Abitudine al comfort, dispositivi tecnologici imbarcati e soprattutto le esigenze di navigazione dei moderni cabinati impongono al diportista una scelta oculata sulle batterie a cui affidare il fabbisogno elettrico della propria barca. Ecco allora un guida completa sugli accumulatori che offre il mercato con pregi e difetti, le loro caratteristiche elettriche e una serie di consigli per tenerli sempre in perfetta efficienza.

 A bordo delle barche moderne il bisogno di energia elettrica sembra non finire mai. I marinai di oggi con le loro abitudini al comfort acquisite sulla terraferma sono ormai molto esigenti anche per quanto riguarda l’equipaggiamento e le tecnologie di bordo con conseguenti e inesorabili maggiori consumi. Per dare un’idea più precisa basta fare un esempio pratico. A bordo di una barca sui 12 metri di 20 anni fa erano sufficienti circa 30 ampèrora al giorno per alimentare il vhf e pochi altri strumenti. La vita dei diportisti allora era infatti piuttosto spartana e improntata allo spirito di avventura. Oggi a bordo della stessa barca che dispone tra l’altro di radar, radio vhf e pilota automatico, si può stimare una necessità quotidiana tra i 120 e i 160 ampèrora. Una crescita esponenziale del fabbisogno energetico dovuta allo stile “comodo” dei nuovi diportisti  e soprattutto al numero maggiore di dispositivi che trovano spazio a bordo e che inducono il diportista a imbarcare batterie adeguate e soprattutto di qualità. Quale banco scegliere allora per un cabinato di 12-14 metri che alterna veleggiate, crociere a corto raggio e navigazioni d’altura?

Vediamo innanzitutto quali sono le tipologie di batterie nautiche e i rispettivi pregi e difetti, le differenze tra accumulatori destinati all’avviamento motore e ai servizi, le caratteristiche elettriche di una batteria e infine alcuni preziosi suggerimenti per assicurare agli accumulatori di bordo una perfetta efficienza e una lunga durata.

Banco batterie

Tipi di batterie nautiche: costi, pregi e difetti

Le batterie per uso nautico possono essere distinte in quattro tipologie diverse a seconda della tecnologia chimica impiegata. Vediamone i vari tipi, dalle più economiche a quelle più costose, compresi punti di forza e difetti:

– BATTERIE AL PIOMBO-ACIDO. In questi accumulatori gli elettrodi sono immersi in un liquido (acido solforico) che funge da elettrolita. Il loro vantaggio maggiore è il costo ragionevole, ma non sono esenti da una serie di difetti: richiedono l’installazione in luoghi ventilati a causa della formazione di gas infiammabili, hanno necessità di stare in posizione verticale per evitare la fuoriuscita del liquido, non accettano scariche prolungate superiori al 30-40 per cento senza riportare danni permanenti, se non utilizzate o utilizzate con piccoli prelievi di corrente si scaricano comunque da sole e non possono essere lasciate senza carica per lunghi periodi, necessitano di manutenzione periodica con rabbocco di acqua distillata, infine hanno un’alta resistenza alla carica, per cui una volta raggiunta l’80 per cento della loro carica si oppongono con una forza elettromotrice contraria alla stessa riducendone l’apporto di corrente, dilatando i tempi di ricarica e obbligando quindi a sovradimensionare il banco. In compenso essendo batterie “aperte”, capaci cioè di dissipare i gas che vengono a formarsi durante la ricarica, riescono a sopportare sovraccarichi di tensione difficilmente accettabili dalle batterie cosiddette “a tenuta stagna”.

BATTERIE AGM (Absorbed Glass Mat). Si tratta di batterie al piombo-acido in cui l’elettrolita è contenuto all’interno di elementi spugnosi in fibra di vetro posti a contatto degli elettrodi. Sono mediamente costose e hanno caratteristiche simili a quelle al piombo con il vantaggio che non è necessario controllare il livello dell’elettrolita, né ci si deve preoccupare del loro posizionamento in quanto si possono alloggiare in qualsiasi posizione, anche in sentina. Altri vantaggi sono la buona robustezza e durata, l’alta velocità di ricarica e il basso tasso di scaricamento durante periodi di inattività (3% al mese circa contro il 7% delle batterie a liquido), sopportano alcune scariche anche sotto il 50 per cento (alcune fino al 20 per cento) senza riportare danni permanenti. Tali requisiti ne fanno la batteria ideale per utilizzi ibridi, capace di fornire adeguato spunto per l’accensione e capacità sufficiente per l’alimentazione dei servizi di bordo.

Strumenti di navigazione

 

BATTERIE AL GEL. Sono accumulatori al piombo-acido in cui l’elettrolita (gelatinoso anziché liquido) si trova all’interno di un contenitore sigillato (di qui la definizione di batteria “stagna”) che impedisce la fuoriuscita dei gas, rendendo la batteria totalmente esente da manutenzione e collocabile in qualunque posizione, anche in vani non ventilati, in prossimità di apparecchiature elettroniche e persone. Sono il meglio della tecnica in fatto di accumulatori e per questo tra le più costose (mediamente il doppio di una batteria al piombo standard). In compenso hanno un numero di cicli utile superiore agli altri modelli, possono essere caricate con correnti molto alte fino al raggiungimento della loro carica massima per cui sono quelle che si possono caricare più velocemente, hanno una tensione massima leggermente inferiore a quella delle altre batterie (dunque è necessario tarare i regolatori di carica dell’alternatore, dei pannelli e dell’eolico e del caricabatteria da banchina per questo tipo di batteria), ma mantengono detta tensione fino al raggiungimento del 20 per cento della loro carica e possono essere scaricate quasi completamente senza che questo pregiudichi in alcun modo le loro cariche successive. Queste batterie vengono anche definite “a ricombinazione” poiché riutilizzano i gas che si formano (idrogeno e ossigeno) ricombinandoli in acqua, impedendone pertanto l’essicazione.

– BATTERIE AL LITIO. Sono il meglio della tecnica esistente (avete presente quelle a lunga durata dei cellulari?), ma hanno ancora prezzi folli, sono prodotte da un solo brand nel mondo e commercializzate esclusivamente da tre distributori. Inoltre necessitano di una linea dedicata di caricabatteria, regolatori e strumenti di controllo che ne rendono l’utilizzo piuttosto esclusivo. Difficile trovare questo tipo di batterie sulle barche d’altura del diportista medio.

 Angolo carteggio

Batterie per avviare il motore e Batterie per i servizi

Le batterie impiegate a bordo degli yacht possono essere distinte in due tipologie di destinazione che differiscono per modalità costruttive e relativi impieghi:

– Batterie da avviamento, pensate cioè specificamente per l’avviamento del motore, essendo in grado di fornire una elevata potenza per un breve lasso di tempo. Per contro non sopportano carichi prolungati e quando si scaricano pienamente se ne riduce velocemente la vita residua.

– Batterie per servizi, dedicate alla distribuzione di energia a tutte le apparecchiature elettriche ed elettroniche di bordo quando non sono disponibili altre fonti, per esempio rete di terra, generatori, alternatore, etc. Questi accumulatori non sono in grado di fornire lo spunto massimo di una batteria da avviamento ma consentono un uso prolungato e non soffrono se scaricate a fondo. Sono molto più robuste delle batterie da avviamento e consentono molti cicli di ricarica prima che sia necessaria la loro sostituzione.

A bordo di un cabinato la soluzione ideale consiste nell’avere entrambi i banchi di batterie, servizi e avviamento, ciascuno dei quali sarà in grado di svolgere al meglio il tipo di lavoro richiesto. Spesso sulle imbarcazioni più piccole, data la necessità di risparmiare spazio o di rendere l’impianto elettrico il più semplice possibile, viene usata una sola batteria a cui si affidano tutti i compiti di distribuzione di energia. In questo caso si tratta di batterie ibride o doppio uso che pur non riuscendo a raggiungere le prestazioni massimali di una batteria dedicata, sono capaci di svolgere entrambi questi lavori in maniera accettabile.

Radar

 

Le caratteristiche elettriche di una batteria

Le caratteristiche fondamentali di una batteria per quanto riguarda i valori elettrici sono essenzialmente le seguenti:

– Tensione: viene misurata in Volt (normalmente 12 o 24V.). Tranne che in rari casi le batterie sono sempre a 12 V poiché anche quando l’impianto è a 24 V è più semplice accoppiare due batterie da 12 V piuttosto che adottare un’ingombrante 24 V.

– Capacità: viene misurata in Ah (Ampère/ora) e rappresenta il “volume” (quantità di carica) di energia erogabile dalla batteria.

– Corrente di spunto: viene misurata in Ampère e rappresenta la massima “forza” (impulso) erogabile dalla batteria per un breve lasso di tempo. Può variare approssimativamente dalle 6 alle 8 volte il valore della capacità (espresso in Ampère). Ad esempio una batteria da 200 Ah possiede una corrente di spunto che può variare dai 1200 A ai 1600A.

Individuate le caratteristiche elettriche dell’accumulatore, la scelta dovrà essere fatta in base alla sua destinazione d’uso: se si tratta di una batteria di spunto dovremo assicurarci che sia in grado di fornire agevolmente la corrente necessaria all’avviamento del motore (valore che può essere consultato sul libretto del motore), se invece destinata alle utenze allora dovrà avere grande capacità e un ciclo vita longevo.

Batterie di bordo

 

7 consigli per avere batterie sempre efficienti

Per ottenere il massimo dalle nostre batterie in termini di prestazioni e durata è sufficiente seguire alcuni semplici suggerimenti:

– Assicurarsi che le batterie siano sempre asciutte e pulite, con i morsetti bene ingrassati.

– Cercare di mantenere il livello di carica vicino al 100% procedendo a periodiche ricariche anche durante i periodi in cui la barca rimane ferma.

– Controllare il livello dell’acqua e provvedere al rabbocco se necessario (solo per le batterie a elettrolita liquido).

– Non abbinare mai batterie con diversa tecnologia.

– Non abbinare mai batterie usate con batterie nuove.

– Assicurarsi che il voltaggio e i cicli di carica rispettino le caratteristiche delle batterie.

– Per proteggere le batterie da urti e ossidazione e arginare eventuali perdite di acido è bene collocarle nelle apposite cassette porta batteria, contenitori dedicati ed economici, in grado di offrire un ambiente ideale a prolungarne la durata.

 Crociera altura

 

Quale batteria scegliere per la navigazione d’altura

Alla luce di queste informazioni tecniche quale batteria scegliere per la propria barca? Al di là della maggiore propensione al comfort e ai consumi, molto dipende da quanto si sta a bordo e soprattutto dal tipo di navigazione che si intende effettuare: se si hanno in programma navigazioni d’altura che vanno oltre la semplice veleggiata del fine settimana oppure le crociere a corto raggio, si necessita di banchi di batterie ad alta capacità sia per avere una buona autonomia, sia per poter caricare velocemente.

Per una navigazione d’altura dove si rimane per diversi giorni privi di approvvigionamenti importanti di corrente ma con consumi costanti e notevoli, secondo la tipologia di batterie, è necessario prevedere, per una barca intorno ai 12-14 metri come minimo 600-800 Ah di capacità totale.

Due in definitiva le opzioni possibili: un banco servizi da 600-800 Ah al Gel o un banco da 800-1.000 Ah al piombo che può essere ridotto a 600-700 se a bordo si è dotati di un buon sistema di pannelli solari, generatori eolici, generatori elettrogeni e alternatori di potenza che garantiscono di poter compensare costantemente i consumi.

Le due soluzioni si equivalgono perché la maggior qualità e versatilità del Gel farà durare le batterie di più di quelle al piombo, ma il basso costo di queste ultime garantirà il fatto di poter rinnovare il banco non appena questo darà segni di vecchiaia. La prima sarà comunque la soluzione di chi antepone la qualità al budget e la seconda quella di chi vuole avere la miglior soluzione con la minima spesa.
Buona energia a tutti!

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David Ingiosi

Appassionato di vela e sport acquatici, esperto di diporto nautico, ha una lunga esperienza come redattore e reporter per testate nazionali e internazionali dove si è occupato di tutte le classi veliche, dalle piccole derive ai trimarani oceanici

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