Come controllare le cime d’ormeggio e i loro componenti

A ogni tipo di ormeggio che pratichiamo con la nostra barca nei porti o al gavitello corrispondono danni e segni di usura diversi. Ecco cosa ispezionare nelle nostre cime di ormeggio a ogni stagione.

Cime di ormeggio, grilli e catene possono avere un aspetto sorprendentemente diverso dopo alcuni mesi passati in mare, ma anche dopo che la barca è stata lasciata in secco durante la stagione invernale. Ruggine, caos e qualche magagna possono farsi largo nell’apposito gavone di prua. Raggi UV, abrasioni e corrosione lavorano impercettibilmente e lentamente sul nostro kit da ormeggio. Allora si rende necessaria un’ispezione più approfondita dell’intero sistema di ormeggio.

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cime d'ormeggio

Ormeggio diverso, usura diversa

Cime di ormeggio e manutenzione. Ci sono diversi tipi di ormeggio che pratichiamo con la nostra barca naturalmente e ognuno di questi procura usura diversa e richiede dunque il suo particolare set di controlli alle cime utilizzate. Prendiamo per esempio l’ormeggio lungo le banchine che sta diventando sempre più popolare tra skipper e armatori in quanto i porti turistici costieri continuano a investire in questo metodo conveniente per l’accesso degli yachts. In genere questo tipo di ormeggio si basa su diverse cime per assicurare la barca alla banchina. Le banchine sono costruite appositamente e di solito sono dotate di ganci per le cime che si trovano a un’altezza fissa sopra l’acqua.

In questo caso occorre ispezionare tutta la lunghezza della linea utilizzata soprattutto se la stessa non ha una posizione fissa per l’ormeggio alla ricerca di possibili abrasioni e trefoli rotti o usurati, così come bisogna controllare l’interno dell’anello di qualsiasi giuntura e l’impiombatura stessa per verificarne la buona struttura ed eventuali danni da attrito.

cime d'ormeggio

Cime in poliestere: quali danni?

Cime di ormeggio e manutenzione. Per quanto riguarda lo sfregamento e i danni UV, la maggior parte delle cime d’ormeggio sono prodotte in poliestere. Questa fibra ha la migliore resistenza naturale ai raggi UV rispetto a qualsiasi altra fibra ed è anche molto resistente all’abrasione. Una cima di poliestere a 3 fili o intrecciata di buona qualità in genere dovrebbe durare diverse stagioni. I segnali che indicano che la cima si sta consumando in modo uniforme includono un diametro omogeneo e liscio con relativamente pochi fili singoli separati. Le cime usurate dovrebbero passare da una finitura leggermente lucida a una opaca. Qualsiasi danno alla calza di una cima a doppia treccia che espone l’anima richiede la sostituzione immediata della cima.

Non tutti i punti di ormeggio nei porti però sono particolarmente gentili con le nostre cime. Gli ormeggi lungo un muro in zone soggette a marea possono richiedere l’uso di bitte che possono rivelarsi piuttosto aggressive con le nostre cime perché magari arrugginite dal tempo. In questo caso fate attenzione a controllare che non ci siano sfregamenti, in particolare intorno alle giunzioni a occhiello e a qualsiasi parte della cima che tende a strusciare sul muro stesso. Potrebbe essere utile anche usare appositi proteggi cima sulle cime stesse oppure componenti di protezione da posizionare sulla barca.

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Ormeggi al gavitello: i rischi per le cime

Gli ormeggi al gavitello invece utilizzano meno punti fissi rispetto all’ormeggio in banchina. In genere l’intero carico dello yacht è preso da una cima primaria e da una cima di rispetto pronta a prendere il carico in caso di avaria della prima. I criteri di ispezione per tutto ciò che va dalla boa in giù li svolgono le autorità locali e non sono coperti in questa guida naturalmente. Allo skipper o all’armatore però spettano i controlli su tutto quello che va dalla boa fino alla barca. Questi comprendono l’intera sezione della cima utilizzata specialmente dove la cima passa attraverso un passacavo o su un rullo di prua, l’interno dell’anello di qualsiasi giuntura e la gola di qualsiasi impiombatura.

Cime di ormeggio e manutenzione. Gli occhielli a goccia occasionalmente ruotano nell’impiombatura o presentano danni indesiderati. Quest’area merita sempre un controllo meticoloso e la sostituzione delle curvature dovrebbe essere una priorità se qualsiasi rotazione dell’occhiello non può essere corretta.

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Quale nylon per le cime d’ormeggio?

Le cime d’ormeggio per i gavitelli tendono a essere in nylon piuttosto che in poliestere. La fibra di nylon (poliammide) è comunemente usata perché è più forte e ha più elasticità del poliestere. Il nylon è ideale quando le cime sono generalmente di pochi metri e devono sopportare tutto il carico per tenere la barca.

Cime di ormeggio e manutenzione. Anche tenendo conto della forza extra e dell’allungamento del nylon, le cime d’ormeggio in nylon sono di solito di diverse misure più grandi delle cime usate per ormeggiare al fianco delle banchine. Per questo materiale i danni provocati dai raggi UV sono meno problematici grazie al volume di materiale nascosto dal sole al centro della cima. La maggiore dimensione è anche un fattore di sicurezza in più per la resistenza all’usura. Infilando una fettuccia tubolare sullo stroppo si otterrà una maggiore protezione sia contro l’abrasione che contro il deterioramento UV. Tuttavia, anche con un diametro maggiore, si applicano le stesse regole delle cime d’ormeggio per l’ormeggio in banchina. I segni che la cima si sta consumando bene includono un diametro omogeneo e liscio con relativamente pochi fili singoli separati. Una cima sana può mostrare segni di usura generale, ma nessuna area specifica di danno maggiore.

Se nel nostro sistema di ormeggio utilizziamo metalli diversi che vengono in contatto tra loro, occorre ispezionare il tutto alla ricerca di corrosione nei punti di contatto e anche la corrosione accelerata nelle aree circostanti. Se più del 5-10% del materiale è stato rimosso dalla corrosione, allora è consigliabile sostituire il componente.

David Ingiosi

Appassionato di vela e sport acquatici, esperto di diporto nautico, ha una lunga esperienza come redattore, reporter e direttore di testate nazionali e internazionali dove si è occupato di tutte le classi veliche, dalle piccole derive ai trimarani oceanici, compresi tutti i watersports.

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