Ecco perché la lana Merino è un ottimo capo da barca

Per primi ad indossare in mare capi in lana Merino sono stati gli uomini di Luna Rossa all’ultima America’s Cup. Vediamo perché questa fibra naturale potrebbe rappresentare il futuro dell’abbigliamento da barca.

Lana Merino in barca. I capi di abbigliamento che si usano in barca devono unire vestibilità e alte prestazioni. Oltre a resistere agli agenti atmosferici e proteggerci da freddo e umidità, devono essere isotermici, elastici, traspiranti e possibilmente impermeabili. Accanto a queste caratteristiche tuttavia il futuro dell’abbigliamento tecnico nautico deve combinare sempre di più comfort e prestazioni a un ridotto impatto ambientale.

È noto infatti come la quantità di microplastiche negli oceani cresca a dismisura. Si stima che ogni anno siano rilasciati nei mari del mondo da 0,6 a 1,7 milioni di tonnellate di microfibre. Nel solo oceano Atlantico più del 90% delle microplastiche derivano dal poliestere. Anche l’abbigliamento da barca non è immune da questo tipo di inquinamento. Basti pensare che una singola giacca in materiale sintetico può produrre fino a 250.000 microplastiche in un solo lavaggio in lavatrice.

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La lana Merino a bordo di Luna Rossa

Come bilanciare allora esigenze tecniche per la navigazione e impatto ambientale quando si parla di abbigliamento da barca? Una soluzione può essere la lana Merino. Ha destato non poca sorpresa anche tra gli addetti ai lavori la recente partnership tra il team Prada e il leader della fibra australiana The Woolmark Company che ha confezionato le divise di Luna Rossa nella partecipazione alla 36° edizione della America’s Cup. Le uniformi in lana Merino di tutti i membri della squadra italiana comprendevano giacca impermeabile, giacca soft shell, polo, maglietta, giacca da pioggia, blousa, muta e intimo tecnico. La collaborazione tra The Woolmark Company e Luna Rossa ha segnato una sorta di rivoluzione per l’abbigliamento tecnico nautico.

È la prima volta infatti che i capi in lana Merino vengono impiegati in ambito nautico. Fino a oggi la lana Merino era stata impiegata in altre attività sportive come lo sci, l’alpinismo, l’escursionismo, la corsa e il ciclismo. Vediamo allora cos’è esattamente la lana Merino, quali sono le sue caratteristiche che tornano utili quando si va in barca e perché ha un basso impatto ambientale.

Photo Credits: The Woolmark Company

Quali sono le qualità della lana Merino

In generale la lana è un prodotto naturale costituito da cheratina, ovvero proteine fibrose, le stesse che formano anche i capelli. La lana Merino è una specie particolarmente pregiata di lana, tosata dalle pecore di razza Merino (o Merinos). Le pecore Merino si trovano in tutto il mondo, ma per la maggior parte pascolano in Australia e Nuova Zelanda.

La lana Merino è molto fine e morbida. Contrariamente alla lana convenzionale, non “graffia” o “pizzica” e può quindi esserlo indossata direttamente sulla pelle. Come è possibile? La fibra di lana Merino ha uno spessore medio di soli 16,5 micron (micron = un millesimo di un millimetro), mentre la lana di pecora “normale” di solito ha un diametro due volte superiore. Per fare un confronto pratico, i capelli umani hanno un diametro di circa 30 micron. Le fibre di lana Merino quindi sono così fini che il loro tocco è particolarmente confortevole.

La lana Merino inoltre ha ottime proprietà isolanti. Le fibre di Merino sono infatti fortemente arricciate e hanno una struttura ondulata con circa 40 increspature per centimetro lineare. Di conseguenza le fibre sono “libere” di incamerare aria che trattiene il calore corporeo. L’arricciatura riduce anche i punti di contatto tra il materiale e la pelle, riducendo così la dissipazione del calore.

Photo Credits: The Woolmark Company

Una fibra che non teme l’acqua e i cattivi odori

Altro vantaggio della lana Merino è che non teme l’acqua. Il vapore acqueo viene assorbito all’interno della fibra, la superficie esterna respinge l’acqua (ad esempio le gocce di pioggia) e il materiale rimane asciutto al tatto. Ma non è tutto: le fibre di lana Merino generano calore quando assorbono l’umidità, ossia il cosiddetto “calore di assorbimento”. In pratica i gruppi molecolari polari delle fibre si scontrano con le molecole d’acqua, rilasciando energia. Questo processo funziona fino a quando le fibre non sono sature di molecole d’acqua e fino a questo momento l’aumento di temperatura del materiale può essere fino a 10 gradi, a seconda della qualità della fibra e della sua capacità di assorbimento.

La lana ha poi una superficie irregolare e i batteri su questo tipo di superficie non compatta hanno vita più difficile rispetto alle fibre sintetiche lisce. Meno batteri significa meno odore. Inoltre le fibre di Merino assorbono l’umidità sotto forma di vapore acqueo prima che si condensi come sudore sulla superficie della pelle. Pertanto c’è meno sudore che può portare a cattivi odori.

Perché la lana Merino è ecosostenibile

Insomma la lana Merino è una fibra davvero performante, che impedisce a chi va in barca di raffreddarsi anche da bagnato e garantisce un’ottima regolazione della temperatura corporea. Oltre a poter essere indossata per diversi giorni senza temere i cattivi odori. Ma la qualità per cui la lana Merino può trasformarsi davvero in un caposaldo dell’abbigliamento nautico del futuro è che è sostenibile e riciclabile. In che modo? La lana Merino è 100% naturale, rinnovabile e biodegradabile e tra le fibre d’abbigliamento più riciclate del pianeta.  La lana Merino si biodegrada facilmente in ambienti marini al contrario delle fibre sintetiche. In termini di dati e numeri, la lana Merino non trattata biodegrada fino al 20,3%, mentre la lana trattata e lavabile in lavatrice biodegrada tre volte più rapidamente, a un tasso del 67,3%, il più alto rispetto a tutte le altre fibre. Per intenderci, i test sul nylon danno un tasso di appena lo 0,8%, e valori più o meno simili ce li hanno il polipropilene e il poliestere.

In conclusione la lana Merino per tutte queste qualità tra qualche anno nel campo dell’abbigliamento da barca potrebbe mandare in pensione le fibre sintetiche, dal pile alla microfibra e ai filati di poliammide.

David Ingiosi

Appassionato di vela e sport acquatici, esperto di diporto nautico, ha una lunga esperienza come redattore, reporter e direttore di testate nazionali e internazionali dove si è occupato di tutte le classi veliche, dalle piccole derive ai trimarani oceanici, compresi tutti i watersports.

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