Allarme per i navigatori: i pirati somali tornano in azione

Due attacchi a navi di passaggio, di cui uno sfociato in un dirottamento, a pochi mesi di distanza rilanciano l’allarme pirati somali nel Golfo di Aden. Massima cautela per le compagnie marittime, ma anche per i velisti giramondo e le regate internazionali.

I pirati somali tornano in azione nelle acque del Golfo di Aden. Si tratta questa di una zona strategica per il traffico marittimo e la navigazione da diporto situata tra lo Yemen a Nord e la Somalia a Sud che collega il Mar Rosso con l’Oceano Indiano. Negli ultimi due mesi sono stati registrati 2 attacchi ai danni di navi di passaggio nella zona. La prima aggressione è avvenuta lo scorso 14 dicembre contro la nave porta container maltese “Ruen”. Il cargo lungo 185 metri purtroppo è stato dirottato dai pirati.

Un secondo attacco è stato riportato il 5 gennaio. Questa volta ai danni della nave “Lila Norfolk” battente bandiera liberiana. Fortunatamente però in questo secondo caso, le misure di difesa attuate dalla nave e l’intervento tempestivo della Marina Indiana ha evitato il peggio, salvando i 20 membri dell’equipaggio e allontanando i pirati.

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Dal 2008 al 2017 gli anni il maggior numero di attacchi

Questi due incidenti a distanza ravvicinata suonano come un campanello d’allarme importante. Dopo alcuni anni di relativa calma, sembra infatti che la pirateria somala sia tornata a rappresentare una minaccia concreta e pericolosa. L’ultimo dirottamento da parte di queste bande di criminali risale al 2017. Ma per molti anni, almeno fin dal 2008, gli attacchi dei pirati somali sono stati un fenomeno significativo per la sicurezza marittima internazionale. Una vera piaga che ha coinvolto un numero considerevole di navi, dai pescherecci ai grandi mercantili.

Ora il Golfo di Aden torna a fare paura e non solo alle navi commerciali, ma anche ai velisti giramondo e in generale ai diportisti. Ricordiamo che negli anni scorsi durante la Volvo Ocean Race, il celebre giro del mondo in equipaggio che tra vari scali prevedeva Abu Dhabi, le barche partecipanti quando si avvicinavano alla Somalia cercavano di nascondersi da occhi indiscreti spegnendo gli apparati Ais di bordo e rifugiandosi in porti segreti dove venivano scortate fino in acque sicure, per il finale di tappa verso gli Emirati Arabi. Un vero incubo per organizzatori e team.

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Servono risposte coordinate e immediate

La situazione attuale del Golfo di Aden è complessa. Ma richiede una risposta coordinata e decisa da parte della comunità internazionale e delle marine regionali. È necessario infatti garantire la sicurezza di navigazione e la protezione delle rotte commerciali vitali.

Al momento tutte le compagnie di navigazione, così come i diportisti sono invitati ad adottare la massima cautela e a seguire le raccomandazioni delle autorità marittime, evitando il transito nelle acque a rischio e mantenendo un elevato livello di attenzione.

David Ingiosi

Appassionato di vela e sport acquatici, esperto di diporto nautico, ha una lunga esperienza come redattore, reporter e direttore di testate nazionali e internazionali dove si è occupato di tutte le classi veliche, dalle piccole derive ai trimarani oceanici, compresi tutti i watersports.

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