Il porto di Pisa dice stop alla plastica, è il primo in Italia

Dal 10 aprile il porto di Pisa ha deciso di mettere al bando bicchieri, contenitori e oggetti di plastica all’interno degli uffici, del ristorante interno e nei distributori automatici. E presto tutto l’approdo si trasformerà  in un polo completamente ecosostenibile. È il primo in Italia a recepire le direttive europee contro il consumo di plastica monouso.

Secondo l’United Nations Environment Programme (Unep) ogni anno negli oceani finiscono più di 8 milioni di tonnellate di plastica, il che equivale a scaricare in mare un camion carico di plastica al minuto a un costo di circa 8 miliardi di dollari in danni agli ecosistemi marini. Un problema che riguarda tutti noi da vicino: i pesci infatti mangiano la plastica e noi umani mangiamo il pesce. Soffocando mari e fiumi sotto tonnellate di plastica semplicemente soffochiamo il nostro futuro e quello delle generazioni future. Ecco perché in tutto il mondo negli ultimi anni si sono moltiplicate le campagne contro l’utilizzo della plastica monouso.

Un allarme al quale cominciano a rispondere anche diportisti, porti e marina. In Italia la prima struttura portuale a dire addio alla plastica è il porto di Pisa che dal 10 aprile è stato inserito nell’elenco “plastic free'” del ministero dell’Ambiente. Una lista che raccoglie le imprese, gli enti e le istituzioni che hanno adottato provvedimenti e promosso azioni per contrastare l’inquinamento da plastica. A comunicare il cambio di passo è stata la società di gestione dello scalo pisano. Il porto ha già messo al bando bicchieri, contenitori e oggetti di plastica all’interno degli uffici, del ristorante interno (dove, per esempio, sono state introdotte cannucce riciclabili) e nei distributori automatici.

Un esempio di ecosostenibilità portuale da seguire

Progressivamente la conversione interesserà tutto l’approdo che si trasformerà  in un polo completamente ecosostenibile anticipando così i contenuti della recente direttiva approvata in sede europea che prevede il divieto per molti articoli, come piatti, posate, cotton-fioc, cannucce entro il 2021. Il porto di Pisa, infatti, con i suoi 354 posti barca si trova al centro di un territorio importante dal punto di vista naturalistico, all’interno del Parco Naturale di Migliarino, San Rossore e Massaciuccoli e di Pelagos, il santuario per la protezione dei mammiferi marini.

«C’è molta attenzione intorno a questo tema ed è importante non solo continuare a parlarne, ma soprattutto avere il coraggio di impegnarsi concretamente, anche adottando misure drastiche – spiega Simone Tempesti, amministratore unico del Porto di Pisa – il nostro percorso prevede l’abbandono della plastica monouso all’interno dei nostri uffici e della marina e il lancio di una campagna di comunicazione nazionale».

Alla vigilia della stagione estiva, la prima libera dalla plastica monouso, il Porto di Pisa si prepara inoltre ad ospitare una giornata di sensibilizzazione, il prossimo 15 maggio, con un convegno dedicato ai temi dell’inquinamento da plastica e microplastiche e alle nuove prospettive del riciclo; un’iniziativa alla quale l’Università di Pisa e quella di Siena, i Laboratori Archa, il Parco naturale Migliarino San Rossore Massaciuccoli, il Comune di Pisa, la Regione Toscana e il ministero dell’Ambiente. La speranza è che questo modello virtuoso venga presto replicato negli altri porti italiani. Per informazioni: comunicazione@portodipisa.it o pagina Facebook Porto di Pisa.

David Ingiosi

Appassionato di vela e sport acquatici, esperto di diporto nautico, ha una lunga esperienza come redattore e reporter per testate nazionali e internazionali dove si è occupato di tutte le classi veliche, dalle piccole derive ai trimarani oceanici

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