Stendere la vernice antivegetativa è un operazione fondamentale per prevenire la formazione di alghe e altri microrganismi marini sull’opera viva delle imbarcazioni. Una breve guida su come scegliere i prodotti, preparare lo scafo e procedere all’applicazione. 

Con l’arrivo della bella stagione viene voglia di lasciare gli ormeggi e prendere il largo. Prima però occorre rivestire la carena della barca con l’apposito strato di antivegetativa, una vernice biocida che previene la formazione di alghe e altri microorganismi marini sullo scafo. Nel gergo marinaresco si dice “fare carena”,  un lavoro impegnativo ma relativamente facile che con un po’ di buona volontà e olio di gomito può essere eseguito anche con il fai-da-te. Vediamo come procedere.

Carena con alghe
Le vernici antivegetative prevengono la formazione di alghe sulla carena dello scafo.

Le vernice sono tossiche, indossare le protezioni

Le vernici antivegetative sono prodotti biocidi, ossia che uccidono i microrganismi marini e per questa ragione hanno un certo grado di tossicità che può provocare reazioni allergiche. Prima di maneggiarle è bene quindi proteggersi con equipaggiamento adeguato: indossare una mascherina per riparare il naso e la bocca, occhiali, tuta e guanti in lattice monouso.

Barca su invaso
Per fare carena la barca deve essere a secco e alloggiata su un apposito invaso.

Invaso, sicurezza e preparazione dello scafo

Per fare carena la barca deve necessariamente essere in secco, rimessata su un apposito invaso. In genere i rimessaggi consentono agli armatori di eseguire in proprio questo tipo di lavori, ma è sempre bene chiedere ai titolari prima di procedere e osservare le relative misure di sicurezza. Dopo avere predisposto scale e ponteggi, la prima operazione da effettuare è quella di verificare che la superficie sulla quale si va ad agire sia perfettamente asciutta considerando eventualmente di proteggere da pioggia e intemperie l’imbarcazione per le successive 12-18 ore. L’opera viva dello scafo potrebbe avere bisogno di una rifinitura con eventuali stuccature laddove necessario e passata con carta abrasiva. Dopodiché deve essere perfettamente pulita.  Una volta preparata accuratamente la carena, si può stendere una mano di pittura primer (necessaria a fare aderire perfettamente l’antivegetativa alla carena) e farla riposare per almeno 12 ore.

Pittura carena
Prima di stendere l’antivegetativa è consigliabile applicare l’apposito primer.

Quale vernice scegliere?

Il mercato offre diversi tipi di vernici antivegetative che si distinguono in due categorie principali: quelle a matrice dura e quelle a matrice morbida, dette anche autoleviganti. Le antivegetative a matrice dura sono più resistenti all’abrasione quindi adatte alle alte velocità delle barche a motore o da regata. Nel tempo però, i vari strati accumulandosi, formano spessori notevoli e obbligano periodicamente a riportare la carena a zero per avere una superficie pronta all’applicazione di nuovi prodotti. Le antivegetative autoleviganti, al contrario, si consumano progressivamente durante la navigazione, ma sono efficaci nella loro azione biocida anche a barca ferma e non formano spessori. Bisogna considerare che a volte non è possibile applicare la nuova antivegetativa senza avere rimosso o rivestito completamente con una mano isolante lo strato di pittura precedente, in particolare se si sceglie di passare da una vernice a matrice morbida o autolevigante a una a matrice dura.

Un trucco per sapere a che punto è lo stato della vernice: al momento di stendere la vernice si possono usare due colorazioni differenti per la base e l’ultima mano, così quando si vede apparire il primo strato si ha un’idea di quanto ancora possiamo aspettare prima di rifare carena.

Barattolo antivegetativa

Quanta antivegetativa acquistare? Basta un semplice calcolo

Per conoscere la quantità esatta di vernice da acquistare ci vengono in aiuto le confezioni del prodotto sulle quali è riportata la resa della vernice in metri quadrati. Per calcolare il numero di barattoli da acquistare basta eseguire un semplice calcolo matematico. Per le barche a chiglia lunga si moltiplica il coefficiente 0,75 per la lunghezza al galleggiamento e per il baglio massimo sommato al pescaggio dello scafo. Per le imbarcazioni con pinna di deriva la formula resta invariata a eccezione del coefficiente che diventa 0,50. Per maggiori dettagli consulta la nostra guida: Antivegetativa, quanta ne serve?

Preparare la carena

Stendere l’antivegetativa: ecco come

La vernice antivegetativa può essere stesa a mano con rullo a pelo corto oppure con un pennello largo. È possibile ricorrere, se si è pratici, anche alla stesura a spruzzo con l’apposito compressore, ma per sfruttare tale modalità bisogna considerare almeno il doppio del quantitativo di vernice perché durante l’applicazione il prodotto steso a pressione si disperde inevitabilmente nell’aria.

Quante mani di vernice servono?

In linea di massima occorrono da un minimo di due a un massimo di tre mani di antivegetativa sull’opera viva con intervalli di tempo tra l’una e l’altra mano che variano in base al prodotto impiegato. È tassativo ai fini dell’efficacia attenersi alle dosi indicate sulla confezione. Si può stendere una mano in più di prodotto in quelle zone critiche dell’opera viva dove è maggiore la turbolenza prodotta dall’acqua sullo scafo: il bulbo, l’area accanto all’elica, il dritto di prua e la superficie vicina alla linea di galleggiamento.

Antivegetativa e metalli
Le parti in metallo dello scafo dovrebbero essere trattate con antivegetative a matrice dura.

 

Quale antivegetativa per i metalli?

Le parti in metallo sull’opera viva dello scafo come le eliche richiedono antivegetative specifiche a matrice dura, così come gli scafi in acciaio o in alluminio. Su questi ultimi infine è imperativo non applicare vernici biocide a base di rame che possono interferire con le leghe e dare origine a fenomeni di corrosione.

David Ingiosi

Appassionato di vela e sport acquatici, esperto di diporto nautico, ha una lunga esperienza come redattore e reporter per testate nazionali e internazionali dove si è occupato di tutte le classi veliche, dalle piccole derive ai trimarani oceanici

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