Nuova alleanza tra Volvo Ocean Race e gli Imoca 60

Dal 2021 gli Imoca 60, veloci monoscafi di 18 metri resi celebri dal Vendée Globe, saranno impiegati anche nella prossima edizione della Volvo Ocean Race, giro del mondo a tappe in equipaggio. Allestito al momento un tavolo di esperti per risolvere le molte questioni tecniche.

Nuova edizione, nuove barche. È stato spesso così per una delle regate internazionali più prestigiose e seguite. Stiamo parlando della Volvo Ocean Race, il giro del mondo a tappe in equipaggio, una competizione che insieme al Vendée Globe, il giro del mondo senza scalo in solitario, costituisce uno degli apici della vela d’altura.

Ebbene, neanche il tempo di concludere l’ultima edizione della regata, vinta dal team Dongfeng, che ha preceduto in classifica sul podio Mapfre e Brunel, che gli organizzatori della Volvo Ocean Race sono già al lavoro per organizzare la prossima edizione che si disputerà nel 2021 con una serie di novità. La più importante riguarda proprio le barche con cui si correrà il giro del mondo: si tratta degli Imoca 60, classe di monoscafi di 18 metri utilizzati per molte regate oceaniche in solitario (Vendée Globe compreso) che andrebbero a sostituire gli attuali VOR 65 disegnati da Bruce Farr.

Imoca 60

Budget contenuti, equipaggi ridotti e nuovi sponsor

L’accordo tra gli organizzatori della Vor e i rappresentanti della International Monohull Open Class Association (Imoca) è stato siglato proprio al termine dell’ultima edizione della regata che si è conclusa all’Aia (Olanda) il 30 giugno. Al tavolo delle trattative erano presenti anche Guillaume Verdier e Juan Kouyoumdjian, due tra i più famosi progettisti di Imoca 60.

“È un primo passo dei molti che andranno fatti per la prossima edizione del 2021. C’è un processo di cooperazione in corso per mettere in atto gli elementi di cui abbiamo bisogno per fare della prossima gara un successo dal punto di vista sportivo e lavorativo. Si tratta di una questione complessa con molte prospettive e accogliamo rispettosamente il contributo continuo di tutti i principali soggetti interessati, da World Sailing a singoli velisti, team e partner. Siamo fiduciosi che questa sia la strada giusta”, ha dichiarato il co-Presidente della Vor Johan Salen. Sul piano economico l’impiego degli Imoca 60 potrebbe portare a un abbattimento dei costi per i team in gara e a una migliore economia di scala, considerando il livello avanzato di progettazione e di costruzione di queste barche. Ma la sfida più interessante per progettisti e team sarà quella legata all’aspetto tecnico. Bisognerà infatti capire come trasformare una barca concepita per la navigazione in solitario o al massimo in doppio (nella transatlantica “Jacques Vabre”) in uno scafo adatto a un equipaggio.

Volvo Ocean Race

A un comitato tecnico il compito di definire la box rule

Per questo nei prossimi giorni sarà formato un comitato tecnico con il compito di stilare una nuova “box rule” per questa classe e diradare i tanti dubbi, a cominciare dal numero di persone di equipaggio o dell’impiego dei foil. Riguardo a quest’ultimo punto, quasi sicuramente gli Imoca 60 saranno dotati di foil, perché questa è la direzione verso cui sta andando la vela e perché i team non vorranno rinunciare a costruirsi una imbarcazione avveniristica.

Altro aspetto da considerare è il numero dei velisti a bordo che probabilmente sarà ridotto a 5-6, anche se da parte degli organizzatori del Vor ci sarebbe l’intenzione di avere un media reporter a bordo. Sul piatto della bilancia c’è anche la possibilità di prendere parte a più eventi velici e non più solo alla Volvo Ocean Race e al Vendée Globe, grazie anche al nuovo calendario della classe Imoca che potrebbe così attirare gli sponsor che avrebbero la possibilità di spalmare il proprio investimento su più eventi. E per i team, l’opportunità di prendere parte a più regate, facendo magari ruotare gli uomini.

Imoca 60 costruzione

Due mondi uniti: velisti di razza e nuovi skipper devoti del foiling

“È un cambiamento molto interessante”, ha detto lo skipper transalpino Charles Caudrelier, vincitore con Dongfeng, dopo aver ricevuto notizie sul cambiamento. “Gli Open 60 sono barche eccezionali. Mi piace molto navigarci e credo che quando le persone le vedranno, piaceranno anche a loro. Le due regate più importanti del mondo con le stesse barche, questa per me è una buona notizia.”

“Come velista è un cambiamento positivo”, è stato il commento di Bouwe Bekking, il veterano con otto partecipazioni alla Volvo Ocean Race e alla Whitbread Round the World. “Per le giovani generazioni di velisti il foiling e il surfing sono importanti, come la velocità e si devono coinvolgere i velisti migliori. Con gli Open 60 ci si riuscirà, perché è quello che vogliono.”

Foil

VOR, un laboratorio hi-tech di progettisti e cantieri

“Naturalmente ci sono alcuni ostacoli da superare”, ha detto il campione brasiliano Torben Grael, Vice-Presidente di World Sailing. “Ma se riusciremo ad avvicinare i due mondi allora sarà una cosa positiva e aprirà le porte a molti nuovi velisti, creando un calendario di eventi più ampio per i team della classe”. Insomma alcuni dubbi non mancano sulla nuova decisione, ma c’è molto entusiasmo tra gli addetti ai lavori. Certo è che includere gli Imoca permetterà alla Volvo Ocean Race di restare un evento di punta per lo yacht design e la tecnologia e al tempo stesso per mettere alla prova i migliori velisti del mondo su un evento oceanico e con equipaggio completo.

E i VOR 65, utilizzati nelle ultime due edizioni del giro del mondo, che fine faranno? Il loro futuro, secondo quanto affermato da Vor, sarà reso noto nelle prossime settimane.

David Ingiosi

Appassionato di vela e sport acquatici, esperto di diporto nautico, ha una lunga esperienza come redattore, reporter e direttore di testate nazionali e internazionali dove si è occupato di tutte le classi veliche, dalle piccole derive ai trimarani oceanici, compresi tutti i watersports.

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