L’odissea di Jim e Joy, dal giro del mondo al naufragio

Dopo aver navigato per oltre 16 anni percorrendo circa 70.000 miglia e aver completato il giro del mondo, i diportisti statunitensi Jim e Joy Careys sulla rotta verso casa hanno perso la loro barca, un Omega 45, a causa di una tempesta che li ha fatti scuffiare a 180 miglia dalla costa di Washington. Erano salvi ma disperati per la perdita della loro casa galleggiante. Poi è arrivata una telefonata della Guardia Costiera…

Quando gli uomini della Guardia Costiera statunitense li hanno avvisati di avere ritrovato la loro barca tutto sommato in buone condizioni deve essere stato un tuffo al cuore per Jim e Joy Careys. Non ci speravano più di vederla ancora dopo avere fatto naufragio in oceano Atlantico durante una furiosa tempesta un paio di mesi prima. Ma il mare è così: offre molto e può togliere tutto, ma in certi casi, rari, può anche restituirlo.

Jym e Joy

Un’onda enorme, come essere investiti da un treno

La coppia di diportisti americani lo scorso 16 giugno era stata costretta ad abbandonare la barca Kelaerin, un Omega 45, armato a cutter e varato a Taiwan nel 1980, durante la rotta di rientro negli Stati Uniti dopo il giro del mondo. Jim e Joy quella notte si erano svegliati alle ore 3,30 dopo essere stati colpiti da una grande onda che aveva investito e riempito d’acqua la barca facendola capovolgere. Si trovavano a 180 miglia dal porto di arrivo, il Grays Harbor sulla costa di Washington. “È stato come essere investiti da un treno – aveva raccontato Jym – il rumore all’interno era assordante, sono sceso dalla cuccetta e l’acqua mi arrivava già alle caviglie. Era tutto devastato e non riuscivo a credere che quella che era stata la nostra barca potesse essersi ridotta in quello stato”.

“Quando sono uscita in pozzetto – rievoca la moglie Joy ho visto Jym al timone con la faccia insanguinata che cercava di tenere la barca scendendo da una grossa onda. Mi ha chiesto di andare alla radio Vhf e di lanciare un mayday. Non abbiamo avuto nessuna risposta.  Era tutto assurdo e incredibile”.

Kaelarin

Kelaerin abbandonata in Atlantico

Jym e Joy a distanza di breve tempo sono stati raggiunti da un elicottero della Guardia Costiera allarmata dopo il ricevimento alle ore 5,46 di un segnale di emergenza attivato automaticamente dal dispositivo Epirb installato sulla zattera di salvataggio. La squadra di soccorso li ha tratti in salvo recuperandoli a bordo. La loro Kelaerin è stata abbandonata alla deriva.

Quella barca era la loro casa da 27 anni. L’avevano acquistata nel 1991 con l’intenzione di dedicarsi in maniera stabile alla navigazione a vela. Avevano cominciato a fare lunghi viaggi tra la California, il Canale di Panama la Florida e il Golfo del Messico. Quindi l’avevano equipaggiata per percorrere in autonomia lunghe distanze imbarcando un autopilota automatico e uno a vento, sistemi di refrigerazione, radar, chart plotter, etc. Poi avevano preso la decisione di fare il giro del mondo, con calma prendendosi tutto il tempo e portando con loro le loro figlie Kelly and Erin. In 16 anni hanno percorso oltre 70.000 miglia visitando oltre 50 Paesi.

Ormeggio in rada

Alla deriva per 440 miglia

La soddisfazione di essere scampati al naufragio naturalmente era tanta, ma anche il dolore di aver perso la loro preziosa compagna di viaggio. Pensavano che così piena d’acqua fosse ormai affondata in oceano. Poi quella telefonata della Guardia Costiera ha risvegliato i loro animi. Un incrociatore della Guardia Costiera, il Barracuda a distanza di qualche settimana l’ha ritrovata a circa 440 miglia dall’ultima posizione nota e l’ha riportata a Fort Bragg, California. Lo scafo si trova in buone condizioni anche se nel pozzetto si trovano segni di cedimento e le vele sono completamente strappate.

Ora Jym e Joy andranno a recuperarla e chissà forse ripartiranno per nuove navigazioni, desiderosi di continuare la loro avventura in quel mare che è tornato loro amico. Il sito di Jy e Joy Careys: cruisinginkelaerin.blogspot.com.

 

David Ingiosi

Appassionato di vela e sport acquatici, esperto di diporto nautico, ha una lunga esperienza come redattore e reporter per testate nazionali e internazionali dove si è occupato di tutte le classi veliche, dalle piccole derive ai trimarani oceanici

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