“L’ultimo viaggio”: le storie di grandi navigatori dispersi in mare

Nel volume “L’ultimo viaggio” lo scrittore e velista Nicholas Gray raccoglie undici storie di grandi navigatori, avventurieri e regatanti scomparsi in mare. Da Éric Tabarly a Bill Tilman, passando per Donald Crowhurst e Philip Walwyn.

Un libro curioso e toccante che parte dalla morte per celebrare in realtà la vita, il coraggio, la voglia di avventura di chi del mare e la navigazione ha avuto una passione totale, travolgente e purtroppo decisiva. S’intitola “L’ultimo viaggio” (Edizioni Il Frangente, 200 pagine, 24 euro) e l’autore è Nicholas Gray che raccoglie in questo volume undici storie di grandi navigatori scomparsi in mare.

Tutte vicende vere naturalmente in cui si rievoca l’ultima disavventura di chi è partito per un viaggio, una regata, una crociera con la famiglia e non è più tornato. Ma si va anche a ritroso raccontando come si è arrivati a quell’esito tragico, cosa questi navigatori hanno fatto prima di quel viaggio, la loro storia, le navigazioni e le avventure precedenti.

Ultimo viaggio

Scomparsi per imprudenza, fatalità o follia

Il libro che si apre con la triste scomparsa di Frank Davison nel 1949. Quest’ultimo era il marito della celebre Ann Davison che pochi anni dopo, nel 1952, sarebbe divenuta la prima donna a navigare in solitario nell’oceano Atlantico. Sposati da qualche mese, nel 1949 Ann e Frank Davison tentarono di salpare per i Caraibi, per iniziare una nuova vita insieme. Il maltempo tuttavia li portò a lottare contro le burrasche nel Canale della Manica per 19 giorni. La loro barca alla fine si schiantò contro gli scogli nel Sud dell’Inghilterra, causando la morte di Frank Davison il mattino seguente. La stessa Ann Davison fu vicina alla morte, ma sopravvisse.

“L’ultimo viaggio” si conclude invece con l’incredibile storia di Philip Walwyn, un veterano dell’Atlantico con all’attivo 17 traversate, che nel 2015 dopo essere partito dalla Nuova Scozia per raggiungere Falmouth a bordo di “Kate, uno yacht d’epoca del 1908, venne trovato senza vita al largo della Cornovaglia da un equipaggio di pescatori. La Guardia Costiera aveva ritrovato la barca senza nessuno a bordo e l’ipotesi è che l’uomo si sia ferito in qualche modo e sia caduto successivamente in acqua.

L’autore ha conosciuto da vicino tutti i protagonisti

Ma nel mezzo di questi protagonisti il libro racconta anche di figure di fama internazionale, come per esempio Éric Tabarly e Rob James, oppure instancabili avventurieri, come Peter Tangvald e Bill Tilman. Ma il testo cita anche il notoriamente sprovveduto Donald Crowhurst. Tutti i protagonisti del libro erano peraltro amici o conoscenti dell’autore, Nicholas Gray, che ha navigato per tutta la vita e ha partecipato a diverse regate a lunga distanza con equipaggio ridotto, durante le quali ha incontrato e gareggiato con molti di questi navigatori.

Il volume contiene anche immagini in bianco e nero dei protagonisti, a cui sono dedicati i singoli capitoli. Una sorta di “memento mori” di chi sul mare ha scritto pagine epiche, grandi storie di navigazione. Fino all’ultimo viaggio. Quello da cui non è mai tornato.

David Ingiosi

Appassionato di vela e sport acquatici, esperto di diporto nautico, ha una lunga esperienza come redattore, reporter e direttore di testate nazionali e internazionali dove si è occupato di tutte le classi veliche, dalle piccole derive ai trimarani oceanici, compresi tutti i watersports.

No Comments Yet

Leave a Reply

Your email address will not be published.