Come stivare i pesi a bordo

Le barche, anche quelle meno sportive, risentono moltissimo della distribuzione dei pesi che influisce sulle prestazioni e il corretto bilanciamento dello scafo in navigazione. Ecco una guida su come stivare e rizzare al meglio i pesi più ingombranti: attrezzature, cambusa e dotazioni di bordo.

Prima di mollare gli ormeggi e partire per una navigazione è importante avere cura di stivare i pesi a bordo il più possibile sotto la linea di galleggiamento  e centro barca. Inoltre è bene assicurarsi che ogni oggetto sia fermo e non rotoli seguendo il rollio o il beccheggio dell’imbarcazione intralciando i movimenti dell’equipaggio e provocando rumori strani. Non tutte le carene tuttavia si prestano ad accogliere grandi volumi. Le barche con fondo piatto e bulbo, come quelle da regata per esempio, hanno spazi di stivaggio limitati. Al contrario ci sono scafi con maggiori volumi sotto il galleggiamento che facilitano la vita agli armatori che devono imbarcare grandi quantitativi di attrezzature, cambusa e materiale vario, si pensi per esempio a una lunga crociera o addirittura a un giro del mondo.

Per alleggerire la prua della barca sarebbe bene spostare ancora e catena a centro barca in sentina.

 

Ancora e catena vanno a centro barca

Vediamo innanzitutto come stivare i pesi più grandi. In previsione di una lunga navigazione è bene alleggerire la prua togliendo dalla cala catene sia l’ancora che la catena e portandole in sentina al centro della barca. Per rizzare, ossia tenere fermi entrambi gli accessori, si potrà ricorrere a un ampio foglio di plastica per avvolgerli che proteggerà anche lo scafo da eventuale sporco e abrasioni. Vanno bene anche ritagli di moquette e vecchie cime. Si potrà a quel punto approfittare dei volumi della cala catena per stivare per esempio i parabordi inutilizzati che hanno pesi contenuti e contribuiscono ad alleggerire la prua.

 

Serbatoi e batterie sotto il galleggiamento

Sempre sotto la linea di galleggiamento andrebbero stivati anche i serbatoi dell’acqua e del gasolio, compresi quelli aggiuntivi, come pure eventuali taniche. Un’alternativa è assicurare quest’ultime in coperta, meglio a poppa vicino ai pulpiti.

Anche le batterie di bordo dovrebbero essere collocate in sentina. In genere questo è anche il posto scelto da progettisti e cantieri che lo allestiscono con appositi listelli di legno o staffe che tengono ferme le batterie. Un consiglio è quello di isolare i morsetti della batteria con appositi coperchi in plastica e ritagli di gomma avendo cura prima di pulirli e lubrificarli con grasso di vaselina.

Stivare cambusa
Scatolame e bottiglie possono essere stivate sotto le sedute del quadrato o in sentina.

Vele, bottiglie e scatolame? Nei gavoni o in sentina

Sempre sottocoperta si possono stivare le vele e la cambusa, con particolare attenzione ci cibi in scatola e ai liquidi. Per quanto riguarda le vele, ormai la maggior parte delle barche di serie hanno quelle rollabili, il che ha ridotto di molto le sacche di vele a bordo. Si possono stivare un paio di vele di riserva e lo spinnaker o il jennaker. Dove? Un buon posto potrebbe essere lo spazio sotto alle cuccette della cabina di prua.

Quanto ai viveri in scatola o in bottiglia, quindi acqua, vino, birra e succhi di frutta, l’ideale è metterli sotto alle sedute del quadrato oppure in sentina avendo cura però di prendere due accorgimenti: togliere l’etichetta di carta che in caso si bagni e si stacchi otturerà la pompa di esaurimento e stivare le bottiglie sempre con il tappo verso l’alto per evitare perdite accidentali. In genere il vino è in vetro e l’acqua in bottiglie di plastica. Una buona norma è alternarle in modo che queste ultime possano assorbire eventuali colpi e possibili rotture.

Tender in coperta
Il tender con il fondo rigido andrebbe rizzato in coperta e orientato verso la prua della barca.

Tender e zattera a portata di mano

Si può riservare la coperta per il tender e la zattera di salvataggio. Il Tender arrotolabile è il più semplice da gestire. Una volta sgonfio, può essere piegato e avvolto in un sacco (che conterrà anche la pompa) possibilmente in coperta, in modo da essere sempre pronto all’uso. Alcuni lo tengono accanto alla zattera di salvataggio e collegato a questa tramite una cima. Il tender con il fondo rigido in vetroresina si può rizzare in coperta con i tubolari appositamente sgonfiati, la chiglia rivolta verso l’alto e la prua rivolta verso la prua della barca in modo da contrastare efficacemente eventuali frangenti.

Sempre in coperta e quanto possibile a poppa è imperativo da stivare anche la zattera di salvataggio. Solo in questa zona infatti è prontamente accessibile e può essere gettata in mare con facilità in caso di emergenza. Altri posti come i gavoni o peggio ancora gli spazi sottocoperta sono rigorosamente sconsigliati.

David Ingiosi

Appassionato di vela e sport acquatici, esperto di diporto nautico, ha una lunga esperienza come redattore e reporter per testate nazionali e internazionali dove si è occupato di tutte le classi veliche, dalle piccole derive ai trimarani oceanici

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