Arrivare con la barca in un porto o in un marina e ormeggiare per pochi minuti o poche ore, giusto il tempo di un caffé, una passeggiata o per rimpinguare la cambusa con una spesa al mercato. Quindi pagare solo per il tempo che si ormeggia. Si chiama posto barca per la sosta breve ed è un nuovo progetto partito a Venezia che potrebbe essere declinato anche in altri porti italiani.

Spesso durante una crociera capita di volere ormeggiare nelle banchine di un porto solo per il tempo di una passeggiata a terra. Una mezz’ora o al massimo un paio d’ore, magari per un gelato, per fare la spesa o per prendere a bordo un amico. Dopodiché si rimollano gli ormeggi e si torna a navigare. Un’esigenza semplice e ordinaria per il diportisti che però lungo le nostre del nostro Paese incontra non poche difficoltà a trovare soddisfazione. Primo perché soprattutto in alta stagione nei porti e nei marina turistici i posti barca sono già assegnati o prenotati e trovarne uno libero non è facile. Secondo perché se pure un ormeggio libero si trova, bisogna pagare per l’intera giornata con costi anche piuttosto salati se la location è di quelle molto gettonate.

Sarebbe bello avere la possibilità di potersi concedere una sosta breve, sempre a pagamento naturalmente, ma tagliata sulle proprie esigenze di tempo e a costi ragionevoli. L’idea è diventata un progetto concreto attuato in via sperimentale nella città di Venezia, un luogo con una mobilità a matrice nautica unico al mondo dove un po’ tutti utilizzano la barca quotidianamente per le esigenze più disparate. Anche nella città lagunare, tuttavia, i posti barca nei canali sono per lo più assegnati e trovarne uno a disposizione è quel che si dice un terno al lotto.

Un posto barca veloce, per poi tornare a navigare

A breve però saranno disponibili 323 nuovi posti barca dedicati alla “sosta breve”. Gli ormeggi funzioneranno un po’ come le aree di sosta a strisce blu dei parcheggi per auto e ne potrà usufruire chiunque. Una volta individuata l’area, sarà sufficiente per il diportista determinare il tempo di sosta necessario, calcolare l’importo e pagare l’apposito ticket. Al momento sono 13 i punti di approdo previsti e sono distribuiti tra il centro storico e le isole. Gli interventi per la messa in opera dei nuovi posti barca dedicati alla sosta breve sono stati finanziati per una spesa complessiva di 3,2 milioni di euro.

Il primo ad aprire l’iter dei lavori sarà agli Alberoni, al Lido di Venezia. Qui, si potrà contare sulla disponibilità di 25 posti barca. L’ex struttura di ormeggio, che versava in stato di degrado, è già stata demolita. I lavori dureranno circa 3 mesi. L’intervento, effettuato da Insula Spa, garantirà una maggior protezione dello spazio acqueo antistante, esposto a venti di Bora e di Scirocco. L’area si trova infatti vicino alla bocca di porto degli Alberoni. Secondo quanto prevede il progetto, il frangionde sarà composto da elementi basculanti utilizzabili anche come passerella di sbarco indipendentemente dalla quota di marea e da una barriera fissa. La passerella sarà vincolata a terra su di un piccolo pontile fisso.

Cittadini barcaioli e diportisti, tutti felici

Successivamente saranno realizzati gli altri stazi, che prevedono un nuovo modo di vivere la laguna di Venezia, più semplice sia per i cittadini che usano la barca quotidianamente e anche per lavoro, sia per gli amanti della nautica che giungono a Venezia nel fine settimana per una gita. I nuovi punti di approdo interesseranno le isole di Murano, Burano, ancora Lido (Malamocco) S. Erasmo e Pellestrina e i sestieri di Cannaregio, Santa Croce e Castello.

Un progetto, questo di Venezia, molto interessante che i diportisti e i cittadini sicuramente apprezzeranno. E chissà che non sia declinabile anche negli altri porti italiani nelle prossime stagioni estive.

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David Ingiosi

Appassionato di vela e sport acquatici, esperto di diporto nautico, ha una lunga esperienza come redattore e reporter per testate nazionali e internazionali dove si è occupato di tutte le classi veliche, dalle piccole derive ai trimarani oceanici

1 Comment
  1. Eppure continua a sfuggirmi qualcosa.
    Interessante effettivamente l’iniziativa di rendere la possibilità di sostare qualche ora in un luogo come Venezia, accessibile a regole ( e costi) certi.
    Mi chiedo però come si possa continuare ad agire in controtendenza rispetto al resto del mondo dei servizi e del mercato.
    È risaputo che il costo del posto barca è il più fastidioso per ogni armatore e non di rado si sente che anche facoltosi appassionati, abbandonano il concetto di barca di proprietà proprio per il continuo salasso, sia in ormeggio annuale che in transito vacanziero.
    Ma quanto ci metteremo a comprendere che i costi per gli armatori, e i profitti per gli operatori, vanno spostati sui servizi e non sui costi di ormeggio? Mettiamola così, è come se i centri commerciali avessero i parcheggi a pagamento; il primo che comprendesse l’errore farebbe il pieno di clienti.

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