Quanto è pericoloso viaggiare il mondo in barcastop?

Il barcastop è un ottimo modo per accumulare miglia marine o sperimentare la vita in barca. A patto di prepararsi a dovere e trovare la barca e l’equipaggio giusti. È molto peggio un capitano scontroso o incompetente di una tempesta.

I rischi del barcastop. In generale viaggiare per il mondo è molto meno pericoloso di quanto ce lo raccontano i media. Poi naturalmente è questione di fortuna, buon senso e di preparazione. In mezzo al mare è più o meno come sulla terraferma. In fondo i rischi negli oceani sono più o meno gli stessi di una foresta, una montagna o una metropoli. Per questo motivo in molti che sognano di avventurarsi per mare o addirittura fare il giro del mondo in barca a vela ma non sono armatori sfruttano il barcastop. È un ottimo modo per accumulare miglia marine o sperimentare la vita in barca, senza i problemi legati all’acquisto, al rimessaggio e alla manutenzione di una barca a vela.

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Per contro ci sono sempre alcune insidie in ballo, ma non riguardano le tempeste, gli squali o i pirati come verrebbe da pensare. I rischi del barcastop riguardano per lo più i rapporti personali, l’empatia con l’equipaggio, la fiducia nello skipper. Vediamo allora cos’è in pratica il barcastop, come funziona e come prepararsi a gestire eventuali incognite.

Barcastop

Che cos’è e come funziona il barcastop?

Il barcastop non è assolutamente un modo per viaggiare per mare gratis senza fare nulla. La maggior parte dei crocieristi infatti non accetta a bordo gente che vuole solo godersi il panorama, mangiare e dormire. È necessario poi disporre di un budget per l’alloggio tra una sosta e l’altra, per il trasporto per raggiungere la barca, per condividere i costi del cibo e del posto barca o del carburante. Inoltre, è necessario avere delle competenze. Se sapete navigare e siete bravi nella manutenzione delle barche, avrete maggiori probabilità di ottenere un ingaggio. E, naturalmente, l’autostop non è una vacanza. Non dovrete andare a lavorare, certo. Ma dovrete fare la vostra parte: lavare i piatti, cucinare, pulire la barca, riporre le vele, aiutare ad attraccare e gestire le manovre.

In sostanza, quando si fa il barcastop, si scambia l’aiuto che si può offrire a bordo con il viaggio su una barca a vela. Non dimentichiamo inoltre che nel paese in cui si naviga, è necessario mantenersi da soli. Non appena scendete dalla barca, il capitano non si assume alcuna responsabilità per voi.

rischi Barcastop

Le varie opzioni per fare il barcastop

L’autostop in barca può essere fatto a lungo termine. Si può partire da casa per un periodo sabbatico e sperare di trovare barche che vi imbarchino lungo il percorso. Ad esempio, le isole Canarie, Gibilterra, i Caraibi sono luoghi classici di ritrovo per gli autostoppisti, dove molti si propongono come equipaggio e salgono sulle barche. Potreste anche trovare una barca che ha bisogno di aiuto per mesi o addirittura anni, se andate tutti d’accordo.

Se non potete prendervi molto tempo dal lavoro, potete occasionalmente unirvi alle barche a vela per i passaggi che vi vengono proposti. Ad esempio, potreste fare una traversata atlantica o unirvi a una barca per una crociera estiva nel Mediterraneo. Può essere complicato da organizzare, se si ha a disposizione solo un mese o meno. Le finestre meteorologiche vanno e vengono e i problemi di manutenzione delle barche si verificano nei momenti peggiori, quindi conviene avere molto tempo a disposizione e non avere impegni stringenti.

Trovare la barca a vela giusta per il barcastop

Trovare la barca giusta su cui salire non è semplice. Innanzitutto è necessario trovare gli skipper che hanno bisogno di equipaggio. Per farlo, si può cercare per le banchine e chiedere in giro, fare amicizia con lo yacht club locale e conoscere i vari croceristi. Oppure ancora navigare su siti web per la ricerca di equipaggio oppure gruppi social specializzati.

I rischi del barcastop. Una volta trovata una serie di potenziali ingaggi, è necessario scegliere la barca giusta. Si tratta di un aspetto essenziale, poiché trovarsi in mare su una barca trascurata sì può essere pericoloso. Non lasciatevi trasportare dall’idea di salpare. Leggete attentamente la descrizione del viaggio. Sperate di fare una crociera tranquilla per assaporare la vita in barca o volete partecipare a una lunga traversata oceanica? Si tratta di due esperienze completamente diverse. Scegliete un’avventura che sapete che vi piacerà. Dovrete investire un bel po’ di denaro.

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Conoscere il capitano e l’equipaggio in anticipo

Anche incappare nello skipper sbagliato può essere pericoloso. Incontrare il capitano e l’equipaggio di persona (o almeno in videochiamata) prima di salpare è sempre la cosa migliore. Trovarsi in spazi limitati con persone sconosciute può essere difficile. Sulle barche più piccole non si può nemmeno trovare rifugio nella propria cabina. Assicuratevi quindi di avere fiducia nello skipper, chiedete della sua esperienza e quella dell’equipaggio.

Se avete dei dubbi, è meglio allontanarsi, soprattutto se si tratta di una lunga traversata oceanica. I problemi tendono ad amplificarsi quando ci si trova su una piccola barca in mezzo all’oceano.

Barcastop

Chiedete informazioni sull’attrezzatura di sicurezza

I rischi del barcastop. Navigare su un’imbarcazione privata può essere un rischio, poiché spesso le autorità non controllano dotazioni, stato di salute della barca e le attrezzature. Spetta quindi a voi assicurarvi che tutto sia in ordine. Chiedete allo skipper quali sono le attrezzature di sicurezza a bordo e se dovete portare qualcosa, ad esempio il vostro giubbotto di salvataggio. Sapere esattamente quali attrezzature sono disponibili e come funzionano vi darà maggiore sicurezza in caso di emergenza.

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Concordare le condizioni del barcastop in anticipo

Prima di acquistare un biglietto aereo, assicuratevi di aver chiaro al 100 per cento il l’accordo sull’autostop. Le cose da discutere sono: dove vi unirete alla barca, dove sbarcherete, cosa ci si aspetta da voi, quali contributi dovrete versare e altro ancora. È sempre più difficile andarsene una volta che si è lì, pronti a partire.

I rischi del barcastop. Una volta ottenuto l’imbarco poi occorre essere flessibili con le date e i luoghi, in modo che lo skipper possa scegliere la finestra meteorologica migliore. Bisogna preparate un bagaglio leggero e morbido. Meglio sempre mostrare interesse per la barca e il modo in cui si naviga al meglio e soprattutto offrire il proprio aiuto in qualsiasi momento (cucinando, portando il gommone a bordo e altro).

Occorre anche imparare il galateo per gli ospiti della barca e mantenere una buona igiene e non avere un aspetto trasandato. Una buona idea è andare di tanto in tanto a esplorare i luoghi per conto proprio, per lasciare ai proprietari un po’ di tempo da soli. E soprattutto essere onesti sulla vostra esperienza e le vostre reali esigenze.

 

David Ingiosi

Appassionato di vela e sport acquatici, esperto di diporto nautico, ha una lunga esperienza come redattore, reporter e direttore di testate nazionali e internazionali dove si è occupato di tutte le classi veliche, dalle piccole derive ai trimarani oceanici, compresi tutti i watersports.

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