Si torna in acqua! Ecco come preparare la barca prima del varo

Con le prime giornate primaverili gli armatori approfittano per preparare la barca a tornare in acqua. Vediamo quali sono le operazioni per il varo in sicurezza.

Come preparare la barca prima del varo. La primavera è finalmente arrivata e con le prime giornate lunghe e più calde è il momento di varare la nostra barca. Ma prima di poter navigare e godersi uscite domenicali e crociere, bisogna passare attraverso una fase di preparazione che è essenziale per portare a termine con successo l’operazione di varo.

Il varo presuppone che la barca, natante, gommone o cabinato a vela che sia, sia stata messa in secco durante i mesi invernali. In genere si rimette l’imbarcazione in un rimessaggio o in unso spazio apposito messo a disposizione dai cantieri. Bisogna quindi rimettere la barca in acqua. Ecco allora le operazioni da eseguire prima di completare in sicurezza questa operazione.

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Varo barca

Prima del varo, facciamo un bel refit!

Prima del varo della barca è necessario passare attraverso il processo di carenaggio. Occorre quindi rivestire la carena della barca con l’apposito strato di antivegetativa. Tale vernice ha proprietà biocide che prevengono la formazione di alghe e altri microorganismi marini sullo scafo. Nel gergo marinaresco si dice “fare carena” ed è un lavoro piuttosto impegnativo, ma alla portata di tutti e che con un po’ di buona volontà e olio di gomito può essere eseguito anche con il fai-da-te.

Per fare carena la barca deve necessariamente essere in secco, rimessata su un apposito invaso. In genere i rimessaggi consentono agli armatori di eseguire in proprio questo tipo di lavori, ma è sempre bene chiedere ai titolari prima di procedere e osservare le relative misure di sicurezza.

Barca varo

Sollevare la barca con una gru

Una volta fatta carena bisogna eseguire il varo della barca. I mezzi utilizzati per mettere in acqua un’imbarcazione sono le gru e i travel lift. Le prime sono le più diffuse e sollevano la barca con un unico gancio quando questa è accostata alla banchina. I travel lift sono invece strutture più complesse e richiedono un apposito bacino di alaggio che non sempre è presente nei porti. Prima di cominciare qualsiasi operazione di sollevamento con la gru nei cabinati a vela occorre rimuovere il paterazzo dell’albero che ostruisce il gancio della gru durante la movimentazione. È quindi opportuno staccarlo dalla coperta. Avendo probabilmente dovuto allentare il sartiame per l’invernaggio, dovrebbe essere facile rimuovere il perno della forcella. Una volta fatto questo, il gruista può finalmente posizionare il gancio sopra la barca.

Quindi posizionerà le cinghie attorno allo scafo. Per fare ciò, un membro dell’equipaggio deve salire a bordo (non dimenticate la scala). Dal ponte, le cinghie gli vengono passate da un lato in modo che possa attaccarle al gancio. In genere, le cinghie vengono fatte passare sotto le cime. Ma se la gru è dotata di una X e la vostra barca è stretta, il gruista vi consiglierà di passare le cinghie al di fuori delle cime.

Barca varo

Sollevamento dell’imbarcazione con il travel lift

Il travel lift è un dispositivo di sollevamento mobile imponente almeno quanto una gru. Questo sistema, che richiede un bacino di varo della barca, è riservato ai porti con ottime infrastrutture di movimentazione. La sua particolarità è che è mobile. Con questo dispositivo di sollevamento mobile non si tocca nulla, né il paterazzo, né le antenne, né le gomene per guidare la barca in aria.

L’operatore posizionerà il travel lift su entrambi i lati dell’imbarcazione ancora sulla sua culla. Le cinghie possono spostarsi in avanti o indietro e l’operatore le posizionerà sotto lo scafo nel punto giusto prima del sollevamento.

Posizionamento delle cinghie al posto giusto

Per non danneggiare l’imbarcazione durante l’operazione di sollevamento, il posizionamento delle cinghie sullo scafo è fondamentale. Sostenendo il peso dell’imbarcazione su piccole aree, le forze di compressione saranno elevate. A volte si trovano dei segni sul trincarino dell’imbarcazione. Questi segni indicano la posizione delle cinghie per il sollevamento. Sulle imbarcazioni nuove queste marcature sono ormai standardizzate. Se non ci sono marcature, però, niente panico.

Dovrete cercare una parte solida dello scafo, come un’area rinforzata da una paratia o da un portello. Per trovare questo rinforzo dall’esterno, dovrete sondare lo scafo con uno strumento solido e denso come una chiave. Picchiettando sullo scafo, si determinerà la posizione dei rinforzi dal suono che diventerà più “solido”. Una volta che le cinghie sono nella giusta posizione, controllate che non passino sopra i sensori di profondità e velocità. Se avete un albero dell’elica, dovrete ovviamente far passare la cinghia sopra di esso per evitare di danneggiarlo. A questo punto tutto è pronto per il varo.

Barca varo

Tensione delle cinghie ottimale per il varo

L’imbarcazione viene sollevata delicatamente per verificare l’equilibrio longitudinale e deve essere dritta. Se l’equilibrio non è buono, è sufficiente spostare le cinghie di qualche centimetro. Un piccolo accorgimento finale sul ritocco della vernice. Ricordate che non molto tempo prima la vostra barca era all’ormeggio nel bel mezzo della sessione di verniciatura antivegetativa. Avete dato due mani ovunque, tranne che sui pattini e sotto la chiglia. Il sollevamento è l’unica occasione per farlo e i gruisti saranno pazienti.

Per i ritocchi, ricordatevi di prendere la carta vetrata a grana 240 per preparare le superfici da verniciare, la bomboletta di antivegetativa e gli accessori necessari per la verniciatura: pennello, rullo, guanti, maschere e occhiali. La vernice si asciuga rapidamente, quindi potrete tornare in acqua velocemente dopo gli ultimi ritocchi.

Una volta eseguiti questi piccoli lavori alla carena approfittando dell’opera viva a vista e controllato che sotto la linea di gallegiamento tutto sia in ordine, si può procedere con il varo della barca che finalmente toccherà l’acqua pronta  a regalarvi nuove emozioni.

David Ingiosi

Appassionato di vela e sport acquatici, esperto di diporto nautico, ha una lunga esperienza come redattore, reporter e direttore di testate nazionali e internazionali dove si è occupato di tutte le classi veliche, dalle piccole derive ai trimarani oceanici, compresi tutti i watersports.

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