Quali Prodotti Sigillanti Imbarcare?

Resine, mastici e nastri sigillanti consentono di effettuare piccole riparazioni, sistemare componenti e manovre di bordo e far fronte a situazioni di emergenza, come infiltrazioni e perdite degli impianti. Ecco quelli assolutamente da imbarcare quando si parte per una crociera e come utilizzarli.

Cosa fare se in navigazione si rompe un tubo dell’impianto idrico? Se un oblò non è ben sigillato? E se, peggio ancora, si apre una crepa in un serbatoio? Nella cassetta degli attrezzi del buon diportista non dovrebbe mai mancare una buona scorta di prodotti adesivi e sigillanti con i quali effettuare tante piccole riparazioni, sistemare nuove manovre e risolvere diversi inconvenienti che possono rovinare una crociera. Sulla loro efficacia provvisoria non si discute, ma a volte vista ormai  l’alta qualità di questo tipo di prodotti sul mercato, una riparazione ben fatta può durare anche anni senza che siano necessari ulteriori interventi.

Resine, mastici, sigillanti, paste adesive agevolano la manutenzione ordinaria di alcuni componenti di bordo, così come salvano situazioni di emergenza: sigillano giunzioni, impediscono infiltrazioni, incollano materiali diversi. A questi prodotti tradizionali negli ultimi anni si sono aggiunti anche i cosiddetti adesivi strutturali a base poliuretanica, acrilica e ibrida che permettono di incollare parti sottoposte a forti sollecitazioni dinamiche: grazie alla loro resistenza ed elasticità, questi prodotti garantiscono infatti quella distribuzione omogenea degli sforzi necessaria per evitare rotture e fessurazioni causati dai carichi in gioco. Vediamo allora cosa propone il mercato e quali prodotti imbarcare prima di partire per una crociera o un trasferimento.

Sigillare oblò
Resine, mastici e sigillanti sono fondamentali per affrontare situazioni di emergenza a bordo.

Dai sigillanti liquidi alle paste malleabili

La gamma di questi sistemi sigillanti e adesivi varia secondo l’intervento  che si deve eseguire: si va da quelli inizialmente allo stato liquido più o meno densi come la classica resina epossidica, fino alle paste che si usano per realizzare spessori o ripristinare contorni. La stessa resina miscelata con appositi additivi addensanti può essere utilizzata come stucco riempitivo, per incollare superfici con notevoli imperfezioni, per realizzare raccordi angolari e isolare eventuali infiltrazioni d’acqua.

Preziose resine epossidiche

Tutti i principali produttori di colle e resine dispongono anche di particolari kit epossidici rapidi in grado di aderire perfettamente alla vetroresina, al legno e al metallo ed indurirsi in tempi rapidissimi. Si presentano sotto forma di cilindri composti di pasta bicolore (base e indurente) malleabile che può essere tagliata alle due estremità senza pericolo di sbagliare le proporzioni tra resina e catalizzatore.

Micelare resina epossidica
La resina epossidica, una volta preparata, rimane modellabile per qualche minuto prima di indurirsi.

Una volta uniti e impastati i due componenti (resina e induritore) l’amalgama rimane modellabile per qualche tempo e va applicata sulla superficie da riparare e ricostruire. La loro caratteristica è che aderiscono perfettamente anche in presenza di acqua di mare e polimerizzano nel giro di qualche minuto. Resistono inoltre alla corrosione e una volta induriti possono essere forati con il trapano, scartavetrati e verniciati. Possono essere utilizzati per riparazioni di emergenza su parti in metallo e plastica, come serbatoi, tubazioni, piccole crepe, etc.

Sempre per far fronte a situazioni di emergenza esistono diversi altri prodotti bicomponenti in cui base e induritore vanno miscelati a mano oppure utilizzando apposite pompe dosatrici o siringhe. Spesso all’interno della resina ci sono microfibre di natura filamentosa che formano un reticolo solido molto resistente con cui si possono realizzare rinforzi strutturali, incollare giunzioni e isolare infiltrazioni.

Sigillare il teck

Stop a perdite e infiltrazioni

Una situazione di emergenza piuttosto frequente a bordo sono le infiltrazioni d’acqua provenienti da un accessorio fissato male in coperta oppure da oblò e boccaporti non sigillati a dovere. In questo caso si può ricorrere ad appositi sigillanti a base siliconica, o poliuretanica che permettono di provvedere a una riparazione provvisoria in modo da arrestare la perdita per poi una volta a terra procedere a un accurato controllo e riparazione definitiva.

Infine tra i prodotti adesivi da avere a bordo non possono mancare i nastri autoaglomeranti: questi una volta avvolti e serrati tramite più giri si saldano su loro stessi tramite una reazione chimica. Tali nastri possono essere utilizzati anche nell’impianto elettrico di bordo in cui assicurano la tenuta stagna di morsetti e collegamenti. Svolgono inoltre una funzione anticorrosiva e protettiva su bulloni, coppiglie e impiombature. Utili infine per arrestare eventuali perdite dai raccordi dei tubi dell’impianto di raffreddamento del motore.

 

 

 

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David Ingiosi

Appassionato di vela e sport acquatici, esperto di diporto nautico, ha una lunga esperienza come redattore e reporter per testate nazionali e internazionali dove si è occupato di tutte le classi veliche, dalle piccole derive ai trimarani oceanici

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