Sono tanti anche in Italia gli appassionati che a bordo di un kayak decidono di esplorare la costa per uno o più giorni bivaccando in spiaggia se possibile. Un modo salutare, economico, silenzioso ed ecologico di vivere il mare e la natura a 360 gradi.

Il concetto di trekking, tanto caro a chi ama la natura e la vita all’aria aperta, si addice benissimo anche alla nautica e si può praticare seguendo la costa per un tratto più o meno lungo oppure cimentandosi nel periplo di un’isola, sia completando un percorso di poche ore sia che si navighi per diversi giorni. Il piacere del trekking nautico, esattamente come quello tradizionale a terra o in montagna, è sempre quello di raggiungere una meta utilizzando esclusivamente le proprie forze, senza inquinare, senza lasciare traccia e rispettando la natura.

Uno dei natanti più antichi, semplici e versatili, il kayak è ideale per praticare il trekking nautico: permette di fare uscite davanti alla spiaggia oppure, con l’attrezzatura e le competenze giuste, cimentarsi in lunghi percorsi esplorando le coste, infilandosi nelle grotte, scoprendo spiaggette isolate e ammirando il mare nella sua veste più bella e selvaggia. Si può cominciare con poche ore di pagaiata per fare brevi esplorazioni anche se la gita di più giorni, con campeggio nautico sulle spiagge, è la massima espressione di questo fantastico modo di viaggiare.

Un’imbarcazione antica apprezzata ancora oggi

Navigando seduti nel pozzetto di un kayak si riesce ad apprezzare ogni singolo centimetro della costa e si raggiungono posti altrimenti non raggiungibili via terra. Inoltre si vive una totale sensazione di libertà in mezzo alla natura. Il kayak da mare è un particolare tipo di canoa derivata dalle imbarcazioni che storicamente gli eschimesi utilizzavano per muoversi e cacciare, ha un ponte chiuso che, unito all’utilizzo del gonnellino paraspruzzi, non permette all’acqua di entrare. Lo scafo presenta una forma bassa e affusolata per essere veloce e offrire poca resistenza al vento e una pronunciata chiglia che permette di mantenere la rotta ed, entro certi limiti, di navigare anche tra le onde.

Il kayak può essere realizzato in polietilene materiale economico, pratico e robusto, oppure con i compositi quali la vetroresina, il kevlar o il carbonio che permettono una maggiore leggerezza, rigidità e velocità rispetto alla plastica. Per la progressione si utilizza una pagaia a doppia pala che può essere di tipo “moderno” con le pale a cucchiaio incrociate e realizzate con materiali leggeri come il carbonio o la tradizionale pagaia di legno stretta e lunga, come quella che utilizzavano gli eschimesi.

Distanze anche lunghe, ma sempre in sicurezza

Per quanto riguarda le percorrenze, se il mare e il vento lo permettono, a bordo di un kayak si fanno circa 5 km all’ora e in un giorno, con un’andatura turistica e facendo lunghe soste, si percorrono circa 30 chilometri anche se, forzando, se ne possono fare pure il doppio. Attenzione però perché, se non ci sono condizioni meteomarine favorevoli, avventurarsi lontano dalle spiagge frequentate può diventare molto pericoloso. La cosa più importante è affrontare il mare con le dovute attrezzature, capacità e informazioni, e per questo è indispensabile rivolgersi a guide locali esperte e seguirne i corsi o partecipare ai raduni.

La pratica del trekking nautico non richiede capacità particolari e qualsiasi persona in salute che abbia confidenza con l’acqua può affrontare un’escursione. Certo, trattandosi di un’attività che si svolge a bordo di imbarcazioni e a continuo contatto col mare, sono indispensabili una buona acquaticità e autonomia nel nuoto. Per migliorarsi, fare lunghi percorsi, imparare le manovre di soccorso vanno però imparate tecniche specifiche.

L’attrezzatura e gli accessori da imbarcare

Prima di effettuare un’escursione in kayak, va posta una particolare attenzione nel valutare le condizioni meteomarine. Chi va in montagna sa che le condizioni del tempo possono cambiare repentinamente. In mare il tempo, il vento e il moto ondoso possono cambiare ancora più rapidamente e quindi bisogna essere prudenti e prendere una serie di precauzioni. Intanto bisogna essere costantemente aggiornati sulle previsioni meteo, in secondo luogo vanno preventivamente verificate le possibili vie di fuga lungo il percorso, ovvero si deve sapere in anticipo dove c’è possibilità di sbarcare e dove invece questo non è possibile, per esempio nei tratti di costa con scogliere alte o impraticabili.

Se non si è esperti partire da soli per un trekking anche di pochi giorni è altamente sconsigliato. Il mare è un ambiente molto ostico e si deve sempre prestare la massima attenzione. I kayak destinati al trekking nautico sono, comunque, adatti anche ad affrontare condizioni di mare difficili.

Stivare tutto in una sacca stagna

Sempre per la sicurezza, in caso di trekking nautico è bene portare con sé un giubbotto salvagente, un’ancora ad ombrello con cima di adeguata lunghezza, un’ancora galleggiante, un Gps, un cellulare, un piccolo kit di pronto soccorso e una sacca stagna ben legata al kayak. Il kayak da mare dispone solitamente di almeno due gavoni che consentono di stivare tutto quello che serve per un viaggio di più giorni come indumenti di ricambio, scorte di alimenti e di acqua, accessori vari e, nel caso si voglia fare del campeggio nautico, anche tenda, sacco a pelo, materassino, fornelletto, etc.

Quando poi il mare è impraticabile, bastano uno zainetto e un paio di scarpe robuste per organizzare un’attività alternativa alla navigazione. Capita spesso infatti, nelle soste durante le traversate o nelle giornate di mare mosso, di esplorare le coste a piedi, da terra, per raggiungere un’altura panoramica o per addentrarsi nella macchia tra i suoi fiori e profumi. Se non è libertà questa…

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David Ingiosi

Appassionato di vela e sport acquatici, esperto di diporto nautico, ha una lunga esperienza come redattore e reporter per testate nazionali e internazionali dove si è occupato di tutte le classi veliche, dalle piccole derive ai trimarani oceanici

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