Bimbi a bordo: la barca, l’organizzazione, l’approccio

La vita a bordo di una barca è possibile, con le dovute attenzioni, anche con i bambini in tenera età. Importante è avere l’approccio giusto come genitori, scegliere e attrezzare bene la barca, organizzare al meglio la cambusa e pianificare con cura rotta e scali adatti anche ai più piccoli.

Si potrebbe essere tentati di pensare che le barche non siano il posto ideale per i bambini, soprattutto in tenera età. Il pericolo del mare, l’acqua alta, la barca che sbanda, il mal di mare, gli spazi angusti, le possibilità di farsi male, sono tutti elementi che in teoria dovrebbero giocare a sfavore di una vacanza a misura di bimbo. In realtà non è così e chiunque navighi per passione in giro per il mondo si renderà conto di quante famiglie non solo imbarcano bimbi anche molto piccoli per brevi e lunghe crociere, ma di quanto i piccoli marinai si divertano un mondo a bordo.

I bimbi a bordo hanno infatti eccellenti capacità di adattamento e in barca stanno bene, per loro è un gioco, un habitat nuovo che imparano subito a vivere al meglio e se coinvolti nella vita di bordo si sentono come a casa. Anzi più sono piccoli e prima si abituano alla vita in mare. Sono forse i genitori a volte a essere troppo apprensivi e scettici sulle loro capacità di giocare a fare i marinai. Certo, per rendergli tutto più facile e a misura occorre organizzare gli spazi a bordo, fare cambusa con attenzione, imbarcare i loro giochi, creme solari, i vestiti giusti e qualche medicinale di cui possono aver bisogno. Non da ultimo, bisogna scegliere la barca adatta e attrezzarla al meglio contro i possibili pericoli e soprattutto programmare un itinerario adatto ai più piccoli con rotte sicure e comode intervallate da soste rigeneranti. Ecco allora una serie di consigli per una crociera a misura di bambino.

Salvagente bimbi

Scegliere la barca e metterla in sicurezza

Per quanto riguarda la barca, meglio sceglierne una che abbia spazi adeguati e attrezzature adatte a ospitare i più piccoli. L’ideale sarebbe un cabinato confortevole e con ampi gavoni dove stivare ciò che serve (passeggini, seggiolini, giochi, etc.). Se a bordo c’è solo un bambino ci si può orientare su uno di yacht di 9-10 metri, mentre con due bambini uno scafo di 11-12 metri sarà sufficiente. Se invece la famiglia è più numerosa o si ospitano più bambini allora sarà preferibile una barca di 13-14 metri oppure perché no, un bel catamarano.

Leggi anche la nostra guida con consigli e regole per gestire i bambini a in barca secondo le diverse fasce d’età

Al di là delle giuste dimensioni, la barca che ospita bambini deve essere attrezzata per mettere in sicurezza gli ambienti sia esterni che interni. Indispensabile è mettere delle reti lungo la battagliola per evitare cadute accidentali in acqua e di montare nelle cuccette dei teli antirollio per avere al tempo stesso cuccette sicure e dei pratici box-giochi, ideali soprattutto per i bambini di età inferiore a un anno. Una buona alternativa alla cuccetta possono essere delle comode amache appese in cabina che simulano perfettamente il movimento della culla. Un altro accorgimento per evitare botte e cadute dolorose è quello di proteggere le pareti laterali delle cabine o del quadrato con dei cuscini. Per quanto riguarda la coperta, il pozzetto è il luogo dove i bimbi passeranno più tempo, soprattutto in navigazione, quindi deve essere ampio, libero da tavoli fissi e soprattutto protetto dai raggi solari mediante un tendalino. È bene anche tenerlo il più in ordine possibile, per esempio raccogliendo drizze e scotte in apposite tasche ai lati della tuga. Sarebbe bene avere un ponte di coperta senza troppi dislivelli e possibilmente uno specchio di poppa attrezzato con spiaggetta per agevolare il bagno e la discesa in porto. Assolutamente fondamentale è verificare sempre la chiusura di tutti gli osteriggi che rappresentano il pericolo più insidioso per un bambino a bordo.

Bimbi a bordo

Organizzare la crociera: pasti, giochi e abbigliamento

In una crociera che ha per protagonisti i bambini la parola d’ordine è ancora di più l’organizzazione. Per quanto riguarda la cambusa sarebbe preferibile preparare i pasti la mattina, prima di mollare gli ormeggi e conservarli poi in appositi thermos durante la giornata affinché siano sempre pronti. La cambusa dovrà prevedere cibi personalizzati e pappe in quantità, visto che a seconda della meta, non sempre saranno facilmente reperibili: largo dunque a biscotti, formaggini e minestre liofilizzate.

L’imbarco dei giochi è un’altra opzione da considerare: quelli di plastica sono da preferire perché in caso di caduta in acqua almeno galleggiano. Poi libri di fiabe, videogames, una piscina gonfiabile da collocare in pozzetto o a prua durante le pause in porto, paletta e secchiello per la spiaggia, basteranno a intrattenere anche i bimbi più vivaci. Per quanto riguarda il sacco dei piccoli marinai, questo deve contenere maglioni di lana o pile, cappello, cerata e stivaletti di gomma, per essere sicuri di tenerli sempre al caldo e naturalmente creme solari a schermo totale e resistenti all’acqua.

Bambini a bordo

In navigazione: sicurezza e coinvolgimento

Durante la navigazione e in particolare nei momenti più delicati, come l’issata e l’ammainata delle vele, quando si da fondo all’ancora o ancora durante l’ingresso o l’uscita dal porto, sarebbe bene fare in modo che i bambini non siano d’intralcio alle manovre ma anche coinvolgerli, spiegandogli sempre quello che sta succedendo, con calma e cercando di trasmettergli una sensazione di tranquillità e di sicurezza. Se i genitori sono sereni, perché coscienti di navigare in sicurezza, lo saranno anche i bambini. I bimbi devono riuscire a percepire la barca come un luogo anche loro: anche se piccoli, possono aiutare a fare le cose più semplici, ma non devono mai sentirsi “ospiti”.

Quando si naviga in realtà spesso i bambini dormono molto ma si svegliano immancabilmente quando c’è un problema, quando si salpa o quando si deve ormeggiare o dare fondo all’ancora arrivando in rada. Navigando a vela è bene tenere i bimbi il più possibile in pozzetto con il giubbotto salvagente sempre ben indossato e assicurati alle cinture di sicurezza e mandarli invece sottocoperta solo se le condizioni meteo marine sono impegnative. Una soluzione interessante per i bambini molto piccoli è quella di fissare un seggiolone al tambuccio: in questo modo è possibile manovrare, specialmente durante le operazioni di ormeggio, senza dover continuamente tenerli d’occhio.

Bambini in barca

Pianificare rotta e tappe: meglio la rada che il porto

Portare i bambini in barca significa anche programmare con attenzione le varie tappe della crociera, rinunciando in parte alla filosofia del “vivere alla giornata”. Una buona soluzione è di variare le attività di bordo: due giorni di navigazione, seguiti da un giorno in rada o anche spiaggia per esempio, più tranquillo e riposante. L’importante è abituare i bimbi alla crociera in modo progressivo, cominciando con piccole navigazioni per dare tempo ai piccoli marinai di adattarsi alla vita di bordo. Meglio scegliere approdi attrezzati con possibilità di sbarcare a terra in maniera semplice e in ogni condizione meteorologica: rade dove fare giocare i bambini e tappe brevi correlate da valide alternative di ormeggio rispetto alla meta prevista. Può essere divertente anche navigare in flottiglia con altre coppie con figli: i bambini avranno così modo di socializzare e giocare insieme.

Meglio in ogni caso evitare i porti, il più possibile. A torto si pensa che si debba passare spesso dai marina per far “sgambare” i bambini. In realtà è decisamente meglio trovare rade sicure e tranquille e organizzarsi la crociera passando solo un paio di volta a settimana da porti e marina. I bambini vogliono fare i bagni, i tuffi, esplorare gli scogli con maschera e pinne, pescare, giocare col tender. Sulla terra ci stanno già tutto l’anno.

David Ingiosi

Appassionato di vela e sport acquatici, esperto di diporto nautico, ha una lunga esperienza come redattore, reporter e direttore di testate nazionali e internazionali dove si è occupato di tutte le classi veliche, dalle piccole derive ai trimarani oceanici, compresi tutti i watersports.

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