Un membro del vostro equipaggio si sente male o ha riportato una frattura in seguito a un incidente e ha bisogno di un salvataggio in elicottero per essere trasportato al più presto in ospedale. Avete mandato un mayday via radio e il velivolo vi ha raggiunto e volteggia sopra la vostra testa. E ora cosa succede?

Quando si naviga a lungo e si affrontano tutte le condizioni possibili, prima o poi s’incappa in un errore a causa di attrezzature che ci tradiscono, disattenzioni dovute alla stanchezza e circostanze davvero fuori dal nostro controllo. L’approccio intelligente è quello di essere lungimiranti, prevedere ogni scenario a bordo e fare il possibile per evitare di premere il pulsante rosso sulle nostre radio DSC. Ma in ogni caso è fondamentale conoscere a fondo le procedure di sicurezza.

Un centinaio di anni fa, un marinaio in difficoltà sparava un bengala se ce l’aveva e iniziava a pregare. Con un po’ di fortuna, una scialuppa di salvataggio lo tirava fuori dalle onde e i marinai locali mettendo a repentaglio la propria vita uscivano in mare per salvarlo. Le differenze al giorno d’oggi in una situazione simile sono radicali e dettate soprattutto dall’evoluzione tecnologica. In uno scenario di emergenza inviamo elettronicamente il nostro segnale di allarme e forse lanciamo pure qualche razzo. Se siamo vicini alla civiltà, riceviamo soccorso nel giro di breve tempo. Ciò può avvenire tramite una barca di salvataggio o, come è sempre più probabile, un elicottero presidiato da professionisti altamente qualificati. Questi equipaggi hanno un sistema ben collaudato per affrontare ogni tipo di emergenza che coinvolge uno yacht ma, affinché tutto funzioni come dovrebbe, le persone a bordo della barca in difficoltà devono fare la loro parte. Vediamo allora come si svolge una procedura di soccorso standard da parte di un elicottero, quali sono i punti critici e cosa devono sapere i diportisti.

Aiutate l’elicottero a identificarvi

Se l’area dell’incidente è affollata da altre imbarcazioni, potreste individuare l’elicottero prima che il suo equipaggio vi identifichi. Fate tutto il possibile per agevolargli il riconoscimento: la cosa migliore è accedere un razzo di segnalazione con un bagliore arancione, ma se non lo avete basta anche sventolare un giubbotto di salvataggio. Di notte o in caso di cattiva visibilità, si può accedere un razzo, ma non utilizzare mai uno di quelli a paracadute. Provate la radio e fate un check di comunicazione. Gli elicotteri sono incredibilmente rumorosi e comunicare via radio durante l’operazione di soccorso può essere una sfida, quindi non sentitevi in imbarazzo a chiedere all’equipaggio di ripetere di nuovo qualsiasi messaggio. Restate pronti a ricevere istruzioni.

Di notte l’elicottero potrebbe rimanere a esaminare la situazione per un po’ di tempo con i fari accesi per localizzare gli ostacoli e decidere la giusta strategia di manovra. Preparatevi ad accendere o spegnere qualsiasi luce del ponte come richiesto.

Liberare il ponte da ogni ostacolo

Ricordatevi che un elicottero ha un tempo di volo limitato. Il salvataggio deve essere veloce e razionale, quindi l’equipaggio in attesa dei soccorsi dovrebbe fare tutto il possibile per prepararsi e agevolare in ogni modo le operazioni. Una delle prime procedure da seguire è quella di liberare il ponte della barca da ogni attrezzatura o oggetto che potrebbe intralciare i movimenti del personale. Cuscini, coperture, cordame, capi di abbigliamento potrebbero facilmente essere sollevati dal vento generato dai rotori del velivolo e creare caos sul ponte. Addirittura tutti gli oggetti non opportunamente rizzati sul ponte della barca potrebbero essere risucchiati nelle prese d’aria dell’elicottero e creare danni al motore. Il pilota osserva lo yacht attraverso una piccola finestra posizionata sotto il suo piede destro e sempre a destra del velivolo è posizionato il verricello che serve a calare e issare persone e attrezzature. È in questa posizione che l’addetto al verricello attraverso un oblò monitora la situazione sullo yacht e si assicura che il ponte sia libero da ostacoli e pericoli.

Altro elemento da affrontare a bordo della barca è la sua manovrabilità e possibilità di governo. Se l’entrobordo è sufficientemente potente e affidabile o se c’è poco vento, si abbassa sia la randa che il genoa. Poi si abbassa il boma sul ponte o comunque lo si fissa a centro barca, cazzando bene la relativa scotta e il vang.

Manovrare a motore o a vela

La maggior parte dei soccorsi in mare effettuati con l’elicottero comportano il sollevamento di una persona da uno yacht in grado di manovrare, rispetto a una barca che non manovra. Se il motore è in avaria o non completamente affidabile non rimane che manovrare a vela con molta cautela. Il timoniere dovrebbe concentrarsi completamente sul tenere la rotta secondo un percorso rettilineo. Mettete al timone lo skipper o una persona che sappia esattamente cosa fare. Una volta che inizia la procedura, il suo compito sarà quello di seguire scrupolosamente le indicazioni di rotta fornite dall’elicottero. Il timone non deve essere mai abbandonato, qualunque cosa accada. Il rumore delle pale dell’elicottero potrebbe rendere molto difficili le comunicazioni.

Una volta che l’elicottero di soccorso ha raggiunto l’imbarcazione in difficoltà lo scenario più probabile è che dal velivolo si cali un addetto al verricello (il cosiddetto “winchman”) direttamente sul ponte dello yacht per dirigere le operazioni. In alternativa, se il mare è molto calmo, l’equipaggio dell’elicottero può calare un’imbragatura per il sollevamento delle persone dopo un dettagliato briefing sul suo utilizzo.

Come guidare i soccorritori che si calano a bordo

Atterrare un membro dell’equipaggio di un elicottero, una barella o un’imbragatura di sollevamento, nel pozzetto di una barca è tutt’altro che facile per via delle oscillazioni dello scafo e soprattutto dell’albero e delle sartie che potrebbero colpire il soccorritore mentre è in aria. La tecnica dell’hi-line lo rende possibile.

L’hi-line è una cima linea leggera con un peso attaccato alla sua estremità che viene calata dal velivolo sulla barca e un membro dell’equipaggio a bordo deve afferrarla. È questa linea che farà da guida per calare un membro dell’elicottero o delle attrezzature esattamente sulla barca. Quando afferrate la cima sarebbe bene indossare dei guanti. L’hi-line va semplicemente indirizzata nel pozzetto e lasciata lì con il suo peso che la terrà giù, ma non deve assolutamente essere fissata a bordo, per esempio a una galloccia. Deve rimanere libera in caso qualcosa vada storto e l’elicottero debba manovrare o allontanarsi. A questo punto si cala l’operatore direttamente sul ponte della barca seguendo la linea guida e può portare con sé una barella o un’imbragatura per l’evacuazione del membro dell’equipaggio sofferente. Sarà lui a dirigere le operazioni e dirvi esattamente come aiutarlo una volta sul ponte.

Quando le condizioni meteo sono invece molto impegnative persino l’hi-lining potrebbe essere pericoloso e dall’elicottero potrebbero indirizzarvi a lanciare un salvagente a poppa o una zattera di salvataggio dove riporre la persona da evacuare. Assicuratevi che quest’ultima indossi sempre il giubbotto di salvataggio. Anche in questo caso l’operazione verrà gestita da un membro del soccorso che si calerà nei pressi del mezzo di salvataggio e imbracherà il soggetto.

David Ingiosi

Appassionato di vela e sport acquatici, esperto di diporto nautico, ha una lunga esperienza come redattore e reporter per testate nazionali e internazionali dove si è occupato di tutte le classi veliche, dalle piccole derive ai trimarani oceanici

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