a prima vista affascinante, ma che la chef descrive in realtà come pazzesco, con ospiti capaci di questionare sulla dimensione millimetrica delle loro crudité. Un mondo quello dei mega yachts dove bisogna essere in grado di soddisfare qualsiasi desiderio particolare. “Devi provvedere a tutto in qualsiasi momento – spiega la Mansell – ed è una sfida continua. Gli ingredienti per la cambusa vengono reperiti da agenti di approvvigionamento e ritirati direttamente in porto o da negozi e mercati locali. A volte possono arrivare addirittura con un jet privato. I proprietari di yachts non battono ciglio sui costi. Ricordo la prima volta che ho sentito quanto costa fare il pieno alla barca: 150.000 euro a serbatoio”.

Chef mega yachts
Photo credits: Matt Austin.

I ricchi si proclamano gourmet, ma mangiano insalate

Ma cosa mangiano i ricchi armatori sui mega yachts? Nonostante alcuni capricci ridicoli, come la signora il cui cane mangia solo carne wagyu oppure la richiesta di preparare un banchetto cinese con sole 3 ore di preavviso, la chef Mansell afferma che la maggior parte delle volte i suoi datori di lavoro desideravano mangiare semplice. «All’inizio pensavo che queste persone volessero cibo stravagante per la maggior parte del tempo. In realtà non è così, perché spesso e volentieri vogliono solo insalate. Fantasiose senza dubbio, gourmet, ma alla fine solo insalate. Il cibo sontuoso serve solo a impressionare gli ospiti o i follower dei social media. Gli armatori di mega yachts proclamano di essere dei gourmet, ma non lo sono e poi sono condizionati dalle diete chetogeniche o da top model”.

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Chef mega yachts

Unica chef a bordo dei mega yachts

Cresciuta nel Devon, in Inghilterra, la Mansell ha cominciato a lavorare come giovane chef nel prestigioso ristorante Noma di Copenaghen e dopo un periodo non proprio soddisfacente passato a Londra, ha deciso di cercare lavoro sui mega yachts per guadagnare un po’ di soldi facili. Beh, è stata accontentata. Si è ritrovata unica chef a bordo di un mega yacht a motore di 60 metri di proprietà della famiglia reale del Qatar alle Seychelles. Poi su uno dei Murdoch. “Nel mio ultimo lavoro – racconta – guadagnavo uno stipendio esentasse di 7.500 euro al mese più le mance, circa 1000 euro a settimana. Una volta ho ricevuto una mancia di 3.500 euro, per un noleggio di tre giorni.

Chef mega yachts

Cucinare sui mega yachts è una prova di forza

Oggi la chef Mansell ha lasciato i mega yachts degli straricchi per dedicarsi alle piccole barche da pesca nel porto di Lyme Regis, la città del Dorset che ospita oggi il suo piccolo ristorante, il Robin Wylde, con 32 coperti e che ha finanziato lei stessa, utilizzando i soldi guadagnati in mare. L’esperienza in mare l’ha trasformata in una chef altamente organizzata e adattabile, in grado di lavorare in spazi ristretti e incredibilmente veloce nella preparazione.

Tutto ciò le ha permesso di aprire un piccolo ristorante con solo tre persone in cucina. “Quando sei sulla terraferma, le cose sono più semplici. Il pavimento non si muove, le cose non ti cadono in testa, puoi andare nei negozi per gli ingredienti o ordinare con facilità. Inoltre, hai spazio per respirare. Su un mega yachts sei essenzialmente intrappolato con le stesse poche persone senza tregua, lavori per molte ore e sei disponibile 24 ore su 24, 7 giorni su 7. La vita sulla terraferma nelle cucine è un gioco da ragazzi in confronto”.

La cucina a bordo degli yachts oggi è da “grand hotel”

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David Ingiosi

Appassionato di vela e sport acquatici, esperto di diporto nautico, ha una lunga esperienza come redattore e reporter per testate nazionali e internazionali dove si è occupato di tutte le classi veliche, dalle piccole derive ai trimarani oceanici

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