Se i diportisti si trasformano in “citizen scientist”

Nasce a Trieste MaDCrow, un sistema di rilevamento dei dati marini, come temperatura, salinità e PH dell’acqua che vengono registrati tramite sensori a basso costo da installare su qualsiasi barche a vela e a motore trasformando così qualsiasi diportista o operatore del mare in citizen scientist.

I diportisti, i velisti, gli amanti delle barche a motore, solcano tutti i giorni i mari del Mediterraneo raggiungendo in modo capillare ogni tratto di costa, baie, ridossi, delta di fiumi, isole e isolotti. Perché allora non sfruttare questa immensa pattuglia di naviganti in “citizen scientist”, ossia in operatori volontari che durante le loro navigazioni raccolgono una serie di parametri scientifici per controllare la salute del mare? Il progetto si chiama MaDCrow (Marine Data Crowdsourcing), è nato a Trieste ed è una delle iniziative più innovative mai realizzate sul fronte della raccolta, integrazione e diffusione di dati marini. Avviato nel 2017 con i fondi europei, fornisce a qualsiasi diportista, operatore del mare, istituzioni pubbliche e società private la possibilità di integrarsi e agire concretamente con la comunità scientifica e le istituzioni.

Obiettivo: un database sempre aggiornato sul mare

MaDCrow punta ad acquisire svariati parametri oceanografici diminuendo così i costi di campionamento in modo da formare un database sempre aggiornato sulla salute del mare, nutrito dalle informazioni di tutti i naviganti i quali possono avere a disposizione la tecnologia più sofisticata per registrare una serie di dati oceanografici mentre sono in barca.

Il team di MaDCrow ha infatti sviluppato un prototipo per la registraziione di dati scientifici da installare sulle imbarcazioni. Una volta messo a bordo, grazie a sensori a basso costo che permettono di misurare parametri quali temperatura, salinità, e PH dell’acqua, il sistema trasmette i dati raccolti dai diversi natanti immediatamente a terra, dove questi vengono raccolti da un dispositivo realizzato da Transpobank e sistemato nel proprio laboratorio di AREA Science Park. Da qui, convogliati in un sistema di validazione presso l’Istituto Oceanografico OGS e grazie alla mappatura in tempo reale, vengono elaborati da un software sviluppato dal dipartimento di Ingegneria e architettura dell’università di Trieste, per poi essere resi disponibili a tutti in modo aperto e interoperabile con altri sistemi nazionali e internazionali di condivisione dati già esistenti, rispettando quanto previsto dalle leggi europee e nazionali in tema di dati georeferenziati.

Sfruttiamo la coscienza ambientale condivisa

I dati raccolti e elaborati sono inoltre utilizzabili per svariate finalità, dal monitoraggio ambientale alla pianificazione dello spazio marittimo e alla gestione della pesca, fino alle attività ricreative o di balneazione. Il progetto, nato in collaborazione con il gruppo delle tecnologie marittime mare FVG, è stato realizzato in sinergia tra enti pubblici, mondo accademico e realtà imprenditoriali private come Transpobank (Capofila), l’Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale-OGS, l’Università degli studi di Trieste e lo studio Peloso & Associati.

“Le informazioni vengono raccolte da chiunque e sono disponibili per tutti – spiega Antonio Nadali, automotive technology manager della divisione sistemi satellitari di AREA Science Park – quindi MaDCrow va a rafforzare un concetto di coscienza ambientale condivisa, che promuove ogni operatore del mare o semplicemente ogni navigante al ruolo di citizen scientist. Si tratta inoltre di parametri acquisiti da dispositivi a basso costo, installati su imbarcazioni che uscirebbero in mare comunque. L’ampia diffusione e l’utilizzo del dispositivo su un gran numero di imbarcazioni porterebbe di conseguenza alla realizzazione, quasi a costo zero, di un database sempre aggiornato con informazioni sulla salute del mare. La raccolta di dati in tempo reale sull’ecosistema marino va ad attenuare i limiti e le lacune dei sistemi di monitoraggio standard”.

Vantaggi per la scienza, istituzioni e cittadini

I dati georeferenziati raccolti in mare vengono trasmessi a terra in tempo reale, dove ricevono una sofisticata serie di elaborazioni e vengono correlati a ulteriori parametri raccolti da altre infrastrutture (meteo, analisi batteriche), in modo da creare degli indicatori di nuova concezione. Nuove informazioni significano una nuova base di conoscenza fruibile dalla comunità scientifica, dai professionisti del mare, dalle Capitanerie di Porto, dagli enti di controllo e vigilanza, ma anche dal settore turistico e infine dal singolo cittadino, che tramite una app può scegliere l’acqua in cui tuffarsi.

David Ingiosi

Appassionato di vela e sport acquatici, esperto di diporto nautico, ha una lunga esperienza come redattore, reporter e direttore di testate nazionali e internazionali dove si è occupato di tutte le classi veliche, dalle piccole derive ai trimarani oceanici, compresi tutti i watersports.

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