Torna la Sydney-Hobart, regata bella e maledetta

Sono 103 le imbarcazioni pronte a schierarsi nella baia di Sydney per la celebre regata che dalla città australiana raggiunge la Tasmania passando nell’infausto Stretto di Bass. In gara in questa 73° edizione anche l’equipaggio italiano di Mascalzone Latino. Guai invece per il maxi Wild Oats XI colpito da un fulmine mentre era in porto.

Ci sono regate che hanno fatto la storia della navigazione oceanica e nel bene e nel male sono entrate nel mito della disciplina velica perché importanti, difficili e ambite dagli equipaggi di tutto il mondo. Una di queste è certamente la Sydney-Hobart, regata di 628 miglia tra la città australiana e la capitale della Tasmania che torna puntuale anche quest’anno il 26 dicembre con la 73° edizione.
Nata come una gara di interesse locale grazie ad un’idea di un gruppo di appassionati di vela capitanato da Peter Luke, la Sydney-Hobart è organizzata dal 1945 dal Cruising Yacht Club of Australia con la cooperazione del Royal Yacht Club of Tasmania e con il passare degli anni è diventata un evento di fama internazionale a cui partecipano barche a vela di varie nazionalità.

Sydney Hobart

Stretto di Bass, un tratto di oceano mitico e pericoloso

In questo 2017 sono 103 le barche di lunghezza compresa tra i 10 e i 30 metri che saranno schierate al via di questa competizione pronte ad affrontare il difficile percorso: lasciata la baia di Sydney la flotta punterà verso Sud, lungo le coste del New South Wales fino a raggiungere il famoso Stretto di Bass, un tratto di oceano dove le condizioni del mare possono cambiare in modo veloce e imprevisto passando dalla calma piatta alle burrasche. È rimasta celebre nella storia della regata l’edizione del 1998 quando la flotta impegnata nella regata rimase coinvolta proprio in questa zona oceanica in una tempesta con venti fino a 80 nodi che causarono la morte di sei partecipanti e numerose avarie alla maggior parte degli equipaggi in gara.
Impegnative anche le ultime miglia del percorso dove per i partecipanti si aggiunge la difficoltà di entrare in un bacino chiuso formato dall’insenatura della foce del fiume Derwent che porta fino al traguardo.

Mascalzone Latino

Mascalzone Latino, anche l’Italia schierata al via

Tra gli equipaggi in gara quest’anno c’è anche l’italiano Mascalzone Latino, il Cookson 50 di Vincenzo Onorato con al timone Matteo Savelli. A contendersi la vittoria in tempo reale invece ci saranno in prima linea i maxi yacht come Black Jack, Comanche. Incerta invece la partecipazione di Wild Oats XI: la barca armata da Sandy Oatley, è stata vittima infatti di un incidente avvenuto nella mattinata di domenica 21 dicembre, quando un fulmine ha colpito l’albero in carbonio di 45 metri mettendo fuori uso l’apparecchiatura elettronica. Del resto chi partecipa a questa regata mitica mette in conto di affrontare qualsiasi situazione. E al di là della classifica quello che conta è esserci fino alla fine.

David Ingiosi

Appassionato di vela e sport acquatici, esperto di diporto nautico, ha una lunga esperienza come redattore, reporter e direttore di testate nazionali e internazionali dove si è occupato di tutte le classi veliche, dalle piccole derive ai trimarani oceanici, compresi tutti i watersports.

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