Dopo un terribile incidente in moto, Willem Hooft ha perso l’uso delle gambe e vive su una sedia a rotelle. Pensate sia un uomo triste? Sbagliato! Pratica e promuove il sit-kiteboarding, viaggia in tutto il mondo e fa parte del team Slingshot. Il suo viaggio non è stato facile, ma i sogni nella vita fanno miracoli.

“Non posso più camminare, ma imparerò a volare”, si è fatto questa promessa Willem Hooft subito dopo l’incidente in moto che nel 2016 lo ha lasciato su una sedia a rotelle. Grande appassionato di windsurf, con una carriera davanti e una ragazza appena conosciuta, quando i medici gli hanno detto che aveva una grave lesione spinale, lì per lì il mondo gli è crollato addosso. Ma poi ha visto il bicchiere mezzo pieno, in fondo era vivo e ha cominciato ad aggrapparsi a quel sogno di tornare al più presto in acqua e imparare a volare. Come avrebbe fatto, in quel momento proprio non lo sapeva. Doveva operarsi, trasformare completamente la sua vita, lo aspettavano prove fisiche e mentali che non pensava di dovere mai affrontare. Ma non ha smesso di sognare.

Poi ha scoperto il kitesurf, ha lavorato duro, si è allenato e finalmente ha trasformato quel sogno in realtà. Una realtà che oggi lo vede viaggiare in giro per il mondo, diffondere il movimento del sit-kiteboarding e ispirare altri ragazzi e ragazze. Da qualche mese è entrato nel team internazionale di Slingshot ed è l’uomo più felice del mondo. Questa è la sua storia.

L’incidente in moto: le gambe fredde e il corpo in fiamme

Era una fredda mattina d’inverno il 22 dicembre 2016. Willem, olandese di nascita, stava andando in moto al lavoro, un percorso che percorreva ogni giorno. L’autostrada era tranquilla, poche macchine in giro. Mentre stava per entrare in un tunnel a un certo punto un semaforo è diventato improvvisamente rosso, probabilmente per dei lavori in corso. L’auto che aveva di fronte frenò di colpo e anche lui si aggrappò ai freni della sua moto sentendo entrambe le ruote che iniziavano a scivolare. Non è riuscito a fermarsi in tempo e ha tamponato l’auto, ma per fortuna nella frenata aveva rallentato parecchio e alla fine è semplicemente caduto invadendo la corsia a fianco.

“Accidenti – ha pensato – avrebbe potuto finire peggio”. Purtroppo però ha festeggiato troppo presto. Un’altra auto che sfrecciava in senso contrario a 90 km orari lo ha centrato in pieno lanciandolo a più di 40 metri sull’asfalto. Altre auto stavano arrivando e ancora in stato di coscienza nonostante l’impatto voleva almeno strisciare via dalla carreggiata. Il corpo però non rispondeva più. Un attimo dopo non riusciva a respirare, aveva i polmoni collassati, le coste e le vertebre in frantumi. L’unica cosa che poteva fare era concentrarsi sul suo respiro, un piccolo sorso d’aria dopo l’altro. Il battito del suo cuore era irregolare e soprattutto aveva una sensazione strana: le gambe erano fredde, mentre il resto del suo corpo era in fiamme. Il dolore era insopportabile.

Il volo con l’elicottero in ospedale e la sentenza del medico

Venne trasportato in elicottero all’ospedale più vicino e quando si risvegliò un medico gli disse: “Signor Hooft, mi dispiace dirglielo ma ha una lesione completa del midollo spinale. Non sarà mai più in grado di camminare e avrà bisogno di una sedia a rotelle per il resto della sua vita”. Willem non era mai stato così spaventato e allo stesso tempo così grato di essere vivo e di avere una seconda possibilità. È in quegli attimi che si è fatto una promessa: avrebbe fatto del suo meglio per vivere appieno la sua vita.

Da quel momento ha iniziato un lungo percorso di interventi chirurgici e riabilitazione in una clinica specializzata. Non poteva più camminare, ma quello al momento era l’ultimo dei suoi problemi. La notte non potendo dormire per il dolore ripensava a quando era in mare a fare windsurf, al vento, agli spruzzi sulla faccia, a quella meravigliosa sensazione di libertà. Amava tantissimo quell’esperienza e pensava a un modo per riviverla un giorno. On line si è messo alla ricerca di surfisti paraplegici come lui, ma non erano molti e sembrava dura. Nel frattempo faceva riabilitazione e si allenava per riguadagnare il più possibile la sua indipendenza.

L’incontro con Thierry che in acqua è libero

Poi un giorno un amico lo chiamò e gli disse: “Willem, devi assolutamente vedere questo!”. Era un video di un tizio su una sedia a rotelle che faceva kitesurf. Non solo sull’acqua piatta, ma tra le onde e faceva salti pazzeschi. Willem voleva conoscere quell’uomo e scoprì che viveva a meno di 30 minuti dalla sua casa in Olanda. Lo incontrò e questi gli mostrò la sua attrezzatura, in particolare la tavola custom con sopra un seggiolino speciale. Gli raccontò che praticava il kitesurf da 6 anni e ogni stagione migliorava. Quell’uomo si chiama Thierry Schmitter e a Willem gli ha trasformato letteralmente la vita, gli ha indicato una strada, anzi gli aperto una porta su un mondo nuovo e incredibile.

Nel 2018 Willem Hooft ha fatto i suoi primi bordi e praticamente non ha più smesso. “Per me il kitesurf non è solo uno sport – racconta – è la migliore sensazione che esista. Volare sull’acqua, sentire la potenza delle onde e del vento. Mi fa sentire piccolo, ma anche profondamente connesso alla natura e alla sua bellezza. Per me, non c’è più un sentimento più puro di libertà”.

Ora promuove il sit-kiteboarding e pensa alle Olimpiadi

Proprio come Thierry, oggi Willem promuove il sit-kiteboarding e vorrebbe renderlo accessibile a quante più persone possibili. Viaggia per il mondo e tiene conferenze motivazionali su come affrontare i cambiamenti e pensare positivo. Certo non è tutto rose e fiori.

Rispetto a chi non ha problemi fisici lui ci mette più tempo ad entrare e a uscire dall’acqua. Ha sempre bisogno dell’aiuto di altre persone per sistemare la sua attrezzatura e dal furgone raggiunge la spiaggia solo con un carrello speciale. Periodicamente deve fare interventi chirurgici di assestamento e stare a letto per diverse settimane per recuperare. Sfrutta questi momenti di riposo per ricaricarsi il più possibile e rendersi utile attraverso la sua fondazione Wind Voyager. Spera un giorno di vedere il site-kiteboarding tra gli sport paralimpici. Chissà… Insomma dopo quello che ha passato, Willem può permettersi di ispirare gli altri e gridare forte: “Non smettete mai di sognare!”.

GUARDA IL VIDEO:

https://www.youtube.com/watch?v=NGEsOBfbEhM&app=desktop

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David Ingiosi

Appassionato di vela e sport acquatici, esperto di diporto nautico, ha una lunga esperienza come redattore e reporter per testate nazionali e internazionali dove si è occupato di tutte le classi veliche, dalle piccole derive ai trimarani oceanici

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