Perini Navi: fallito il marchio storico di superyachts

Il Tribunale di Lucca lo scorso 29 gennaio ha dichiarato ufficialmente il fallimento di Perini Navi Spa, società della nautica viareggina che costruisce grandi barche a vela e imbarcazioni a motore.

Perini Navi, il marchio storico degli yachts ormai è definitivamente fallito. Lo scorso 29 gennaio il Tribunale di Lucca ha bocciato la richiesta di Edoardo Tabacchi, vice presidente di Perini Navi e Lamberto Tacoli, presidente e amministratore delegato della Fenix Srl che detiene le quote di maggioranza della Perini Navi di avere più tempo per completare il proprio piano di ristrutturazione del debito. Evidentemente il giudice fallimentare non ha ritenuto accettabile la proposta di salvataggio presentata dagli azionisti tramite i bond del fondo di investimenti Blue Sky (già noto per essere azionista del Milan) e Arena Investors che prevedeva l’emissione di un maxi prestito a 4 anni da 30 milioni in prededuzione.

L’offerta di rilancio puntava a ottenere il via libera da parte del Tribunale all’accordo di ristrutturazione, al fine di salvaguardare l’operatività e la continuità aziendale con l’obiettivo di far ripartire l’operatività nei siti produttivi di Viareggio e La Spezia, senza apportare alcuna modifica alle concessioni mentre restava confermata la cessione del cantiere turco della società. Nulla da fare però, I giudici del Tribunale non hanno riposto fiducia nel Piano di ristrutturazione del debito ritenendo che non aveva la caratteristica di tenuta né dal punto di vista economico e neppure da quello occupazionale. A pesare sulla decisione del giudice sono stati soprattutto i ritardi nelle trattative e la richiesta di ulteriori 4 settimane per definire gli accordi con gli istituti di credito.

Perini navi

Bocciato il piano di rilancio aziendale

Lo stesso Tribunale ha nominato quindi curatore fallimentare di Perini Navi il ragioniere Franco Della Santa, già commissario giudiziale nella vicenda che si era aperta nel maggio 2020 quando l’azienda aveva presentato una grave esposizione debitoria di circa 100 milioni. A lui ora spetta il compito gravoso considerando la complessità del colosso mondiale dei super yachts che oltre alla sede storica di Viareggio ne ha anche altre due alla Spezia e a Istanbul. In ballo c’è il futuro dei dipendenti rimasti che 84 a Viareggio e 20 a La Spezia, ma anche di tante aziende satellite che facevano parte dell’indotto creato da Perini: falegnami, idraulici, elettricisti e quant’altro, alcuni anche esclusivisti Perini, che possono solo sperare nella vendita del cantiere per poter rientrare dei crediti vantati.

Il prossimo step sicuro è il 22 giugno ancora una volta in Tribunale a Lucca dove il curatore fallimentare dovrà presentare la verifica dello stato passivo. Ma ancor più complessa e per questo richiederà più tempo, l’analisi dell’attivo dell’azienda (e quindi le commesse ancora in essere, le concessioni, i macchinari, i cantieri, etc.), cosa che poi porterà a un’ipotesi di vendita, l’unica strada che resta per evitare la cessazione dell’attività che sarebbe un danno enorme per i dipendenti sia diretti che dell’indotto. Ma, almeno sul fronte vendita le ipotesi su cui lavorare sono molte.

È stato per esempio già manifestato interesse da parte di gruppi nautici leader come Ferretti e Sanlorenzo già prima del fallimento del cantiere. E adesso che il cantiere è fallito anche altri gruppi imprenditoriali si stanno muovendo per capire cosa può essere fatto. Il marchio Perini, del resto, è una garanzia di successo per chiunque abbia intenzione di rilevare l’attività. Info: Perini Navi

Perini Navi è pieno di debiti. Il cantiere Sanlorenzo lo salverà

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David Ingiosi

Appassionato di vela e sport acquatici, esperto di diporto nautico, ha una lunga esperienza come redattore e reporter per testate nazionali e internazionali dove si è occupato di tutte le classi veliche, dalle piccole derive ai trimarani oceanici

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