La canoa e il kayak sono sport alla portata di tutti. Un modo unico per entrare in contatto con la natura in solitudine, utile in questi tempi di distanziamento sociale. Qui la nostra la guida per neofiti: dall’abbigliamento giusto alle mete migliori per una gita fuori porta, alle regole di sicurezza fondamentali da imparare e seguire sempre.

Solcare l’acqua a bordo di un kayak è un’esperienza molto appagante. Si possono esplorare specchi d’acqua e tratti del territorio costiero in tutta tranquillità e a impatto zero. Si fa dell’esercizio fisico all’aperto che allena muscoli, cuore e polmoni. Si gode di un mezzo di trasporto antico ed essenziale che richiama l’avventura. L’Italia è un vero paradiso per gli appassionati di kayak e canoa: tra laghi, fiumi e mare cristallino che bagna oltre 8.000 chilometri di coste, c’è solo l’imbarazzo della scelta tra le destinazioni su cui puntare la prua. Da Nord a Sud, isole comprese, sono infatti numerosi gli itinerari che permettono di conoscere la meraviglia delle acque nostrane.

Con l’avvento dei kayak gonfiabili inoltre sono aumentate a dismisura le possibilità di portare con sé questo mezzo in vacanza stivandolo in auto oppure in un gavone di una barca a vela. Non è un caso che il popolo di chi usa le pagaie cresce a dismisura ogni anno. Per affrontare una gita in canoa servono in ogni caso la giusta preparazione, conoscere le norme di sicurezza e della navigazione, avere con sé l’equipaggiamento adeguato e avere un mezzo sicuro e adeguato alle nostre esigenze.

Canoa e kayak, non facciamo confusione

Innanzitutto è bene chiarire la differenza tra kayak e canoa che spesso erroneamente vengono utilizzati come sinonimi. Sono in realtà due mezzi diversi: la canoa, di origine canadese è un’imbarcazione che si conduce in ginocchio pagaiando su un solo lato con una pagaia a pala unica. Il kayak invece richiede una posizione seduta con le gambe distese e una pagaia a doppia pala che consente di esercitare la spinta idrodinamica del mezzo su entrambi i lati in modo alternato.

Esistono poi due grandi tipologie di canoe e kayak: quelli rigidi e quelli gonfiabili. I modelli rigidi, costruiti in legno, alluminio, vetroresina, plastica o fibra di carbonio, si distinguono per la loro velocità, ma anche per la loro robustezza e vengono privilegiati nelle competizioni. Come svantaggio hanno le dimensioni importanti, l’ingombro e le difficoltà di trasporto. I modelli gonfiabili sono un’ottima alternativa che negli ultimi anni si sta sempre più diffondendo grazie alle ottime prestazioni, la sicurezza e la resistenza agli urti. Questa tipologia di canoa è strutturata per permettere il galleggiamento anche in caso di foratura, grazie ad una distribuzione intelligente delle camere d’aria. I materiali impiegati per la fabbricazione delle canoe gonfiabili sono principalmente il Pvc e il nylon. Le canoe gonfiabili sono inoltre più comode perché la loro morbidezza conferisce un elevato comfort e soprattutto sono pratiche da trasportare: non serve un portapacchi da montare sulla propria auto, in quanto una volta ripiegate, si possono riporre nel bagagliaio, in una sacca o nel gavone di una barca.

Gli accessori fondamentali da avere con sé

Prima di salpare con la canoa o il kayak, oltre all’imbarcazione si ha bisogno poi di alcuni accessori indispensabili per navigare in totale sicurezza. Il più importante è senza dubbio il giubbotto di salvataggio che oltre a essere obbligatorio in certe acque, consente anche di avere una maggiore visibilità in caso di emergenza. Nel caso in cui la canoa si ribalti, il giubbotto di salvataggio è l’unico mezzo per rimanere a galla e può essere utilizzato anche come indumento termico che protegge il torace dal freddo. Da scegliere in espanso o gonfiabile in base alle proprie preferenze e da indossare sempre, anche se si è già esperti. C’è poi la pagaia, a pala singola o doppia, che fornisce la spinta propulsiva. Sul mercato ci sono tantissimi modelli realizzati per lo più in legno, alluminio, vetroresina o la più tecnologica fibra di carbonio che gli conferisce una maggiore leggerezza e maneggevolezza.

Nel caso si utilizzi una canoa o un kayak gonfiabili serve poi il gonfiatore. Sul mercato si trovano tradizionali gonfiatori a pompa manuali a pedale: economici (dai 20 ai 40 euro), poco ingombranti, resistenti, spesso sono dotati di manometro e doppio flusso, ma hanno una portata limitata (300 l al minuto) e una pressione massima non molto alta. Un’alternativa sempre più apprezzata negli ultimi anni sono i gonfiatori elettrici che funzionano sia a 12 che a 220 Volts. Capaci di gonfiare e sgonfiare, riducono a pochi minuti le operazioni di alaggio o varo dei battelli, hanno un’elevata portata (fino a 800 litri al minuto), flusso continuo e quasi tutti sono dotati di un interruttore automatico che, una volta impostata la pressione massima necessaria, ne arresta il pompaggio dell’aria non appena si raggiunge il dato prefissato per un gonfiaggio ottimale.

Come vestirsi: dal casco alle scarpette alla muta

Per quanto riguarda l’abbigliamento per le nostre uscite in canoa o kayak in generale è bene puntare su comodità e capi tecnici, meglio se traspiranti. L’acqua, talvolta, può giocare brutti scherzi ed è bene non sottovalutarla quindi sarebbe opportuno indossare un casco. Per evitare scivolate rovinose, poi, si possono indossare scarpette da scoglio o calzature da canoa con una suola resistente e adatta per muoversi su rocce e scogli. Meglio preferire quelle idrorepellenti e col calzare alto fin sopra alla caviglia, in modo da avere ancora più sostegno e mantenere i piedi asciutti.

Se la gita in programma prevede l’immersione in acque gelide, come quelle di fiumi e laghi di montagna, è indispensabile una muta in neoprene, mentre sono sempre da mettere nello zaino o meglio ancora una sacca impermeabile, un paio di occhiali da sole con lenti polarizzate e antiriflesso, un cappello e della crema solare ad alta protezione. Da non dimenticare infine un telo in microfibra e una custodia impermeabile per il cellulare.

Tutti a scuola: corsi ed escursioni con guide esperte

Complici le numerose vie d’acqua che percorrono il nostro Paese, costellato di fiumi, torrenti e laghi, sono tantissime le scuole di kayak e canoa italiane che, nel tempo, hanno potuto far conoscere queste discipline raggiungendo un pubblico tanto di principianti quanto di professionisti. La scelta, sul territorio, è ampia: ci sono corsi e camp estivi dedicati ad adulti e ragazzi, ma anche attività ideali per prendere confidenza con la pagaia che permettono di avvicinarsi a queste discipline con escursioni mirate, guidati da istruttori esperti.

Ancora prima di affidarsi a una delle diverse scuole di canottaggio e kayak tuttavia si può visitare il sito ufficiale della Federazione Italiana Canoa e Kayak dove è presente un’apposita sezione dedicata all’apprendimento online di questa disciplina sportiva e dove si può trovare una raccolta di contenuti di vario genere sulla canoa che ne riportano le molteplici sfaccettature.

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David Ingiosi

Appassionato di vela e sport acquatici, esperto di diporto nautico, ha una lunga esperienza come redattore e reporter per testate nazionali e internazionali dove si è occupato di tutte le classi veliche, dalle piccole derive ai trimarani oceanici

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