Cantieri nautici e progettisti sono coinvolti nella ricerca sempre maggiore di barche che riducono al minimo l’inquinamento. Strategica in questo campo è la stessa costruzione che comincia a utilizzare accanto a materiali sintetici le fibre naturali. Come l’Ecoracer 769, la prima barca da regata riciclabile al 100%.

Le barche del futuro saranno sempre più amiche dell’ambiente. Le recenti produzioni nautiche mirano infatti sempre di più a realizzare yachts sostenibili, riciclabili, a basso tasso d’inquinamento. E in questa ricerca di nautica green, che non è solo una moda del momento, ma un’evidente esigenza del pianeta e degli oceani, le fibre naturali hanno un ruolo da protagonista. Una di queste fibre naturali che piace a designer nautici e cantieri è il lino. Basta vedere il nuovo Ecoracer769, il primo sportboat realizzato da Northern Light Composites che è costruito al 100% in fibra di lino e con un’anima riciclabile a fine vita.

Il futuro delle barche è nei biocompositi

Il progetto si inserisce nel filone costruttivo dei cosiddetti biocompositi, ossia quei materiali nei quali la parte naturale prevale su quella sintetica. Nonostante a oggi la totalità di componente naturale di queste costruzioni sia ottenuta solo nei laboratori di ricerca, anche a livello di produzione industriale si sta definendo un percorso che porterà nei prossimi anni a produrre e commercializzare barche in materiale composito completamente naturale. Questo permetterà una riduzione di richiesta energetica durante la produzione e soprattutto consentirà un semplice smaltimento dei prodotti al termine del loro ciclo di vita. Oltre alla scelta del lino, uno degli obiettivi della startup di Monfalcone è quello di evitare tutte le lavorazioni che impattano sulla salute dei costruttori: si è scelto pertanto di realizzare il composito in infusione a vuoto e di evitare tutte le attività di verniciatura, utilizzando delle pellicole per il rivestimento esterno.

Anima ecologica e vocazione sportiva

L’Ecoracer769 è un’imbarcazione dall’anima sportiva. Si tratta di un prototipo da minialtura che nonostante la sua vocazione all’ecosostenibilità ha un design assolutamente innovativo e soluzioni tecnologiche con le quali punta a vincere in regata. L’albero e le strutture di pinna e timone sono in alluminio e acciaio, mentre il motore è elettrico: scelte anche qui all’insegna dell’ecologia. Tra le caratteristiche distintive di questo monotipo c’è una particolare prua inversa, già vista su alcuni superyacht e racer di ultima generazione, oltre che degli spray rail di ispirazione motonautica e infine la scelta di posizionare il timone molto a prua.

L’Ecoracer769 sarà il banco di prova della nuova tecnologia di Northern Light Composites, che dopo i test in mare e in regata inizierà la commercializzazione, dando vita alla serie Ecoracer e alla prima classe monotipo sostenibile sul mercato. Il cantiere inoltre garantisce il ritiro a fine vita delle imbarcazioni costruite, occupandosi delle attività di recupero per dare vita a nuovi componenti con i materiali riciclati ottenuti.

Un team di progettisti in chiave green

Il team di progettisti della Northern Light Composites è attualmente composto da Matteo Polli che si occupa delle linee d’acqua, mentre Matteo Sconocchia e Alessandro Pera sono addetti alla ingegnerizzazione delle strutture, Andrea Paduano è il responsabile materiali, Gianluca Salateo si occupa del piano di coperta e Roberto Baraccani è il responsabile della produzione.

Il varo dell’Ecoracer769 è previsto dopo l’estate 2020 con le prime prove in acqua in programma per il prossimo autunno. Dati Tecnici: lunghezza 7,69, larghezza 2,80 m, pescaggio 1,80 m, dislocamento 1.100 kg, superficie velica 100 mq. Info: www.northernlightcomposites.com.

Canapa e nautica: dai cordami dei velieri agli scafi “green”

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David Ingiosi

Appassionato di vela e sport acquatici, esperto di diporto nautico, ha una lunga esperienza come redattore e reporter per testate nazionali e internazionali dove si è occupato di tutte le classi veliche, dalle piccole derive ai trimarani oceanici

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