Qualche giorno fa i dirigenti di Groupe Bénéteau, il più importante gruppo mondiale nella produzione di barche a vela, hanno annunciato fortissimi cali di produzione e di fatturato generati dalla chiusura del lockdown.

Quale è stato l’impatto economico dell’emergenza Covid-19 su cantieri di barche da diporto, produttori di attrezzature e operatori della filiera nautica? Le misure straordinarie messe in atto in tutto il mondo per contenere la diffusione del virus, l’isolamento, il distanziamento sociale, il blocco delle frontiere, la sospensione dei viaggi all’estero, hanno sicuramente avuto delle forti ripercussioni sulle vendite, le commesse, gli accordi commerciali, le consegne, le stesse modalità lavorative e le dinamiche di produzione di piccole e grandi realtà industriali.

In molte hanno deciso di chiudere completamente, come a dire mettersi alla cappa e aspettare al sicuro il passaggio della burrasca. Altre aziende hanno tentato di resistere, modificando la produzione, rallentando, diversificando. Dopo diversi mesi di lockdown e con l’orizzonte che sembra schiarirsi dalle nuvole pesanti di una diffusione repentina e fuori controllo del virus, si cominciano a tirare le somme e fare il bilancio di quanto ci è costato tutto questo.

Primi 9 mesi del 2020 disastrosi per il gruppo

Tra le aziende nautiche più colpite dalle ripercussioni di questa emergenza sanitaria mondiale c’è sicuramente il Gruppo Bénéteau che nei giorni scorsi ha informato l’opinione pubblica dei suoi fortissimi cali di produzione e fatturato. In Francia le attività del gruppo sono state chiuse completamente per alcune settimane, così come è accaduto anche in Italia e questo ha portato grandi perdite alla società. A conti fatti il Gruppo Bénéteau, nel suo report del terzo trimestre di quest’anno, riporta una perdita dei primi nove mesi del 2020 sullo stesso periodo del 2019 pari, per quanto riguarda il settore delle barche da diporto, al 43,3 per cento.

Una grave perdita che tuttavia, sostengono i dirigenti dell’azienda, dovrebbe essere contenuta a fine anno grazie alla ripartenza della produzione. Naturalmente, la chiusura degli stabilimenti, per quanto ora la produzione sia spinta al massimo, comporterà lo slittamento di molte date di consegna per le barche.

Un gigante con le spalle solide, ma provato

Ricordiamo che con oltre un miliardo di fatturato, 7.400 dipendenti e 130 anni di storia, Groupe Bénéteau è il più importante gruppo mondiale nella produzione di barche a vela. Ne fanno parte 12 marchi: i prestigiosi Bénéteau e Jeanneau, il brand di catamarani Lagoon comprato nel 1996, Prestige, il cantiere italiano Montecarlo Yachts, Excess, Construction Navale Bordeaux (CNB), i brand statunitensi Four Winns, Glastron, Wellcraft e Scarab, e l’ultimo arrivato, il cantiere polacco Delphia Yachts, acquisito nell’estate del 2018.

Particolare anche la governace di Groupe Bénéteau guidato da Jérôme de Metz in collaborazione con Annette Bénéteau-Roux, Benjamin e André Bénéteau e l’italiano Gianguido Girotti nel ruolo di vice CEO e direttore del dipartimento di strategia di prodotto.

Per quanto riguarda infine la partecipazione alle principali fiere internazionali della nautica, al momento non è ancora chiaro se il Gruppo Bénéteau sarà presente con le sue nuove barche al salone di Cannes e al Salone Internazionale di Genova e nel caso con quanti modelli. Sono scelte strategiche ancora più importanti in questa fase di crisi. Staremo a vedere…

Rinasce lo storico cantiere Moana delle barche giramondo

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David Ingiosi

Appassionato di vela e sport acquatici, esperto di diporto nautico, ha una lunga esperienza come redattore e reporter per testate nazionali e internazionali dove si è occupato di tutte le classi veliche, dalle piccole derive ai trimarani oceanici

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