Il Cantiere del Pardo, storico produttore dei famosi cabinati a vela Grand Soleil, sta per essere acquisito dal fondo di private equity Wise Equity Sgr che acquisterà dagli attuali proprietari Fabio Planamente e Luigi Servidati il 60% delle quote azionarie.

Negli ultimi anni la tendenza di piccoli e grandi brand del mercato nautico è quella di fondersi, unirsi e fare gruppo. Spesso semplicemente cedere quote azionarie con l’intento di essere più forti e competitivi, aumentare i capitali, condividere risorse, know-how e governance. I nuovi partner possono essere altri cantieri, imprenditori coraggiosi, ma il più delle volte la cavalleria è rappresentata da gruppi industriali, multinazionali o ancora holding finanziarie.

È il caso per esempio del Cantiere del Pardo, storico produttore dei famosi Grand Soleil con sede a Forlì e protagonista di una trattativa condotta da Mediobanca che permetterà al fondo di private equity Wise Equity Sgr l’acquisizione del 60 per cento delle quote del cantiere. Un’acquisizione di cui in realtà si vocifera da diversi mesi nell’ambiente, ma ora sembra arrivata alla stretta finale.

Photo Credits: Cantiere del Pardo courtesy.

Azioni cedute, controllo e ruoli dirigenziali

Attualmente i proprietari del cantiere sono i due manager Fabio Planamente e Luigi Servidati che nel 2018 avevano sottoscritto tramite la società Gifa Holding Spa un aumento di capitale di 5 milioni di euro che gli aveva consentito di diventare soci di maggioranza del cantiere. Servidati e Planamente a quanto pare rimarranno nell’azionariato del cantiere con il 40 per cento delle azioni anche se non è ancora chiaro se manterranno le proprie mansioni, mentre il fondo di private equity si assicurerà il 60 per cento e di conseguenza il controllo dei marchi del gruppo.

Certo è che il Cantiere del Pardo in questi ultimi 6 anni ha avuto una crescita molto consistente passando dai 3,5 milioni di euro di fatturato del 2014 ai 23,4 milioni del 2007, per poi superare i 30 milioni nel 2018 e fino ai 50 milioni di euro che dovrebbe toccare con il bilancio del 2020. Insomma una realtà produttiva in crescita esponenziale in un mercato nautico che vede gruppi importanti come per esempio Bénéteau licenziare maestranze e piccoli cantieri che riducono la produzione.

S’investe ormai solo negli yachts a motore

Il Cantiere del Pardo al contrario naviga in buone acque e si espande creando nuovi marchi e affrontando in modo vincente nuovi mercati. L’ultima acquisizione è stata quella del marchio VanDutch, barche a motore molto apprezzate sul mercato italiano e che dovrebbe sviluppare, nelle previsioni del cantiere, tra i 20 e i 30 milioni di euro l’anno aprendo al Pardo le porte del grande mercato degli Stati Uniti. Il settore del motore e dei super yachts è quello infatti che interessa maggiormente il cantiere di Forlì visto che questi cabinati sono in assoluto i più richiesti dai diportisti. Speriamo solo che i cabinati a vela firmati Del Pardo che hanno fatto la storia della vela italiana non vadano in futuro a scomparire.

Pardo 43, la sfida a motore del Cantiere del Pardo

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David Ingiosi

Appassionato di vela e sport acquatici, esperto di diporto nautico, ha una lunga esperienza come redattore e reporter per testate nazionali e internazionali dove si è occupato di tutte le classi veliche, dalle piccole derive ai trimarani oceanici

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