Una guida sull’olio del motore entrobordo in barca

La perfetta efficienza di un motore entrobordo è assicurata anche da una buona lubrificazione. Per questo è necessario usare olio motore di buona qualità, relativi filtri e provvedere alla loro sostituzione stagionale.

Cosa bisogna sapere sull’olio motore. Curare la manutenzione della propria barca a vela e tenerla in ottimo stato è fondamentale per garantirne la durata nel tempo. Tra i componenti da sottoporre a ordinari check up c’è il motore entrobordo che può essere oggetto anche di interventi fai-da-te. Effettuare da soli il controllo del motore entrobordo infatti non solo permette di risparmiare qualche centinaio di euro, ma anche di avere il controllo completo del proprio motore, potendo intervenire in caso di piccoli problemi anche durante la navigazione.

Alcune fondamentali operazioni necessarie per effettuare il controllo del motore riguardano proprio l’olio del propulsore. In questo articolo vediamo quali sono le varie tipologie di olio, il funzionamento del filtro e perché a intervalli prestabiliti si deve sostituire.

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A cosa serve l’olio motore?

Con il tempo l’attrito consuma le parti metalliche di qualsiasi motore, compresi quelli marini. Nell’attività di combustione si formano infatti vari depositi che possono intasare le parti meccaniche. Il ruolo dell’olio è quello di assicurare che le componenti meccaniche scorrano perfettamente l’una contro l’altra. Ecco perché è necessario un olio di buona qualità che sia anche stabile nel tempo per garantire la sua efficacia.

Se non ci fosse l’olio a facilitare lo scorrimento delle parti meccaniche, il motore perderebbe potenza a causa dell’attrito. Avrebbe anche meno accelerazione e consumerebbe molto di più. Per non parlare del rischio di rottura che può derivare dall’usura straordinaria delle parti meccaniche. Una buona lubrificazione è quindi una protezione contro tutti questi malfunzionamenti.

Quanto dura l’olio dell’entrobordo?

L’olio dell’entrobordo non dura per sempre, perché dopo un lungo periodo d’uso, anche se rimane fermo, perde le sue caratteristiche principali. Le peculiarità del lubrificante tra l’altro vengono ottenute grazie all’aggiunta di additivi particolari che nel tempo deteriorano l’olio. Tali additivi fanno sì che l’olio svolga molteplici funzioni all’interno del motore: garantire la lubrificazione e limitare l’usura delle parti in movimento, evitare la formazione di depositi e, non per ultimo, concorrere al raffreddamento.

Normalmente i produttori di motori marini consigliano di effettuare il cambio dell’olio al propulsore entrobordo ogni 200-250 ore di funzionamento o almeno una volta all’anno.

Quando cambiare l’olio del motore?

Se non si cambia l’olio motore secondo le indicazioni della scheda tecnica del propulsore, a lungo andare possono verificarsi gravi avarie del motore, otturazioni di alcuni passaggi specifici, perdite di fumo dal tubo di scappamento, il danneggiamento dei pistoni fino alla sua rottura definitiva.

È sempre meglio sostituire l’olio durante le lunghe soste invernali, perché, anche se avete usato poco il motore, inizia un processo di acidificazione che a motore fermo può ridurre molto la durata delle guarnizioni. È quindi più conveniente effettuare l’invernaggio con olio nuovo che verrà poi rabboccato durante la stagione successiva.

Olio motore

A cosa serve il filtro dell’olio?

Il filtro è destinato a trattenere polvere, residui di combustione e particelle solide come silice e carbonio che l’olio asporta dall’interno del motore e che, se lasciate libere, nel tempo potrebbero compromettere l’affidabilità dei componenti. Senza il filtro olio, l’olio motore si consumerebbe molto più velocemente e le parti interne sarebbero soggette a maggiori danni. Per conoscere lo stato dell’olio basta toccarlo e sentire il livello di densità e viscosità. Alla vista inoltre deve apparire non troppo scuro, altrimenti potrebbe essere ricco di depositi carboniosi.

Se non si cambia il filtro dell’olio, nei casi più estremi l’olio non passa proprio. Quindi la valvola di protezione si apre, lasciando passare l’olio non filtrato nel motore. Se si continua a tenere acceso il motore in queste condizioni, le particelle di sporco possono provocare piccoli graffi sul metallo che a loro volta possono causare guasti del motore.

Olio motore

Come si differenziano gli olii?

Gli olii per motori sono sviluppati secondo il loro uso. Un motore terrestre per esempio si scalderà di più di un motore marino che avrà un buon raffreddamento con l’acqua circostante. Gli olii nautici sono sviluppati per lavorare con motori “freddi”. Ecco perché non dovreste prendere un olio qualsiasi per il cambio del motore della vostra barca. L’olio si classifica in base a 2 caratteristiche: la viscosità e la qualità. La viscosità indica la fluidità del lubrificante e considera la temperatura ambientale dove l’olio è impegnato. Ad esempio, un olio con sigla 15W40 è realizzato per lavorare al meglio con temperature che vanno da -15 gradi a +40 gradi. La qualità stabilisce invece la capacità dell’olio ad assolvere i compiti di lubrificazione e raffreddamento, ed è regolamentata da norme internazionali.

Sarebbe meglio non rabboccare l’olio con uno che presenta caratteristiche diverse da quello introdotto in precedenza, perché si rischierebbe di perdere le caratteristiche specifiche, uniformandolo a uno di bassa qualità.

Olio motore

Come smaltire l’olio motore esausto?

Per prevenire l’inquinamento ambientale e dell’habitat marino è assolutamente fondamentale evitare dispersioni accidentali dell’olio motore esausto e provvedere al suo corretto smaltimento al termine delle operazioni di sostituzione. L’olio motore esausto è infatti un rifiuto altamente nocivo per l’ambiente. Pensate che bastano 4 litri di olio lubrificante per inquinare uno specchio d’acqua grande quanto un campo da calcio.

Per smaltirlo va portato nelle apposite isole ecologiche di cui molti porti e marina turistici sono ormai provvisti o in mancanza di queste presso un’officina meccanica. Il recupero degli oli esausti è importante non solo dal punto di vista della salvaguardia ambientale. Ma ha anche i suoi vantaggi dal punto di vista economico. Infatti, gli olii possono essere rilavorati per produrre basi lubrificanti pronte a rientrare nel mercato, altrettanto valide a quelle di prima generazione.

David Ingiosi

Appassionato di vela e sport acquatici, esperto di diporto nautico, ha una lunga esperienza come redattore, reporter e direttore di testate nazionali e internazionali dove si è occupato di tutte le classi veliche, dalle piccole derive ai trimarani oceanici, compresi tutti i watersports.

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