Sodebo 3: Thomas Coville lancia il trimarano del futuro

Il 14 marzo scorso è stato varato presso il cantiere Multiplast Sodebo 3, il nuovo trimarano del navigatore francese Thomas Coville. Un progetto innovativo che rivoluzionerà il mondo dei multiscafi oceanici ad alta velocità.

Quando hanno fatto la loro prima apparizione sugli oceani a metà degli Anno 90, i trimarani erano come delle astronavi del mare: misure titaniche, prestazioni incredibili, progetti ad altissimo budget. In pochi utilizzavano barche simili, in genere navigatori fuoriclasse alla ricerca dei record di velocità. In breve tempo si è capito che erano queste le vere “Formula 1 del mare”, le barche più veloci in assoluto e in grado non solo di riscrivere il libro dei primati a vela, ma anche le potenzialità della navigazione oceanica. Ogni progetto ha portato avanti l’intero movimento dei multiscafi sportivi conquistando nuovi record e facendo storia a sé: Sport-Elec e poi Geronimo di Olivier de Kersauson, Groupama 3 di Frank Cammas, Maxi Banque Populaire V di Loïck Peyron, Idec Sport di Francis Joylon, solo per citarni alcuni.

Ogni barca è stata un laboratorio di sfide progettuali, soluzioni tecniche inedite, studi idrodinamici originali. Tutti però nello stesso solco iniziale per quanto riguarda le forme base. Si spostava ogni volta l’asticella più in là a livello di dimensioni, prestazioni, carichi in gioco, attrezzature di coperta, ma la sostanza non cambiava poi molto.


Ecco qual’è la vera rivoluzione di Sodebo 3

Ora invece è appena stato varato il nuovo Sodebo 3 di Thomas Coville che sembra spazzare via tutto e inventare il trimarano a vela del futuro. Costruito nel cantiere francese Multiplast nel tempo record di 18 mesi, innazitutto vanta misure da record: 32 metri di lunghezza per 23 di larghezza e 34 di altezza, ovvero la superficie di 4 campi da tennis. Poi ha delle pretazioni incredibili con una velocità massima prevista tra i 45 e i 50 nodi, resa possibile anche dall’utilizzo degli hydrofoil. Insomma Sodebo 3 è un missile a vela. La vera novità di questo gigante del mare però è il disegno della coperta e la distribuzione dei pesi, due elementi caratterizzati da un concept molto rivoluzionario.


Soluzioni innovative rubate al mondo dell’auto

La cellula abitativa di Sodebo 3 che assomiglia a una cabina di pilotaggio di un aereo si trova infatti 7 metri più avanti di quella della barca precedente ed è a pruavia dell’albero. Nel vecchio Sodebo, come su tutti gli altri trimarani, la cellula era posizionata a poppa e molto distante dall’albero. I motivi di questa scelta progettuale, strutturalmente complessa e importata dal mondo automobilistico, è quella di migliorare la manovrabilità del trimarano concentrando il peso a centro barca, e migliorare la visuale del timoniere.


Un team esagerato di progettisti

Nel Design Team di Sodebo 3 c’erano Yves Mignard (responsabile), Renaud Bañuls, Canivenc Elie Jean Mathieu Bourgeon, William Fabulet Valentin Hostettler, Johan Boutserin, Fréderic GastinelHervé Devaux e Martin Fischer. Tanti progettisti per un progetto molto complesso e avveniristico.

Ricordiamo che sono ormai 20 anni che il navigatore francese Thomas Coville naviga come skipper di Sodebo alla ricerca dei record di velocità a vela, in particolare quello del giro del mondo in solitario.

David Ingiosi

Appassionato di vela e sport acquatici, esperto di diporto nautico, ha una lunga esperienza come redattore, reporter e direttore di testate nazionali e internazionali dove si è occupato di tutte le classi veliche, dalle piccole derive ai trimarani oceanici, compresi tutti i watersports.

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