Dopo l’emergenza da Covid-19 molti diportisti possono tornare felici a bordo delle proprie barche e salpare per brevi uscite in mare e trasferimenti lungo costa. Prima di mollare gli ormeggi è bene però controllare il motore della barca. Ecco 7 elementi di cui prendersi cura.

L’emergenza Covid-19 in questo 2020 ha bloccato per oltre due mesi tutta l’attività nautica, dall’industria produttiva ai porti, dal noleggio di imbarcazioni fino alle nostre singole uscite in mare. Ora che nel pieno della Fase 2 le istituzioni hanno deciso di allentare la morsa delle restrizioni alla mobilità le attività nautiche ripartono e anche le nostre tanto desiderate gite in barca. Quando torneremo a bordo del nostro “yacht”, sia esso un bel gommone fiammante, una barca a vela, una classica pilotina o un aggressivo Fisherman, è fondamentale prima di mollare gli ormeggi fare un bel tagliando annuale al motore della nostra imbarcazione. Una buona abitudine che eviterà brutte sorprese, sia a livello di sicurezza che economico e permetterà di goderci il mare, la costa e le isole in piena libertà.

La manutenzione periodica è un vero e proprio patto di fiducia tra noi e la barca, ma anche una sorta di investimento che prolunga la vita del propulsore garantendone prestazioni ed efficienza. Tale raccomandazione vale naturalmente per qualsiasi tipologia di motore abbiamo installato a bordo, tenendo in considerazione le relative specificità: entrobordo o fuoribordo, a benzina o a gasolio, a 2 o 4 tempi. Vediamo allora come procedere a questo veloce check up sullo stato di salute del nostro prezioso compagno di uscite limitandoci a 7 ma fondamentali controlli.

01. Livello carburante

La prima operazione da eseguire tutt’altro che banale è il controllo sul livello di carburante imbarcato, una prassi obbligatoria per qualunque diportista visto che le statistiche dei soccorsi in mare operati dalla Guardia Costiera ci indicano come prima causa di emergenza i serbatoi asciutti delle barche. Per sapere su quale autonomia della barca possiamo contare durante un’uscita occorre conoscere la capacità del serbatoio e controllare periodicamente i livelli del carburante. Quasi tutte le barche anche di piccole dimensioni dispongono ormai di sistemi di monitoraggio del carburante composti da sensori di livello posti sui serbatoi e indicatori sul cruscotto. Sistemi più completi possiedono anche un’allarme sonoro che si attivano al raggiungimento di un determinato livello minimo, ad esempio la riserva. Se abbiamo un serbatoio tradizionale possiamo ricorrere a un controllo manuale utilizzando la classica asticella tarata. Per conoscere inoltre i consumi orari del nostro propulsore non rimane che consultare libretto di manutenzione del motore dove sono espressamente indicati.

02. Livello olio motore

Altra operazione essenziale è il controllo del livello dell’olio motore e in caso il cambio dell’olio stesso e del suo relativo filtro, importanti indicatori della salute del nostro propulsore. Occorre ricordare infatti che anche con poche ore motore accumulate, i lubrificanti in commercio perdono le caratteristiche originarie quando vengono a contatto con i metalli e soprattutto con l’ossigeno presente nell’aria. Una volta compiuta la sostituzione, che prevede di smaltire i liquidi esausti in modo adeguato, è buona norma verificare il consumo di olio e il grado di viscosità.

03. Filtri carburante e aria

In abbinamento al cambio dell’olio occorre sempre sostituire anche il filtro carburante (benzina o gasolio) che blocca l’ingresso di biomasse o ulteriori impurità nell’impianto di alimentazione. Negli impianti più completi viene inserito anche un filtro decantatore e separatore dell’acqua che va controllato e spurgato con frequenza. I filtri dell’aria preservano inoltre il propulsore da sporco, polvere, cristalli di sale, sabbia e altri piccoli elementi solidi che, qualora aspirati, potrebbero essere causa di danni anche gravi. Con il tempo e l’usura il filtro dell’aria trattiene tuttavia sempre minori impurità, quindi la sua sostituzione diventa essenziale.

04. Candele

Altro elemento oggetto del nostro check up sono le candele. Nei propulsori a benzina a quattro tempi le candele sono meno sollecitate rispetto ai vecchi a due tempi, ma è sempre bene valutarne lo stato: il loro colore e la loro pulizia sono ottimi indicatori che ci informano sulla qualità della carburazione. Suggeriamo inoltre di conservare con cura eventuali candele di scorta, al riparo dall’umidità che può renderle inefficaci. Questi piccoli pezzi di rispetto in caso di necessità possono salvare la nostra gita in mare e permetterci di tornare sani e salvi in porto.

05. Girante

Tra le operazioni di manutenzione periodica del nostro propulsore non può mancare  la girante. Si tratta di un dispositivo in gomma per nulla costoso, ma fondamentale in quanto pompa l’acqua all’interno del sistema di raffreddamento. Una girante usurata o danneggiata può comportare un surriscaldamento e persino il grippaggio del motore, nei casi peggiori. Anche in questo caso si consiglia di approvvigionarsi con qualche pezzo di rispetto.

06. Anodi sacrificali

Altrettanto indispensabili sono gli anodi sacrificali che proteggono il propulsore e l’intera imbarcazione dalla corrente galvanica. Che siano di zinco, alluminio o magnesio (usato in acque dolci), gli anodi evitano la corrosione di tutte le altre componenti metalliche della barca. È quindi normale che si usurino a causa dell’elettricità che assorbono, mentre se visivamente appaiono intatti conviene accertarsi siano collegati correttamente. Lo si può fare adoperando un tester.

07. Batteria

Infine è bene controllare sempre le batterie: lunghi periodi di fermo dell’imbarcazione, specialmente con le basse temperature invernali, provocano infatti la perdita della carica degli accumulatori e l’impossibilità di avviare il motore e le altre utenze di bordo. Suggeriamo inoltre di eseguire un periodico ciclo completo di ricarica, assieme alla pulizia dell’involucro esterno e dei contatti, contro l’ossidazione. Ricordiamo che una batteria marina ha una durata media fra i 3 e i 5 anni, dopo i quali è sempre consigliato acquistare di un nuovo modello.

I tre sensori di allarme che ogni barca dovrebbe avere a bordo

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David Ingiosi

Appassionato di vela e sport acquatici, esperto di diporto nautico, ha una lunga esperienza come redattore e reporter per testate nazionali e internazionali dove si è occupato di tutte le classi veliche, dalle piccole derive ai trimarani oceanici

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