Tecnica di navigazione: il fenomeno delle maree

In Mediterraneo l’escursione massima delle maree non supera i 50 centimetri, ma in alcuni posti arriva abbondantemente ai 10 metri. Chi naviga in queste zone deve conoscere i livelli delle maree e sapere calcolare alla perfezione l’ora e il luogo dell’alta o bassa marea, pena il rischio di trovarsi incagliati.

L’escursione del livello del mare può avere effetti indesiderati soprattutto per chi è abituato a navigare in Mediterraneo. Il nostro mare infatti, maestro del nostro apprendistato nautico, è praticamente senza marea e non ci insegna a tenerne conto. Nel “Mare Nostrum” al massimo gli scostamenti tra alta e bassa marea si aggirano sui 30-40 centimetri.

Se invece si naviga in oceano o in destinazioni esotiche occorre essere profondi conoscitori dei livelli delle maree e sapere calcolare alla perfezione l’ora e il luogo dell’alta o bassa marea, pena il rischio di trovarsi incagliati su qualche fondale sabbioso o, peggio, una roccia affiorante.

Quegli effetti della Terra sul livello dei mari

Il fenomeno delle maree è semplice e prevedibile, anche se a volte può assumere proporzioni inaspettate. Se la Terra fosse perfettamente sferica, immobile e libera da effetti gravitazionali indotti dagli altri corpi celesti, l’acqua degli oceani si disporrebbe in maniera uniforme e l’altezza dei mari sarebbe uguale dappertutto. La non sfericità della Terra, il fatto che ruota su sé stessa, l’attrazione gravitazionale della vicina Luna e del più lontano sole complicano le cose e fanno sì che il livello del mare cambi da luogo a luogo con dei fenomeni che si ripetono ogni 12 ore e 25 minuti circa e che chiamiamo “maree” .

Le maree non sono uguali dappertutto. In Mar Rosso per esempio alta e bassa marea coincidono e l’apice delle barriere è sempre appena sotto il livello dell’acqua e la sua presenza offre un ridosso invisibile ma perfetto. Ci si può ridossare dietro a un reef a molte miglia da terra e si sta benissimo anche con 20 o 30 nodi di vento. Altrove le cose però possono andare molto diversamente.

Le escursioni massime in Francia, Canada e Australia

Il livello medio delle maree in tutta la Terra è di 2 metri, ma ci sono zone come il Mediterraneo dove il mare sale poche decine di centimetri e altre invece dove sono incredibilmente alte: in Bretagna (Francia) superano i 10 metri, in Inghilterra i 14 metri, sulle coste canadesi arrivano a 15, nell’Argentina meridionale a 14, in Australia a 10 metri. Nella maggior parte dei casi l’alta e la bassa si susseguono ogni 6 ore e 10 minuti circa, con due alte e due basse al giorno. Il ciclo completo dura 24 ore e 50 minuti, cioè un ventiquattresimo del giorno lunare con la bassa marea di oggi che si presenta 50 minuti in ritardo rispetto a quella di ieri e 50 minuti prima di quella di domani.

Il fatto che le maree sono prodotte dall’azione combinata dell’attrazione lunare e solare complicano ulteriormente le cose facendo sì che la dimensione del fenomeno cambi nel corso del mese. Quando Luna e sole, alle sigizie, sono allineati ovvero con la Luna piena e con la Luna nuova, l’escursione tra acqua alta e acqua bassa raggiunge il suo apice, mentre alle quadrature, quando la Luna appare solo per metà e sole, Terra e Luna formano un angolo di 90 gradi, l’escursione è minima. Tutte situazioni che in Mediterraneo non si notano ma che altrove possono essere molto importanti.

Tenere d’occhio le fasi lunari

Quando si naviga in luoghi interessati da escursioni di marea importanti è essenziale consultare la tavola di marea o il suo equivalente elettronico che predicono ora per ora, posto per posto il livello del mare e ogni volta che si arriva, ogni volta che si parte, ogni volta che si imbocca un canale tra le isole o si doppia un promontorio ci si deve porre due domande fondamentali: a che punto è la marea? A che stadio è la Luna?

Bisogna considerare inoltre che le maree possono avere un effetto significativo anche sul livello dei fiumi che sfociano nel mare: ne è un tipico esempio il Tamigi, in Inghilterra, che in certi periodi dell’anno e con particolari condizioni di mare, può alzarsi anche di parecchi metri anche a distanza di 50-60 chilometri dalla sua foce.

L’effetto del vento sul livello dell’acqua

Quando si naviga lungo costa bisogna tenere a mente che il vento se soffia verso la costa innalza il livello del mare sui litorali, mentre quando c’è vento da terra verso il largo si abbassa il livello dell’acqua sui litorali. Questi fenomeni devono essere tenuti in debito conto quando si naviga nei pressi di fondali influenzati dal livello delle maree dato che in certi casi, anche se si è convinti che vi sia fondo sotto la nostra carena, è possibile invece sbagliare i calcoli e quindi trovarsi improvvisamente incagliati.

Se per esempio uno skipper che deve entrare in un porto soggetto a maree calcola solo il livello del mare controllando l’ora e le tavole delle maree, ma non considera l’effetto del vento, può capitare di trovarsi in un punto con poca acqua e quindi dovere aspettare prima di entrare in porto. Considerate che un vento di 15-20 nodi che soffia da terra verso il largo può abbassare l’onda di marea anche di 0,5-1 metro, mentre la stessa intensità può innalzare il livello anche di 1-2 metri, falsando così tutti i calcoli.

Fare carena sfruttando la bassa marea

Ci sono però anche dei vantaggi che i diportisti possono sfruttare nelle escursioni di marea. Dove per esempio le maree superano i 4 metri è possibile fare carena facendo a meno delle costose operazioni di alaggio e varo in cantiere. Si deve cominciare alle sigizie, plenilunio o novilunio, quando si raggiunge la massima escursione. Tavole alla mano, si aspetta il momento della marea massima e si va a ormeggiare la barca alla radice di un molo o di un pontile fino a portarla quasi a toccare il fondo lasciando sotto la chiglia una decina di centimetri d’acqua. Si assicura quindi la barca al pontile con cime e parabordi in quantità avendo cura di sbandarla leggermente verso terra e si aspetta. Con il ritirarsi dell’acqua la chiglia si adagia sul fondo e la barca si appoggia al molo.

Serrate le cime d’ormeggio, si può cominciare a raschiare la carena che col passare delle ore emergerà sempre di più, finché di lì a 3 o 4 ore l’acqua non sarà sparita del tutto. Con la marea successiva l’acqua ritornerà, ma sarà leggermente meno alta e il giorno dopo lo sarà ancora meno, così finché dopo 3-4 giorni anche la con l’alta marea, la chiglia della barca sarà sempre all’asciutto. A quel punto ci saranno 5 giorni di tempo per eseguire i lavori di pitturazione prima che l’acqua arrivi nuovamente a lambire la chiglia, prima poco, poi a metà chiglia e via via sempre più sù con l’avvicinarsi delle nuove sigizie. Dopo 15 giorni esatti, nel momento della marea alta, la barca tornerà a galleggiare in 10 centimetri e la si potrà riportare in acqua fonda.

 

 

David Ingiosi

Appassionato di vela e sport acquatici, esperto di diporto nautico, ha una lunga esperienza come redattore, reporter e direttore di testate nazionali e internazionali dove si è occupato di tutte le classi veliche, dalle piccole derive ai trimarani oceanici, compresi tutti i watersports.

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