Un giro del mondo a vela per testare la salute degli oceani

Nel prossimo settembre parte il progetto “No Stop Sail Around The World” di due fratelli di Lecce, Carmine e Vincenzo Vetrugno, in collaborazione con l’Università del Salento. Un giro del mondo a vela per prelevare campioni di oceano.

Ambiente e salute degli oceani. Viaggiare per il mondo in barca a vela può essere molto utile anche in chiave scientifica. È più economico rispetto alle navi oceanografiche, più sostenibile perché non si consuma carburante e inoltre un piccolo cabinato è in grado di raggiungere anche i luoghi più remoti della Terra.

Su questi presupposti è nato il progetto “No Stop Sail Around The World” di due fratelli di Lecce, Carmine e Vincenzo Vetrugno, in collaborazione con l’Università del Salento. Obiettivo dell’iniziativa è quello di fare un giro del mondo senza scalo lasciando sul lato Nord i tre grandi capi, Buona Speranza (Sud Africa), Leeuwin (Australia) e Horn (Cile) dell’emisfero australe, e nel frattempo raccogliere campioni di plancton, neuston e dati chimico-fisici delle acque e dell’atmosfera. Informazioni che saranno poi analizzati dai biologi marini del Dipartimento di Scienze e tecnologie biologiche e ambientali dell’ateneo salentino diretto dal Professor Genuario Belmonte.

Salute oceani

Un catamarano salvato dall’abbandono

La barca che i due skipper utilizzeranno per questa missione ambientalista dal prossimo settembre a marzo 2024 è un catamarano di 15 metri dalla storia curiosa. Si chiama “Double Trouble” ed è stato trovato abbandonato in un giardino. In realtà è un disegno del progettista Giorgio Bergamini e risale al 1985, di qui la decisione di recuperarlo e trasformarlo all’insegna della sostenibilità.

Ambiente e salute degli oceani. Sul catamarano sono stati installati 13 pannelli fotovoltaici da 100 Watt, in grado di alimentare l’autopilota, il dissalatore, il radar, la cucina e ogni tipo di strumentazione a bordo. E ci sarà anche un idro-generatore alimentato dal vento.

Salute oceani

Campioni di oceano analizzati in laboratorio

Ambiente e salute degli oceani. Ed eccoci all’aspetto scientifico della missione. Ogni giorno, per 6 mesi, l’equipaggio di Double Trouble farà due prelievi dalla superficie del mare: a mezzogiorno e a mezzanotte. Il motivo dei prelievi in superficie è presto detto: “La superficie degli oceani è la parte più interessante, più estesa e più “estrema” dell’ambiente marino spiega il professor Belmonte – È un ambiente chimico-fisico particolarmente severo per le forme di vita che si sono specializzate ad abitarlo, il cosiddetto ‘neuston’. In questo ambiente possiamo riscontrare la massima variabilità di temperatura (sia annua che giornaliera) che si possa incontrare in un ambiente marino, con la salinità che subisce intense variazioni nei giorni di pioggia o in prossimità delle foci dei fiumi”.

David Ingiosi

Appassionato di vela e sport acquatici, esperto di diporto nautico, ha una lunga esperienza come redattore e reporter per testate nazionali e internazionali dove si è occupato di tutte le classi veliche, dalle piccole derive ai trimarani oceanici

No Comments Yet

Leave a Reply

Your email address will not be published.