La trasmissione in digitale dei dati attraverso il dispositivo DSC ormai adottato da tutti i Vhf sia fissi che portatili semplifica le situazioni di emergenza in mare. Vediamo in dettaglio cos’è il DSC, come si utilizza e quali obblighi comporta per i diportisti.

Nella sua versione attuale il Vhf del diportista è spesso accompagnato alla sigla Digital Selective Calling (Dsc), un ritrovato hi-tech che negli ultimi anni ha migliorato le comunicazioni e la sicurezza in mare dei diportisti. Di cosa si tratta? È davvero necessario? Quali sono i requisiti e gli adempimenti burocratici per poterlo utilizzare liberamente nel nostro Paese? Vediamo allora nel dettaglio in cosa consiste e quali obblighi comporta.

Se vuoi saperne di più sui Vhf:

Guida al Vhf Marino
Guida ai Vhf fissi
Vhf, istruzioni per l’uso

 

Il DSC o Digital Selective Calling rientra nel sistema GMDSS (Global Marittime Distress and Safety System), ossia il sistema di soccorso e sicurezza marittimi valido a livello mondiale, ed è un dispositivo che permette di trasmettere in forma digitale, dunque precisa e inequivocabile, una serie di dati relativi alla nostra imbarcazione. Quali sono questi dati?

Chiamata Vhf

Codice MMSI, la certezza di chi manda l’sos

Il più importante è il codice MMSI (Marittime Mobile Service Identities) , ossia un numero di identificazione costituito da 9 cifre che nel sistema GMDSS sostituisce il nominativo internazionale (o indicativo di chiamata) di ogni apparecchio radio ed emittente. L’MMSI identifica quindi gli impianti radio Vhf con funzionalità DSC, ma anche altri strumenti, come per esempio l’Epirb o i transponder AIS. In caso di chiamata l’MMSI individua l’emittente, sia per un eventuale soccorso, sia per comminare sanzioni in caso di utilizzo improprio degli strumenti.

L’MMSI dunque può identificare una singola imbarcazione, una stazione costiera (CRS), un gruppo di unità navali (flotta) o un gruppo di stazioni costiere e a differenza del tradizionale nominativo internazionale, è compatibile anche con le linee telefoniche terrestri, per l’inoltro automatico dell’identificativo attraverso tutti i mezzi di comunicazione disponibili. Il codice MMSI è ottenibile per qualsiasi tipo di unità (natante o imbarcazione) e in Italia viene rilasciato dall’Ispettorato Regionale del Ministero dello Sviluppo Economico – Comunicazioni.

Altri dati trasmessi dal DSC sono le coordinate dell’imbarcazione in difficoltà (qualora il Vhf sia stato precedentemente collegato al Gps di bordo) e, se impostata sul menu dell’apparato radio, anche la natura del pericolo.

Tasto Distress

Funzione Distress: come si attiva il segnale di allarme

In caso di emergenza quindi questi dati possono essere trasmessi automaticamente utilizzando l’apposita funzione Distress presente sugli apparati predisposti. I vantaggi del Vhf dotato di DSC rispetto al Vhf normale sono più d’uno e di chiara utilità. Il più importante è la semplicità di attivazione del segnale d’allarme: è sufficiente infatti premere il pulsante “distress” e in automatico, collegandosi al canale 70, il Dsc-Vhf, invierà a ripetizione un messaggio ricevibile da tutte le navi e le stazioni di terra presenti nel raggio di copertura dell’apparecchio che è di circa 30 miglia.

Esistono diverse classi di DSC, ognuna con differenti potenzialità per le diverse applicazioni. Per le radio Vhf utilizzate nel diporto è prevista la più comune Classe D, che non supporta tutte le funzioni possedute invece dai più potenti controller DSC Classe A, disponibili in ambito Solas per le unità professionali.

Soccorso in mare

Utilizzo del DSC, in Italia serve la licenza

Insomma convertirsi al Dsc per gli armatori di una barca da diporto può essere conveniente ma, prima di entrare nei dettagli, una premessa è d’obbligo: attualmente la legge non prescrive al diportista l’uso della funzione in questione, al contrario di quanto accade per i marittimi professionisti (operatori mercantile, pescatori, etc.), anche se ormai tutti gli apparati Vhf fissi e portatili di nuova generazione ne possiedono le funzionalità.

Per utilizzare un apparato dotato del sistema DSC è necessario che qualcuno a bordo sia titolare di un certificato valido e riconosciuto a livello internazionale, secondo il tipo di navigazione svolta. Infatti la licenza Vhf e il patentino Rtf, entrambi rilasciati attraverso un procedimento relativamente rapido, in questo caso non sono sufficienti, trattandosi di una tecnologia più sofisticata, sono richieste competenze e conoscenze maggiori. In sostanza chi vuole attivare il DSC su unità da diporto, deve richiedere l’assegnazione del relativo MMSI ed è necessario quindi acquisire il certificato SRC che richiede un esame attualmente sostenibile a Roma, presso gli uffici del Dipartimento delle Telecomunicazioni.

Angolo navigazione

Esame e materie di studio

I programmi di esame incentrati su procedure e regolamenti in tema di sicurezza e soccorso in mare e sulla conoscenza pratica dei sistemi di radiocomunicazione marittima. Per quanto riguarda l’iscrizione all’esame, sono le scuole a fornire agli allievi la modulistica da compilare, a inviarla al ministero e, naturalmente, a prenotare la sessione in cui si svolgerà la prova.

Nulla vieta al diportista di candidarsi da privatista ma è lo stesso ministero a suggerire l’opportunità di affidare la propria preparazione a uno dei corsi appositamente istituiti da alcune scuole private. Una volta ottenuta la licenza, il diportista può richiedere l’assegnazione del proprio codice Mmsi e attivare finalmente il Digital Selective Calling.

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David Ingiosi

Appassionato di vela e sport acquatici, esperto di diporto nautico, ha una lunga esperienza come redattore e reporter per testate nazionali e internazionali dove si è occupato di tutte le classi veliche, dalle piccole derive ai trimarani oceanici

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