Bella stagione in arrivo: la barca è pronta al varo?

In vista della stagione estiva non si vede l’ora di rimettere in acqua la barca e farla tornare a navigare. Bisogna però prima del varo occuparsi dello svernamento di scafo, attrezzature, impianti e allestimenti. Ecco come procedere.

Pronti al varo della barca? Possedere un’imbarcazione e uscire in acqua dà una soddisfazione ineguagliabile. Per questo motivo, la maggior parte degli armatori s’impegna a fondo per imparare i piccoli segreti della propria barca, per curarne la manutenzione e per coccolarla. Insomma i diportisti sono dei veri appassionati.

Con l’arrivo della bella stagione, gli armatori puntualmente fanno uscire le loro barche dal letargo invernale e le rimettono in funzione. L’operazione più emblematica è il cosiddetto “refit” allo scafo. Si tratta della raschiatura dello scafo e dell’applicazione di una vernice antivegetativa. In questo modo si protegge lo scafo dall’attacco dei cirripedi e si ottimizza la navigazione. È sempre importante sfruttare questo importante lavoro per controllare le condizioni di questa zona sotto alla linea di galleggiamento: appendici, chiglia, timone, ancora.

Leggi anche: Primavera: rinfreschiamo gli interni della barca?

Varo

La maggior parte degli armatori si affida al fai-da-te

Come preparare la barca per il varo. Le statistiche dicono che almeno il 60 per cento dei proprietari di barche si dedica al fai-da-te. Si sta all’aria aperta, si fa esercizio fisico, spesso è un bel momento anche da trascorrere con gli amici o i vicini di barca. In genere in occasione del refit, una volta terminati i lavori di verniciatura della carena ci si affida a un gruista per varare la barca e farla finalmente tornare a galleggiare.

A questo punto tuttavia si può passare a occuparsi delle attrezzature di coperta, gli strumenti, gli impianti di bordo e gli allestimenti interni. Anche in questo caso si tratta di piccoli lavori e si può fare molto da soli. Quando si lavora su una barca, è bene saperne sempre un po’ di più, essere almeno un po’ tuttofare e curiosi. Anche solo per sapere dove sono le cose, i dispositivi di sicurezza, le prese a mare, O anche per anticipare i piccoli problemi che potrebbero altrimenti presentarsi al largo e rovinare un’uscita o peggio, incidere sulla sicurezza della navigazione.

Varo

Seconda opzione: ingaggiare un professionista

Ci sono diportisti tuttavia che per ragioni di tempo, mancanza di conoscenze o altri impegni non possono occuparsi del riarmo della barca. Ci si affida allora al personale tecnico di un cantiere o un rimessaggio che quasi sempre offrono un servizio chiavi in mano con esperti che eseguono un check-up generale alla barca per vedere se tutto è a posto e in caso provvedono a sistemare eventuali problematiche.

In questo caso gli armatori devono prenotarsi con un certo anticipo e pianificare il tutto per tempo. La natura stagionale di quest’attività infatti crea una concentrazione di richieste all’ultimo momento che non possono essere soddisfatte. Gli stessi tempi di consegna di alcuni componenti o materiali possono allungarsi. A differenza dell’industria automobilistica, dove tutto è standardizzato e calibrato, ogni barca è unica richiede la giusta dose di attenzioni.

varo

L’importante è procedere con metodo e competenza

Affidare le operazioni di svernamento e varo a un professionista garantisce che nulla venga dimenticato: revisione al motore, stato delle vele e dei winch, prese a mare, organi di governo, armo velico, insomma tutto deve funzionare correttamente. Anche l’impianto elettrico in particolare ha bisogno di cure specifiche. A bordo si utilizzano i 12 volt, una tensione bassa ma una corrente elevata. In caso problemi, una barca è molto più esposta al rischio di incendio di una abitazione. Bisogna anche tenere d’occhio l’eventuale riscaldamento, in particolare per evitare l’avvelenamento da CO2.

Quando si acquista una barca di seconda mano, è bene fare una prima stagione per vedere cosa funziona e cosa no. Poi farsi consigliare da personale tecnico ed eventualmente investire nel secondo anno di utilizzo. Una buona manutenzione nautica costa molto, per questo è necessario dedicarvi del tempo. I prezzi variano a seconda dei lavori svolti, dei pacchetti scelti e dei prodotti utilizzati.

David Ingiosi

Appassionato di vela e sport acquatici, esperto di diporto nautico, ha una lunga esperienza come redattore, reporter e direttore di testate nazionali e internazionali dove si è occupato di tutte le classi veliche, dalle piccole derive ai trimarani oceanici, compresi tutti i watersports.

No Comments Yet

Leave a Reply

Your email address will not be published.