Nella vela c’è voglia di vintage. L’australiano Don McIntyre dopo il remake della Golden Globe Race, organizza la riedizione della Whitbread, primo giro del mondo a tappe in equipaggio. La partenza è prevista il 10 settembre 2023 e i partecipanti devono rigorosamente utilizzare barche d’epoca allestite con accessori Anni 70.

La vela per quanto proiettata verso un futuro sempre più tecnologico si trova a vivere un momento di nostalgia per il passato nell’elogio dell’essenzialità a bordo e di un sano spirito avventuriero che forse è andato un po’ perso. Si torna a parlare di regate vintage e di personaggi gloriosi che hanno fatto la storia della navigazione d’altura. Non è una tendenza solo dello sport velico. Da anni in Italia, in provincia di Siena, si disputa per esempio l’Eroica, una manifestazione cicloturistica, nata da un’idea di Giancarlo Brocci, che ha la particolarità di rievocare il ciclismo di un tempo, con percorsi che si svolgono in buona parte su strade bianche con biciclette e abbigliamento d’epoca. Un evento che attira centinaia di partecipanti da tutto il mondo pronti a celebrare il ciclismo d’oro di Coppi e Bartali.

Per non parlare delle corse rievocative di automobilismo, come la celeberrima Mille Miglia sul percorso Brescia-Roma-Brescia, che a ogni primavera rinnova con un popolo di tantissimi appassionati una tradizione che trova il suo anno di esordio nel 1927.

Una regata che lanciò Chay Blyth ed Eric Tabarly

Per la vela la regata più leggendaria di tutte è la Whitbread, il giro del mondo a tappe e in equipaggio disputato nel 1973-74 e poi proseguito negli anni con diversi nomi, fino all’ultima edizione conosciuta come Volvo Ocean Race. Una gara “storica” alla quale parteciparono in quella prima edizione 18 concorrenti tra i quali Chay Blyth, Eric Tabarly e i nostri Doi Malingri, Giorgio Falck ed Erik Pascoli e dove a vincere fu il messicano Ramon Carlin sullo Swan 65 Sayula II.

Ebbene anche quella regata viene oggi riproposta in un impeto di entusiasmo e affetto per quel passato mitico. Finita da pochi mesi la Golden Globe Race, il remake in versione vintage del primo giro del mondo in solitario, il vulcanico “avventuriero” australiano Don McIntyre, organizzatore della gara rilancia questa sfida velica all’insegna della nostalgia: la “2023 Ocean Globe Race”, ovvero la riedizione della prima Whitybread.

Spirito pionieristico e stile “retrò”

La nuova regata celebrativa salperà da un porto europeo ancora da decidere il 10 settembre 2023, proprio in occasione dei 50 anni dalla prima edizione. Il percorso sarà quello classico dei “clipper”, un giro del mondo che passa sotto i tre grandi capi (Buona Speranza, Leeuwin, Horn) per un totale di 27.000 miglia e circa 7 mesi di navigazione. Gli scali sono ancora da decidere, ma sono state invitate a fare offerte per ospitare le tappe città in Inghilterra, Europa, Sud Africa, Australia, Nuova Zelanda, Argentina, Urugay e Brasile.

Come è già avvenuto per la Golden Globe Race, anche la 2023 Ocean Global Race avrà regole “retrò” e i concorrenti dovranno navigare con barche simili a quelle della prima edizione del 1973 e con strumenti e tecnologia disponibili all’epoca. Quindi a bordo saranno vietati computer, sistemi satellitari, telefoni cellulari, carbonio o spectra. Si useranno sestante, carte nautiche, radio Ssb o Hf e anche per ascoltare la musica bisognerà imbarcare riproduttori a cassette.

Regole severe e barche approvate dai giudici

In particolare, per quanto riguarda le barche si potranno usare quelle “approvate” dagli organizzatori, costruite in vetroresina, progettate prima del 1988 con lunghezza dai 14,32 metri (47 piedi) ai 20,11 metri (66 metri). Saranno divise in 2 gruppi: Adventure (14,32-17,06 m) e Sayula (17,07-20,11 m). È prevista inoltre una terza classe “Flyer” per le barche originali che hanno preso parte a una delle tre prime edizioni della Whitbread e per le barche-scuola con lunghezza fino fino ai 20,73 metri. Sono considerati già “approvati” gli Swan della Nautor che rispettano i parametri di età e lunghezza del regolamento.

Ogni equipaggio inoltre dovrà comprendere almeno una donna e un ragazzo di età inferiore ai 24 anni. È stato anche fissato un tetto ai partecipanti: 30 barche (per ora). Il pre-bando è già pubblicato sul sito dell’evento, per quello definitivo bisognerà attendere il prossimo 10 settembre. “Per la prima volta in 3 decenni – ha spiegato McIntyre – i normali velisti e armatori hanno l’opportunità di sperimentare una regata intorno al mondo in modo economico, sicuro e divertente. Non è necessario essere uno sportivo d’elite, né avere un team di supporto gigantesco. E per quanto riguarda i budget, il costo di una campagna di questo tipo non dovrà costare più di un foil di carbonio di un Imoca 60.Tanti marinai sognano di regatare intorno al globo e doppiare Capo Horn. La Ocean Globe Race ora rende queste ambizioni possibili ancora una volta”.

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David Ingiosi

Appassionato di vela e sport acquatici, esperto di diporto nautico, ha una lunga esperienza come redattore e reporter per testate nazionali e internazionali dove si è occupato di tutte le classi veliche, dalle piccole derive ai trimarani oceanici

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