Mondo catamarano: sicurezza e false credenze

Quando i catamarani da crociera hanno fatto il loro ingresso nel mondo nautico avevano forme elementari, poco o nessuno appeal estetico e soprattutto alcune defaillances in termini di prestazioni e sicurezza. Oggi è tutto cambiato e sono barche con ottimi standard, eppure qualche scetticismo rimane da parte di alcuni diportisti. Vediamo perché è ingiustificato…

Ideali per viaggi a lungo raggio ed estese permanenze a bordo, i catamarani da crociera negli ultimi anni hanno conosciuto una vasta diffusione e popolarità. Merito dei grandi spazi sia interni che esterni che sono capaci di offrire all’equipaggio, ma anche delle loro doti marine in navigazione e all’ormeggio e soprattutto della loro sicurezza. Al di là della scena sportiva e delle competizioni, in cui i multiscafi sono da anni ormai grandi protagonisti, sono sempre di più i diportisti che apprezzano il catamarano come eccellente mezzo da crociera, sia a vela che a motore. Non tutti però.

Alcuni diportisti non sono affatto entusiasti di queste barche che in realtà conoscono poco e si lasciano andare a scetticismi e diffidenze frutto soltanto di ignoranza e pregiudizi. Vediamo di sfatarne qualcuna in questo articolo.

Catamarano

All’inizio flop progettuali, ecco dove nasce la diffidenza

Riguardo alla sicurezza dei multiscafi, le obiezioni più comuni nella comunità dei velisti sono che si tratta di barche che non bolinano, che si rovesciano e disalberano facilmente. Convinzioni che si sono fatte largo nel periodo del debutto nel mercato nautico di queste imbarcazioni che all’inizio effettivamente avevano qualche problema. Ma di lì a breve, una volta che progettisti e cantieri hanno preso le giuste misure circa le dimensioni, la stabilità e le prestazioni di queste barche, in realtà i loro standard di sicurezza ormai sono ottimi.

I primi catamarani di serie sono comparsi all’inizio degli Anni 80 ed erano costruiti secondo il concetto polinesiano a doppio scafo. I più famosi erano quelli ideati dal designer britannico James Wharram e per lo più autocostruiti. Di certo non si trattava di imbarcazioni veloci o boliniere, ma molte di queste barche hanno completato il giro del mondo con invidiabili statistiche di sicurezza. I multiscafi moderni sono apparsi solo alla fine degli Anni 80 e dopo un breve periodo di incertezze progettuali che hanno dato vita a qualche inconveniente, a partire dagli Anni 90 hanno ottimi standard di comfort, prestazioni e sicurezza.

Multiscafi

Il loro segreto: la stabilità di forma

I catamarani sono scafi che non avendo bulbo possiedono una stabilità di forma. Ciò vuol dire che più sono larghi e più sono stabili. Naturalmente non possono essere larghi a dismisura, sia per ragioni d’ingombro che per problemi costruttivi. In realtà la loro stabilità è in funzione della loro lunghezza trasversale, ossia quella tra la prua e la poppa. In questo campo i progettisti applicano il principio per cui la larghezza di un catamarano deve essere il 50 per cento circa della sua lunghezza. Nei catamarani lunghi oltre i 50 piedi questo rapporto può ridursi leggermente.

Ma cosa significa esattamente avere una buona stabilità? Per buona stabilità s’intende che un catamarano è in grado di tenere tutta la superficie velica esposta con venti di 60-70 nodi prima di avere la tendenza a rovesciarsi lateralmente. Più che rovesciarsi in realtà in tali condizioni la barca si limiterebbe a orzare mettendosi nel letto del vento e a scarrocciare. Affinché un catamarano si rovesci infatti è necessaria l’applicazione combinata della forza del vento e delle onde. Una buona regola per ogni diportista è di evitare di prendere le onde al traverso e questa vale a maggior ragione nella conduzione di un multiscafo. Anche in questo caso tuttavia non avendo il bulbo che agisce da perno, a meno di non essere veramente in condizioni estreme, il catamarano tenderà solo a scarrocciare.

Pozzetto catamarano

Un buon catamarano non si rovescia, al massimo scarroccia

Un catamarano potrebbe anche rovesciarsi prua-poppa, nel caso per esempio in cui fuggendo col mare in poppa ad alta velocità s’ingavoni la prua sottovento nell’onda davanti. La possibilità di rovesciamento prua-poppa tuttavia richiede un catamarano leggero e veloce al quale non sia stata ridotta la velatura per tempo. La regola fondamentale nella conduzione di un catamarano infatti è di anticipare sempre la presa delle mani di terzaroli.

In realtà un catamarano non ha più possibilità di rovesciarsi di un motoscafo. E se è vero che questo forse si raddrizza, ma quasi certamente ha disalberato o ha le vele strappate c’è da dire che un catamarano non ha bulbo ed è costruito in materiali leggeri, per lo più in sandwich, quindi di fatto è inaffondabile e permette la sopravvivenza al suo interno anche in posizione rovesciata. Da tenere presente inoltre che tutti i catamarani hanno via di fuga collocate strategicamente sotto il ponte, dunque un buon catamarano è un mezzo sicuro almeno nella misura in cui lo è un buon monoscafo. L’unico vero inconveniente dei multiscafi è una maggiore velocità di scarroccio alla quale si può rimediare facilmente con un’ancora a paracadute di adeguate dimensioni, ossia con il diametro di almeno il 50 per cento del baglio massimo della barca.

Multiscafo

Poca bolina. Forse, e allora? Mica siamo in regata…

L’altro argomento dei sostenitori imperterriti dei monoscafi è che un catamarano non bolina. Non c’è dubbio che un buon monoscafo è in grado di stringere il vento meglio di un buon catamarano, ma il punto è navigare in sicurezza durante una crociera e arrivare a destinazione nelle migliori condizioni possibili. Non stiamo parlando di regate. Un buon catamarano dei giorni nostri è capace di tenere un angolo di 55-60 gradi rispetto al vento reale con una velocità di crociera che si attesta tra i 6-8 nodi. Anche i catamarani tuttavia hanno delle mancanze nel risalire il vento. Nell’andatura di bolina per esempio prendere le onde di prua fa male anche a un catamarano e può mettere in serio rischio la sua struttura. Quindi nel caso di mare grosso diventa necessario rallentare e poggiare un po’, cosa che peraltro si fa anche con un monoscafo.

Come si vede alcune convinzioni del popolo dei diportisti a sfavore dei multiscafi sono solo frutto di cliché ormai ampiamente superati nell’esperienza pratica e soprattutto grazie alle conoscenze acquisite in tanti anni da progettisti e cantieri. Più realistiche e giustificate sono le critiche al catamarano che si rifanno alla cronica penuria di posti barca e dai costi esorbitanti degli ormeggi, almeno lungo le coste italiane. Ma questo è un altro tema su cui presto torneremo.

David Ingiosi

Appassionato di vela e sport acquatici, esperto di diporto nautico, ha una lunga esperienza come redattore, reporter e direttore di testate nazionali e internazionali dove si è occupato di tutte le classi veliche, dalle piccole derive ai trimarani oceanici, compresi tutti i watersports.

1 Comment
  1. Articolo molto interessante e ben spiegato! Mi hanno sempre affascinato i catamarani ma non ne sapevo quasi nulla…….ora ho migliorato la mia cultura
    nautica. Grazie.

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