Le barche navigando al largo garantiscono il perfetto isolamento da contagi e malattie, a patto però di avere ambienti puliti a fondo ed igienizzati. Batteri, muffe e agenti patogeni possono infatti annidarsi nella tappezzeria, nei gavoni o nelle cabine di bordo. Ecco come procedere a una perfetta sanificazione della barca.

In questi giorni drammatici di emergenza da Coronavirus in cui si lotta nelle corsie degli ospedali per curare i malati, in cui si sta chiusi in casa per contenere il contagio, in cui ci si chiede se e quando si riprenderà l’economia, in cui si fanno i conti con le priorità di ognuno, c’è veramente poco spazio per dedicarsi alla nostra passione di naviganti, alle barche, alle crociere. O meglio il pensiero c’è, perché nei momenti difficili si rievoca anche ciò che nella vita normale ci da gioia, spensieratezza, senso di libertà e amore per la natura. Ma è tutto velato da un senso di tristezza, di incertezza, di rimpianto per quello che si spera di tornare presto a vivere.

Il rischio di contagi da un virus nuovo e pericoloso porta anche a nuove esigenze e spunti di riflessione. Per esempio, le nostre barche sono luoghi davvero sicuri in caso di epidemia? Di getto verrebbe da rispondere certo che sì. Le barche ci permettono di vivere in mezzo al mare, isolati da tutto e tutti, hanno spazi e ambienti curati e vissuti solo da noi. Però è vero anche che per gli stessi motivi le barche sono spesso ambienti non del tutto salubri, sempre a contatto con il salino, l’acqua, l’umidità. Se non viene garantita all’interno la giusta circolazione di aria fresca e asciutta mediante apposite prese, aperture e maniche a vento, spazi come il quadrato, le cabine, ma anche il vano motore o i bagni diventano una fucina se non di virus, almeno di muffe, batteri, acari, polveri e pollini.

Il nostro yacht libero da germi. Si può?

Pensate per esempio a quando avete pulito per l’ultima volta lo spazio dietro il forno della cucina o a quando avete alzato i paglioli per lavare la sentina o ancora a quando avete tirato fuori tutta l’attrezzatura dai gavoni per una bella rassettata. Sedute dei divani, tappeti, tendine, cuscini se non igienizzati e arieggiati a dovere, pensate non siano un ricettacolo di sporco e agenti patogeni o allergeni? Pensate solo a questo lungo periodo di inattività in cui tutti teniamo la barca chiusa e ferma all’ormeggio o nel rimessaggio di un cantiere. Avete idea di quanta muffa possiamo trovare al nostro rientro?

Per rendere davvero le nostre barche non solo pulite, ma anche libere da germi non abbiamo che due soluzioni. La prima è la classica profonda pulizia periodica della nostra barca. Il punto di partenza per allontanare i pericoli di vivere in un ambiente non salubre. La seconda soluzione è una vera e propria sanificazione dell’imbarcazione. Qual è la differenza? La sanificazione degli ambienti è un processo molto più lungo e impegnativo che presuppone la pulizia generale di spazi, allestimenti e superfici, ma va oltre igienizzando tutto con appositi strumenti, prodotti e personale specializzato.

Tanti sistemi di sanificazione: vapore, schiume e ozono

Esistono diversi tipi di attrezzature e procedimenti per una corretta sanificazione della barca sia all’esterno che all’interno. Il sistema tradizionale si basa principalmente sull’utilizzo di vapore saturo secco che garantisce il massimo della salubrità e dell’igiene degli ambienti trattati grazie alle elevate temperature che uccidono ogni tipo di batteri. Piuttosto diffusi sono anche la schiuma attiva, i nebulizzatori, gli atomizzatori e i sistemi a iniezione/estrazione. Negli ultimi anni tuttavia ha preso piede un nuovo sistema di sanificazione cosiddetto a ozono. In questo caso la procedura viene realizzata con potenti generatori che disinfettano l’aria dello barca rimuovendo virus, batteri e ogni agente patogeno.

L’ozono è a tutti gli effetti un trattamento biologico, in grado di pulire e disinfettare in modo efficace ogni area e locale della barca. Tra i suoi vantaggi c’è l’abbattimento di tutti gli odori a bordo, l’eliminazione delle muffe che possono essere fonte di fastidi e allergie, così come la rimozione di depositi di pollini e agenti allergeni. Ma soprattutto un trattamento con saturazione a ozono è in grado di debellare il 99.8 per cento di tutti i virus e agenti patogeni situati nei locali dello yacht e nei relativi condotti di areazione. Da sottolineare è che la sanificazione all’ozono non comporta nessun pericolo per gli allestimenti e le attrezzature della barca in quanto l’ozono ossida solamente il materiale organico assicurando la totale sicurezza degli interni della barca. In più l’ozono è un gas naturale al 100 per cento e si possono riprendere le normali attività di bordo subito dopo il trattamento di sanificazione.

Prima pulire, poi sanificare

In genere si può commissionare la sanificazione della propria barca a società specializzate che vengano a bordo con personale specializzato nell’igienizzazione e dotato di strumenti e prodotti professionali. L’igienizzazione in genere avviene in 4 fasi: l’ispezione a bordo dove viene studiata la barca e i suoi punti critici, compresi gli impianti di aerazione, la pulizia profonda di tutti gli ambienti interni ed esterni con la rimozione e l’aspirazione dall’impianto di aerazione di ogni impurità mediante sistemi speciali, aspiratori professionali e specifici prodotti disinfettanti ed igienizzanti e infine la sanificazione vera e propria con il trattamento prescelto che include tutte le superfici, i tessuti, le tende, la moquette, le poltrone e divani, le cuscinerie, tutti gli ambienti, i gavoni, gli armadi e i vetri (oblò, osteriggi, le finestrature).

Alcune delle società specializzate nella sanificazione di yachts presenti in Italia alle quali richiedere un preventivo sono:

– Centro Servizi Nautici (www.centroservizinautici.it).

– Ecoservice Line (www.ecoserviceline.it).

– EcoVapor Service (www.ecovaporservice.it).

– Marina Service (www.marinaservice.eu).

– Puliclean (www.puliclean.com).

– Servizi Sanificazione (www.servizisanificazione.it).

– Superwash Italia (www.superwashitalia.it).

Virus ed emergenza: il mare ci può insegnare qualcosa?

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David Ingiosi

Appassionato di vela e sport acquatici, esperto di diporto nautico, ha una lunga esperienza come redattore e reporter per testate nazionali e internazionali dove si è occupato di tutte le classi veliche, dalle piccole derive ai trimarani oceanici

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