Partita lo scorso maggio la spedizione italiana “Best Explorer” con l’obiettivo di raggiungere il celebre Passaggio a Nord Ovest e completare la circumnavigazione del pianeta a Nord del Circolo Polare Artico. Il progetto oltre alle suggestioni dell’antica esplorazione polare ha anche finalità scientifiche.

Raggiungere il Passaggio a Nord Ovest, questo è l’ambizioso obiettivo del progetto “Best Explorer” completando la circumnavigazione del pianeta a Nord del Circolo Polare Artico, su una barca a vela di 18 metri con partenza dal Giappone e arrivo a Tromso, in Norvegia. Alla guida della spedizione, che vede la partecipazione di Assonautica Imperia, c’è il comandante Nanni Acquarone. La barca, un cutter in acciaio costruito nel 1984 e armato per affrontare i mari artici, grazie alla sua deriva mobile ha la possibilità di avvicinarsi e passare i fondali marini ridotti, tipici del Nord. Si tratta della prima imbarcazione italiana ad avere già realizzato, nel 2012, con il medesimo equipaggio, il Passaggio a Nord Ovest, la celebre rotta marittima che unisce l’Atlantico al Pacifico navigando tra il Canada e i ghiacci del Mare Artico.

Imperia coinvolta nel progetto

“Il progetto Best Explorer – hanno dichiarato Filippo Mennuni e Nanni Acquarone – è anche un viaggio dall’aspetto scientifico grazie alle importanti collaborazioni con Enea, l’Università di Siena e l’Università della Tuscia, con cui verranno portate avanti esperienze su plancton, microplastiche e altro”. Secondo Enrico Meini, presidente di Assonautica e Marcella Roggero, assessore del Comune di Imperia: “La spedizione si sposa con quelli che sono i nostri valori: l’amore per il mare, la passione per la vela, la storia della navigazione e della cultura marinara che trovano la loro massima espressione nel Museo Navale di Imperia e in prestigiosi eventi come le Vele d’Epoca di Imperia”. La partenza del progetto “Best Explorer” è stata a maggio e l’arrivo è previsto non prima della fine di settembre del 2019.

Una rotta leggendaria per l’esplorazione polare

La ricerca del passaggio a Nord Ovest ebbe inizio alla fine del 1400 quando le principali potenze europee, in particolare Spagna e Inghilterra, al fine di incrementare i traffici commerciali ed estendere i domini coloniali ingaggiarono navigatori ed esploratori per individuare una nuova rotta commerciale per le Indie che passasse appunto a Nord Ovest del continente europeo. Queste spedizioni coinvolsero alcuni tra i grandi protagonisti della storia della navigazione tra cui John Cabot, James Cook, John Davis, Francis Drake, Martin Frobisher, e diedero il via a una vera e propria epopea in cui si alternarono successi, fallimenti e tragedie. Nel 1610 Henry Hudson, dopo avere invano ricercato un varco nel mar glaciale artico, navigò fino alla baia di Ungava, dove fu bloccato dai ghiacci e abbandonato dall’equipaggio ammutinato. Ulteriori tentativi furono compiuti tra il 1612 e il 1615 da Robert Bylot, Thomas Button e William Baffin che conclusero le spedizioni con la convinzione che non esistesse alcun passaggio praticabile.

Le ricerche ripresero soltanto nel corso dell’Ottocento con le famose spedizioni di William Parry, che riuscì a determinare la posizione approssimativa del polo Nord magnetico, e di Sir John Franklin che, dopo avere effettuato numerose osservazioni scientifiche nella baia di Hudson, tentò l’attraversamento del passaggio con le navi Erebus e Terror. Anche queste però rimasero intrappolate dai ghiacci e del comandante e dell’equipaggio non si seppe più nulla nonostante le numerose spedizioni organizzate dal governo britannico per ritrovarli.

Amundsen, il primo ad aprire il Passaggio

Il Passaggio a Nord Ovest venne conquistato solo nel 1906, quando l’esploratore norvegese Roald Amundsen completò la traversata dalla baia di Baffin allo Stretto di Bering a bordo del Gjoa portando così a termine un’impresa storica che tuttavia aveva rivelato tutte le difficoltà e i pericoli di una simile navigazione. Rimase tuttavia il mito di questa avventura alle estreme latitudini che negli anni successivi ha visto altri tentativi e molti successi anche da parte di equipaggi non professionisti e a bordo delle imbarcazioni a vela più disparate, dagli sloop in alluminio, ai ketch di acciaio, ai piccoli catamarani di 6 metri in vetroresina.

 

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David Ingiosi

Appassionato di vela e sport acquatici, esperto di diporto nautico, ha una lunga esperienza come redattore e reporter per testate nazionali e internazionali dove si è occupato di tutte le classi veliche, dalle piccole derive ai trimarani oceanici

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