Una scommessa vinta quella dell’Ocean Globe Race, la regata intorno al mondo che si ispira alla prima Withbread che a tre anni dal via ha già raccolto il 65 per cento delle adesioni e si preannuncia come l’evento in equipaggio più “affollato” degli ultimi trent’anni.

Togliete il superfluo e avrete l’avventura. Con tutta la tecnologia, le informazioni in tempo reale, i gps e i telefoni satellitari, le regate intorno al mondo saranno anche più veloci e sicure, ma di certo molto più noiose. Come recuperare lo spirito avventuriero di questi eventi? Semplice, sbarcando il superfluo e tornando a una navigazione essenziale. Una formula per certi versi paradossale ma che piace tanto a chi pratica la vela sportiva. Ecco perché l’idea folle e geniale al tempo stesso dell’Ocean Globe Race, il giro del mondo vintage, in equipaggio e a tappe riservato a imbarcazioni progettate prima del 1988, sta dando i suoi frutti. Ma c’è anche un altro aspetto che motiva la scelta per una regata vintage: il budget.

“Velisti e armatori – spiega Don McIntyre, ideatore della regata – hanno l’opportunità di sperimentare una regata intorno al mondo in modo economico, sicuro e divertente. Non è necessario essere uno sportivo d’elite, né avere un team di supporto gigantesco. Tanti marinai sognano di regatare intorno al globo e doppiare Capo Horn. La Ocean Globe Race ora rende queste ambizioni possibili”.

Mancano tre anni ed è già boom di iscritti

Con tre anni di anticipo rispetto alla data di partenza, programmata per il 10 settembre 2023, l’evento ha infatti già raccolto 25 adesioni: 10 in Classe Adventure (14,32-17,06 m); 8 in Classe Sayula (17,07-20,11 m); 4 in Classe Flyer (barche originali che hanno preso parte a una delle prime tre edizioni della Whitbread e barche-scuola con lunghezza fino a 20,73 metri) e 3 in Classic Challenge (Wor, Vor 60 e Maxis). E con ogni probabilità il numero è destinato a salire, considerando che al via mancano ancora più di 1.300 giorni. Ma chi vuole esserci deve darsi da fare al più presto.

Gli organizzatori della Ocean Globe Race hanno fissato un tetto massimo di iscritti a 34 imbarcazioni: otto per ognuna delle 4 classi in gara più due inviti riservati agli equipaggi che saranno scelti dall’australiano Don McIntyre, ideatore di questa regata in cui crede fermamente dopo il successo della Golden Globe Race, riedizione del primo giro del mondo in solitario che si è conclusa con la vittoria di Jean-Luc Van Den Heede nel 2019.

Navigare essenziali come Tabarly e Blyth

Il giro del mondo in programma nel 2023 salperà da un porto europeo (non ancora annunciato) in occasione dei 50 anni dalla prima edizione (la mitica Whitbread del 1973 che vide tra i partecipanti Chay Blyth, Eric Tabarly, Doi Malingri, Giorgio Falck ed Erik Pascoli e che fu vinta dal messicano Ramon Carlin sullo Swan 65 Sayula II). Proprio come allora la flotta attraverserà i Mari del Sud passando i tre grandi capi (Buona Speranza, Leeuwin, Horn) con tappe in Sudafrica, Australia o Nuova Zelanda e Sudamerica prima di far ritorno in Europa ad aprile del 2024. Un totale di 27.000 miglia e circa 7 mesi di navigazione che i partecipanti affronteranno su barche simili a quelle della prima edizione: scafi costruiti in vetroresina e di lunghezza compresa tra i 14,32 metri (47 piedi) e i 20,11 metri (66 piedi).

Come è avvenuto in occasione della Golden Globe Race 2018, a bordo delle barche in gara saranno vietati computer, sistemi satellitari e telefoni cellulari a favore di sestante, carte nautiche e radio Ssb o Hf. Vietato anche l’uso di carbonio e fibre esotiche. Ogni equipaggio inoltre dovrà comprendere almeno una donna e un ragazzo di età inferiore ai 24 anni.

David Ingiosi

Appassionato di vela e sport acquatici, esperto di diporto nautico, ha una lunga esperienza come redattore e reporter per testate nazionali e internazionali dove si è occupato di tutte le classi veliche, dalle piccole derive ai trimarani oceanici

No Comments Yet

Leave a Reply

Your email address will not be published.