9 consigli per godersi la barca d’inverno

Perché sprecare metà dell’anno restando in banchina? Noi che viviamo in Mediterraneo in realtà possiamo approfittare di una lunga stagione con clima temperato per dedicarci alle nostre veleggiate. Ma anche con l’arrivo dell’inverno c’è chi sceglie di continuare a uscire in mare nelle giornate più belle. Ecco 9 linee guida per godersi la nostra barca in inverno senza patemi.

Quante volte avete desiderato che la vostra barca non fosse già rimessata per l’inverno, per esempio in quelle belle giornate fresche e soleggiate in cui una perfetta brezza marina esercita un richiamo irresistibile? Nonostante le temperature più rigide e la minaccia di burrasche, in realtà non sono pochi i diportisti che posticipano l’invernaggio annuale della propria barca per prolungare la stagione con qualche giorno extra di navigazione. I vantaggi di questa scelta includono ancoraggi solitari e ormeggi vuoti a disposizione.

Pozzetto

01. Pianificare navigazione e pause 

Pianificate una navigazione standard con momenti alternati da manovre e pause ristoratrici. Nessun equipaggio ama rimanere sul freddo ponte di coperta per ore, quindi una buona alternativa potrebbe essere una visita a una baia per far tornare a tutti il sorriso. Regalarsi piccoli break durante i turni di guardia con bevande calde, una tazza di zuppa, una cioccolata oppure un pasto caldo.

In inverno normalmente le giornate sono più corte e una volta che il sole tramonta, le temperature precipitano ulteriormente. La vita a bordo in questi frangenti può diventare un test di resistenza. Nei mesi invernali inoltre è più probabile incontrare banchi di nebbia, per cui avere a bordo il radar o l’Ais potrebbe essere vitale. Assicuratevi che siamo perfettamente efficienti e di essere in grado di utilizzarli al meglio in queste condizioni. Infine, non abbiate paura di rifugiarvi all’interno della barca ogni tanto per prendervi una pausa dal freddo.

Vele

02. Rendere sicura la barca anche in inverno

Controllate la vostra polizza assicurativa. Molte compagnie pretendono che la barca sia rimessata in inverno per garantire la copertura o comunque rimanga in porto. Se rimanete in un ormeggio, controllate sempre le previsioni meteo e in caso di mareggiate e burrasche rafforzate le cime di ormeggio e aumentate il numero di parabordi.

L’acqua di mare si ghiaccia a circa -5 gradi, quindi ci sono possibilità che l’acqua di raffreddamento del motore possa trasformarsi in ghiaccio. Salite a bordo regolarmente per mettere in moto il motore. In un porto turistico a terra è possibile anche impostare un riscaldatore elettrico con un termostato per mantenere la temperatura sempre sopra lo zero.

Cerata

03. Rimanere caldi addosso

Ricordate che l’aria invernale è più densa e la forza del vento è più forte che in estate. Avete bisogno di un guardaroba di abbigliamento tecnico specifico. Conosciamo ormai bene tutti i vantaggi dell’isolamento termico quando indossiamo più strati di vestiti. È consigliato indossare uno strato interno termico, uno strato intermedio traspirante e uno strato esterno impermeabile. Tutti i principali produttori di abbigliamento marino offrono ormai tripli strati. Lo stesso si può dire per i guanti. Ricordate inoltre che fino al 70 per cento del calore corporeo viene perso attraverso la testa, quindi acquistate in un cappello di lana o un passamontagna in micro fibra o in pile.

Porto

04. Mantenere la barca asciutta

Combattere l’umidità e la condensa è il problema più grande che dovrete affrontare a bordo per tutto l’inverno. Un deumidificatore può ridurre il problema. Ci sono piccoli deumidificatori che usano perle silice o cristalli di sale per assorbire passivamente il vapore acqueo, ma spesso assorbono solo l’umidità di una piccola area. Sono adatti per esempio per gli armadietti o i gavoni. Dovrete rinnovarli inoltre regolarmente, in particolare prima di partire. Per asciugare bene gli interni potete acquistare un compressore o un deumidificatore. Il primo crea una superficie interna che è di 7-10 gradi più fredda delle cabine. Funziona così: un ventilatore soffia l’aria umida attraverso la superficie, l’acqua condensa e si scarica in un serbatoio.

Tuttavia, se la temperatura della cabina è inferiore a 7 gradi, che non è improbabile in inverno, l’acqua si congela sulla piastra fredda e il processo si arresta durante lo sbrinamento della piastra. Un deumidificatore ad assorbimento usa più energia, ma funziona indipendentemente dalla temperatura. Infine, l’equipaggio può fare molto per aiutare. Prova ad appendere tutti gli indumenti bagnati in una zona della barca, separata dal quadrato o dalle cabine.

Cucina a bordo

05. Assumere le giuste calorie

Una buona cambusa è vitale in inverno. Tavolette di cioccolato, barrette energetiche o panini possono ristorarvi temporaneamente durante la navigazione, ma con il freddo sofferto per lungo tempo in coperta, avete bisogno anche di un pasto caldo. Assicuratevi inoltre che i giri di bevande calde siano frequenti tra i membri dell’equipaggio impegnati nei turni di guardia. Una zuppa può essere preparata prima di partire e poi essere mantenuta calda in un apposito contenitore termico. Basta poi riempirlo con riso o pasta bolliti per fare un pasto. Fate attenzione se riponete vasetti di vetro o bottiglie contenenti liquidi, come vino o marmellata. Se il liquido si congela, il vetro può frantumarsi. Le bevande ad alto contenuto di alcol, come ad esempio il whisky, non si congelano. Un vantaggio del freddo è che non dovrete preoccuparvi di usare il frigorifero. Spegnetelo per risparmiare energia e usate invece un armadietto o un gavone in pozzetto per conservare i cibi.

Stufa in cabina

06. Riscaldare la barca

Negli interni della barca avrete bisogno di un riscaldatore. Ci sono i riscaldatori a 12 Volts, solitamente costruiti per l’uso in automobile, ma non per riscaldare una cabina. Anche un termoventilatore riscalda la cabina rapidamente, ma entro pochi minuti dallo spegnimento, la stessa sarà di nuovo fredda. Tenete a mente anche che un riscaldatore elettrico all’altezza del lavoro consumerà circa 2 kW con un impatto notevole sull’energia di bordo. Altre opzioni da esplorare sono i riscaldatori diesel, realizzati per esempio da Webasto e Eberspacher, oppure gli apparecchi di riscaldamento a gas realizzati da Propex. Tuttavia, entrambi hanno bisogno di ventilatori per far circolare l’aria riscaldata, quindi anche questi consumano molta energia. L’altra opzione sono i riscaldatori a stufa. Questi sono molto efficaci, usano poca o nessuna elettricità e con l’installazione giusta possono riscaldare anche un serbatoio d’acqua. Funzionano a gas, diesel, paraffina o combustibile solido ma richiedono l’installazione di una canna fumaria.

Cucinare può essere un ottimo modo per scaldare la cabina, ma bruciare 1 kg di Butano liquido rilascia 1,55 kg di acqua e 3 kg di CO2. È essenziale quindi ventilare la cambusa, altrimenti l’ossigeno si esaurisce e invece di produrre anidride carbonica, il gas in fiamme produce il più micidiale monossido di carbonio. Molte persone apprezzano la calda luce di una lampada a olio la sera. Queste producono anche una sorprendente quantità di calore. Infine, i riscaldatori a effetto serra generano un calore più duraturo, ma sono migliori per mantenere una temperatura al di sopra del punto di congelamento quando l’imbarcazione non viene utilizzata nell’ormeggio della marina.

Tender a bordo

07. Prendere un dinghy più confortevole

Se volete sbarcare a terra durante le crociere invernali, potreste prendere in considerazione il passaggio a un dinghy piuttosto che al tender gonfiabile che usate in estate. Eseguite la manutenzione del motore fuoribordo in autunno e investite in borse stagne per assicurarvi di avere sempre qualcosa di asciutto da indossare una volta a terra. L’acqua fredda è pericolosa per via dell’ipotermia e in bassa stagione ci sono meno persone in giro per aiutarvi se vi mettete nei guai, quindi indossate sempre un giubbotto di salvataggio

Barca in secco

08. Tenere a bada l’osmosi

Alcuni dicono che le imbarcazioni in vetroresina devono “asciugarsi” durante l’inverno e che tenerle a galla per 12 mesi aumenta il rischio di osmosi. In realtà dagli Anni 90 i metodi di costruzione sono molto migliorati e l’uso di resine isoftaliche ed epossidiche hanno ampiamente eliminato l’osmosi. Per le barche più vecchie, molto probabilmente i problemi di formazione di bolle sulla vetroresina si sono rivelati nei primi 10 anni di vita della barca

Pozzetto riparato

09. Espandere il nostro spazio vitale

Un buon tendalino e una cappottina in pozzetto fanno una grande differenza per la vita a bordo in inverno. Raddoppiano lo spazio al coperto e proteggono l’equipaggio dal vento, dal freddo e dall’eventuale pioggia. Quando tirate fuori queste coperture in pvc magari dopo la stagione estiva vanno “risvegliate”: una volta distese potrebbero mostrare delle arricciature oppure un’opacità causata dall’umidità intrappolata tra gli strati di pvc. Di solito l’esposizione al sole o un cauto riscaldamento con un phon sarà sufficiente a risvegliare la memoria di forma del materiale ed eliminare l’offuscamento.

 

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David Ingiosi

Appassionato di vela e sport acquatici, esperto di diporto nautico, ha una lunga esperienza come redattore, reporter e direttore di testate nazionali e internazionali dove si è occupato di tutte le classi veliche, dalle piccole derive ai trimarani oceanici, compresi tutti i watersports.

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