Una cattiva manutenzione, così come la scarsa attenzione durante la navigazione possono causare un allagamento degli ambienti interni, circostanza che in certi casi e in tempi brevi può portare anche all’affondamento. Vediamo perché una barca si può riempire d’acqua.

Se non si vogliono avere problemi durante la crociera, occorre fare una serie di controlli e manutenzioni alla barca. In questo modo allontaneremo il rischio di avere problemi più tardi. Proprio nell’ambito della preparazione della barca è utile indicare alcune verifiche e manutenzioni mirate per evitare il più odioso e preoccupante incidente che può capitare in barca: l’allagamento.

Vediamo allora le possibili cause e i punti da controllare sulla barca che potrebbero provocare questo pericoloso fenomeno.

01. Cedimenti e urti con container e oggetti alla deriva

Ci sono rarissimi casi in cui lo scafo di una barca può cedere, si forma una fessura e si ha l’infiltrazione d’acqua. Un evento del genere avviene più spesso su barche di legno che su barche di vetroresina, ma anche su queste ultime può capitare. Più spesso capita di incrociare sulla propria rotta un container perso da una nave, vero e proprio incubo per i diportisti.

I container sono infatti realizzati in acciaio, sono lunghi dai 6 ai 12 metri, hanno un volume di 80 metri cubi e un peso che si aggira sulle 3-4 tonnellate. Ogni container è soggetto a un limite di peso per cui non è mai riempito completamente e rimane sempre un po’ di spazio al suo interno in cui si forma una sacca d’aria. Questa fa sì che i container, una volta caduti in mare, non affondino subito e costituiscono un rischio enorme per le barche da diporto.

02. L’incaglio, brutta bestia…

Tra le cause di allagamento c’è anche l’incaglio su un basso fondale. In questo caso si può creare una falla che fa riempire d’acqua la barca. Nei casi peggiori questo tipo di danno può portare all’affondamento dell’imbarcazione in pochissimo tempo, a meno che questa non sia rimasta bloccata sul basso fondale. I danni da incaglio sono più gravi su imbarcazioni di legno perché in queste il fasciame tende a rompersi o spostarsi più facilmente di quanto può accadere allo scafo di una barca in vetroresina. I momenti in cui è più alta la possibilità di entrare in collisione con uno scoglio sommerso è quando si naviga vicino alla costa o si entra in una rada non conosciuta; in questi casi è indispensabile consultare attentamente una carta nautica prima di iniziare la navigazione. L’urto contro lo scoglio è sempre colpa dello skipper, non esistono in Mediterraneo scogli non segnati sulle carte.

03. Prese a mare, componente delicato

Il discorso è più delicato per le prese a mare. Statisticamente, queste sono la prima causa d’allagamento di una barca. Le prese a mare, per fortuna, nelle barche moderne sono sempre di meno, proprio perché la loro presenza rappresenta un potenziale pericolo. Il rischio deriva dal fatto che la presa a mare implica un foro nello scafo. Una presa a mare, che oggi è quasi sempre di materiale plastico, cosa che evita fenomeni di corrosione, è composta da un passascafo, il tubo che materialmente passa dall’interno all’esterno dello scafo, dalla valvola e da un portagomma, ovvero un tubo corrugato sul quale s’innesta il tubo di gomma della conduttura che è fascettato al portagomma. Diverse utenze idriche, come la pompa dell’acqua di mare del motore o le prese a mare dei bagni, hanno le tubazioni che formano un sifone, ovvero una curva molto alta il cui gomito supera la linea di galleggiamento.

La loro funzione è far sì che l’acqua rientri da dove è uscita. Altre utenze, invece, spesso ne sono sprovviste, come, per esempio i lavelli dei bagni. In navigazione lo skipper deve sempre controllare che le prese a mare, tranne quella del motore, siano chiuse, incluse quelle dei bagni che hanno il sifone. In caso contrario, quando la barca sbanda di bolina, il foro della presa a mare si troverà sopra al foro di scarico dei lavelli e l’acqua comincerà a entrare. Anche i sifoni dei bagni, a barca sbandata, si trovano in posizione orizzontale e possono lasciare passare dell’acqua da fuori a dentro la barca.

04. Passauomo e oblò

L’allagamento per cause che nascono all’interno della barca ha sempre a che fare con i fori praticati sullo scafo: prese a mare, oblò, passauomo, losca timone, losca asse, sono questi che in caso di rottura danno vita a un flusso d’acqua dal mare all’interno della barca che può essere più o meno grave. L’acqua tuttavia non arriva solo dal mare, ma può arrivare anche dai serbatoi della barca stessa. Può sembrare inverosimile, ma ogni anno, diverse barche affondano perché l’armatore si è dimenticato di chiudere la manichetta dell’acqua in fase di carico dei serbatoi. Questo, in concomitanza di altri danni, come l’occlusione dei lavelli o degli ombrinali del pozzetto, può determinare l’affondamento del mezzo.

Per quello che riguarda gli oblò e i passauomo, il discorso è semplice: ogni anno si devono controllare le guarnizioni e le chiusure di questi. Una grossa onda sulla coperta ha una forza insospettabile e se trova sulla sua strada un passauomo chiuso male, lo può spalancare e inondare la barca. Questo non porterà di certo all’affondamento, ma provocherà danni molto fastidiosi da riparare. Tra gli oblò, i più pericolosi sono quelli apribili a scafo, per fortuna presenti solo su poche barche degli Anni 90. Questi hanno determinato diversi incidenti mortali e l’affondamento di molte barche. Tra i compiti importanti dello skipper, c’è quello di controllare che, in caso di condizioni meteo avverse, tutti gli oblò e passauomo della barca siano ben chiusi. Nel caso di passauomo apribili a scafo, questi devono essere sempre chiusi e lo skipper deve scendere a controllarne la chiusura ogni volta che un componente dell’equipaggio va sotto coperta. Capita spesso, infatti, che membri dell’equipaggio poco esperti sottovalutino il pericolo e aprano un oblò a scafo senza poi richiuderlo. Anche in condizioni di bel tempo, quando la barca sbanda di bolina, l’oblò a scafo va sott’acqua.

05. Serbatoi

Non è detto che un allagamento debba essere provocato da acqua di mare: questo può essere anche a carico dell’acqua dolce contenuta nei serbatoi. Oggi la capacità d’acqua dei serbatoi delle barche più moderne è notevole, specie se si tratta di barche da crociera; se questi si svuotano all’interno della barca, non si rischia l’affondamento, ma i danni che ne deriverebbero sarebbero ingenti.

I serbatoi, in particolar modo quelli morbidi e quelli in acciaio, con il tempo possono danneggiarsi e avere delle perdite. In altri casi, la colpa è totalmente del proprietario della barca che si dimentica la canna dell’acqua inserita nel tubo di carico: una volta carichi i serbatoi fanno uscire l’acqua in eccesso dallo sfiatatoio nel lavello o a mare. Se l’acqua esce a mare e lo sfiatatoio è grande e ha una capacità almeno pari a quella della canna dell’acqua, non accade nulla se non un grande spreco d’acqua dolce; se invece lo sfiatatoio è nel lavello della cucina, può accadere che questo abbia il tappo o il buco discolo ostruito dalle stoviglie e che l’acqua non possa defluirvi. In questi casi la barca è destinata a riempirsi d’acqua. Non sono stati i pochi i casi in cui barche sono affondate per questo motivo. L’armatore si dimentica la canna dell’acqua nel tubo di carico, chiude la barca e va via. Il lavello è intasato o la canna ha una portata superiore a quello dello sfiatatoio, e la barca si riempie d’acqua sino ad affondare all’ormeggio. Per questo è buona abitudine levare la canna quando i serbatoi sono pieni.

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David Ingiosi

Appassionato di vela e sport acquatici, esperto di diporto nautico, ha una lunga esperienza come redattore e reporter per testate nazionali e internazionali dove si è occupato di tutte le classi veliche, dalle piccole derive ai trimarani oceanici

2 Comments
  1. Ti sei dimenticato che se il gavone dell’ancora ha i fori otturati da alghe o sporco in caso di mare mosso si puo’ riempire d’acqua e da li trovare vie x il resto della barca….

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