Windsurf e alta velocità. La storia, la tecnica e le attrezzature

Il windsurf è una delle classi in prima linea sul fronte della velocità a vela. Ecco in cosa consiste questa disciplina estrema, come ci si allena, dove sono gli spot più popolari nel mondo e quali attrezzature utilizzano i riders per battere i record.

Cercare di andare il più veloce possibile a bordo di una tavola da windsurf è una sfida da gente folle e straordinariamente coraggiosa. La descrizione di un incidente durante uno di questi tentativi da parte di Erik Beale, il primo windsurfer a superare la barriera dei 40 nodi, illustra in modo chiaro le forze coinvolte in questa disciplina estrema del windsurf:

“Sono stato scaraventato in acqua a 40 nodi a causa di una tavola che aveva il rocker troppo dritto. Da quando avevo il pieno controllo e stavo navigando, a quando ho colpito l’acqua sono passati 2 decimi di secondo. È stato come essere colpiti da un cancello a 100 chilometri orari. L’impatto mi ha tirato le vertebre e strappato tutti i muscoli della schiena. Danni che hanno richiesto 3 mesi di riabilitazione. Quando mi hanno trascinato fuori dall’acqua, pensavo di essere paralizzato. L’attrezzatura si è praticamente disintegrata, compreso il trapezio”.

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Come è nata la sfida dell’alta velocità

La sfida della massima velocità a vela è nata a Weymouth, in Inghilterra, dove dal 1972 viene organizzata la settimana annuale di velocità della Royal Yachting Association (RYA) che attira ogni un incredibile assortimento di imbarcazioni. I record mondiali di velocità devono essere ratificati per essere ufficiali. Ciò significa che non solo bisogna essere i più veloci, ma anche dimostrarlo su un percorso ufficiale di fronte a testimoni qualificati. Il World Sailing Speed Record Council (WSSRC), affiliato a World Sailing dal 1989, fornisce commissari a questo scopo. Il Consiglio elabora e mantiene le regole per la vela di velocità. Esamina, ratifica e pubblica le richieste di record. Un ispettore qualificato deve misurare il percorso, di solito utilizzando strumenti elettronici, per garantire che si tratti della distanza ufficiale di 500 metri (1.640 piedi). I nuovi sistemi di cronometraggio sono basati su videocamere e dispositivi GPS sono molto precisi.

All’inizio, i windsurf erano considerati solo giocattoli da spiaggia nel mondo della vela di velocità. Ma la gente cominciò a cambiare idea quando nel 1979 l’olandese Derk Thijs stabilì un record nella classe 10 metri con l’incredibile velocità di 19,1 nodi su un Windglider, tavola a vela modificata senza trapezio, né straps per i piedi.

Gli spot mondiali dedicati allo speed winsurf

Le gare di velocità in windsurf possono essere organizzate ovunque ci sia vento forte. Per avere la possibilità di realizzare un record mondiale è necessario infatti un vento costante di almeno 40 nodi e l’acqua piatta è essenziale. Lo spot ideale deve avere inoltre un fetch senza ostacoli e senza corrente. Ecco quali sono gli spot mondiali che sono il teatro di questa disciplina estrema.

Francia: Les Saintes Maries de la Mer e Port St. Louis

Nel Sud della Francia esistono due eccellenti percorsi che sfruttano i forti venti di Maestrale che soffiano lungo la Valle del Rodano. Si trovano a Les Saintes Maries de la Mer e nei pressi di Port St. Non sono in mare aperto, ma sono dei canali dragati e semipermanenti. Les Saintes Maries de la Mer è lungo circa 1.100 metri, largo 30 metri e profondo 1,5 metri. Altri due canali sono stati scavati nella vicina Port St. Louis nei pressi di un’area industriale. L’unico inconveniente dei canali è che quando il vento soffia da una direzione leggermente diversa da quella ottimale di 120-40 gradi, non è possibile spostare il canale.

Namibia, il Canale di Luderitz

In Namibia esiste il famoso canale di navigazione veloce di Luderitz, dove ogni anno si svolge il Luderitz Speed Challenge. La scelta di questo posto non è casuale: a Luderitz c’è una spiaggia dove tutto l’anno il vento soffia forte, anche ben sopra i 25 nodi, sempre da terra. Ciò significa che si creano delle eccezionali condizioni per andare forte in windsurf: vento forte, sempre al traverso navigando paralleli alla spiaggia e acqua totalmente piatta.

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Fuerteventura, isole Canarie

Nota per i forti venti nei mesi estivi, l’isola di Fuerteventura (Canarie, Spagna) è famosa per la vela ad alta velocità. Lo spot principale è la spiaggia di Gorriones, nel Sud dell’isola, ed esattamente a Sotavento, che in spagnolo significa “dove è nato il vento”. Essendo in mare aperto, Gorriones riserva a volte dei problemi poiché l’acqua spesso si impasta con la sabbia quando il vento soffia molto forte.

Sandy Point, Australia

Una lunga spiaggia curvilinea vicino a Melbourne, Sandy Point ha un grande potenziale come sede di gare di livello mondiale, anche se la curva della spiaggia rappresenta un problema. Il campo di regata di 500 metri è facile da allestire, ma data la curvatura del litorale, si trova un po’ più lontano dalla spiaggia e, quando il vento soffia a più di 40 nodi, è molto mosso.

Tarifa, Spagna

Situata a meno di 20 chilometri dall’Africa, sulla punta meridionale della Spagna, Tarifa offre i venti più costanti d’Europa. Lo Stretto di Gibilterra agisce come una galleria del vento naturale, rendendo questa località un luogo popolare per la ricerca della velocità a vela. Il percorso si snoda parallelamente alla spiaggia e si naviga con venti al lasco.

Weymouth, Inghilterra

Sebbene le gare di velocità sono da sempre una tradizione a Weymouth (inghilterra), dove sono stati stabiliti molti record originali, da qualche anno questo spot non viene più utilizzato. La sede nazionale britannica per la vela di velocità si è spostata recentemente sul lago a West Kirby, nei pressi di Liverpool.

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Quale tecnica per andare più veloci del vento

Per allenarsi in modo efficace in questa disciplina, bisogna spingersi costantemente oltre i propri limiti. Non si hanno molti riferimenti e bisogna usare sia l’intuito che l’intelletto per decidere cosa usare, quale combinazione di vele, tavole e pinne, quanto peso mettere e, soprattutto, come navigare. La capacità di scivolare, i francesi dicono “avoir la glisse”, è una cosa molto sottile e intangibile, ed è una sensazione che può richiedere anni per essere acquisita e affinata. Sull’acqua per esempio la linea più veloce di solito non è quella dritta, bisogna sfruttare ogni raffica e tenere la planata anche quando il vento diminuisce.

La posizione da tenere dipende dal tipo di vela e la sua grandezza. Sebbene idealmente una rotta di velocità dovrebbe essere impostata a 120-140 gradi rispetto al vento, questo non è sempre possibile. È necessario quindi imparare a essere veloci su ogni punto di velatura. La vela di velocità richiede inoltri cambi di assetto molto piccoli. Il rischio con movimenti scomposti è di fare una pericolosa catapulta o peggio un testa coda. L’analogia più vicina è quella di pilotare un’auto da corsa.

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L’attrezzatura da speed windsurf

Quando si sceglie l’attrezzatura per lo speed sailing, il punto chiave da tenere a mente è che deve funzionare tutto insieme. Per quanto riguarda le tavole, tutti gli elementi di design sono molto importanti, flex, shape, rocker, rails, tutti questi elementi hanno un effetto importante sul modo in cui si naviga. Le tavole giuste da speed devono offrire la minor quantità di superficie bagnata e, di conseguenza, di resistenza aerodinamica. Ciò si ottiene realizzando tavole estremamente piccole e strette. La tavola ottimale è anche la più leggera e rigida possibile.

Le vele sono il cuore dell’attrezzatura da speed. Hanno molte stecche e camber per bloccare il loro profilo. Un set di base prevede tre vele di 4, 4,5 e 5 metri quadrati in monofilm o in altro materiale rigido. Le vele da velocità differiscono notevolmente dalle vele da slalom. Hanno lati più corti per avere un aspect ratio più elevata.. Le vele da velocità devono generare la massima portanza possibile senza resistenza. Le priorità del progettista sono la velocità massima e il controllo.

Ad oggi Antoine Albeau è il windsurfer più veloce del mondo. Ha raggiunto i 53,27 nodi proprio a Luderitz, in Namibia. Questa velocità equivale a 98,65 chilometri all’ora, o a 27,40 metri al secondo. Ma in futuro anche questo primato sarà sicuramente battutto…

David Ingiosi

Appassionato di vela e sport acquatici, esperto di diporto nautico, ha una lunga esperienza come redattore, reporter e direttore di testate nazionali e internazionali dove si è occupato di tutte le classi veliche, dalle piccole derive ai trimarani oceanici, compresi tutti i watersports.

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