Dal 3 settembre è attivo ufficialmente lo Sted, il servizio telematico centralizzato che prevede una serie di uffici in tutta la Penisola dove sbrigare le pratiche per le unità da diporto.

Un po’ in ritardo, ma finalmente la burocrazia nautica può approfittare dell’informatica. Dal 3 settembre è infatti attivo lo Sportello Telematico del Diportista (Sted), una rete di uffici nei quali da ora in poi i diportisti si dovranno rivolgere per tutte le pratiche amministrative e burocratiche, a partire dalle immatricolazioni per le nuove barche. Un bel passo in avanti per le migliaia di barche battenti bandiera italiana che finora erano state amministrate e gestite manualmente su registri cartacei dalle Capitanerie di Porto. Un metodo non solo lento e anacronistico nella nostra era digitale, ma anche disagevole per la comunità dei diportisti con uffici amministrativi incapaci di scambiarsi le informazioni e lacune burocratiche che favorivano illeciti e truffe commerciali. Ben venga allora questo cambio di rotta.

Oltre allo Sted sono stati costituiti anche l’Archivio telematico centrale (Actn) che conterrà tutte le informazioni di carattere tecnico e giuridico e l’Ufficio di Conservatoria Centrale (Ucon), il quale provvederà a verificare iscrizioni, trascrizioni e annotazioni degli atti soggetti a pubblicità navale, compresi quelli costitutivi di garanzie sulle unità da diporto.

Pratiche burocratiche più facili e veloci

Grazie a queste nuove realtà amministrative per i diportisti sbrigare tutte le pratiche relative alla propria imbarcazione, come per esempio rinnovare una licenza di navigazione o verificare eventuali passaggi di proprietà sarà un’operazione rapida e possibile in qualsiasi ufficio della Penisola.

Per il momento gli Sted attivi sono le Capitanerie di Porto e gli Uffici Provinciali della Motorizzazione, ma presto si aggiungeranno i raccomandatari marittimi e gli “studi di consulenza per la circolazione dei mezzi di trasporto” che ne faranno domanda. Un’innovazione, quella dello Sted, sicuramente apprezzata e utile ma non proprio a costo zero per gli utenti, oltre ai tributi già in vigore: per iscrivere la barca nell’Archivio telematico centrale bisognerà infatti aggiungere 35,48 euro di tassa.

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David Ingiosi

Appassionato di vela e sport acquatici, esperto di diporto nautico, ha una lunga esperienza come redattore e reporter per testate nazionali e internazionali dove si è occupato di tutte le classi veliche, dalle piccole derive ai trimarani oceanici

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