Durante la stagione invernale molti armatori preferiscono mettere in secca la propria imbarcazione approfittando anche dei minori costi di questa tipologia di posto barca. Prima ricoverare il cabinato tuttavia è bene provvedere a una serie di operazioni volte a prevenire eventuali problemi dovuti alla lunga inattività di attrezzature e impianti. In questa breve guida ecco le più importanti da effettuare: impianto elettrico, serbatoi, toilette, sentina e motore.

Con l’arrivo della stagione più fredda si riducono le possibilità di uscite in mare e veleggiate lungo costa a causa del maltempo e la minore disponibilità di tempo libero. Molti armatori considerano quindi l’opportunità di mettere in secco la barca, approfittando anche dei minori costi di gestione offerti da questa tipologia di posto barca. Le imbarcazioni tuttavia sono fatte per navigare e soffrono i lunghi periodi di inattività. Ecco perché prima di lasciare lo scafo a sé stesso occorre provvedere a una serie di operazioni per metterlo in sicurezza ed soprattutto evitare che gli elementi atmosferici uniti al lungo periodo di non utilizzo creino problemi agli impianti, in particolare al motore entrobordo.

Serbatoi

Batterie, bombole del gas e serbatoi

Partiamo dall’impianto elettrico. Per evitare che le batterie si scarichino, è bene staccare i contatti e lasciarle, se possibile, sotto carica leggera con un piccolo pannello solare o con dei pannelli normali attenuati da un regolatore. Altrettanto importante è staccare e chiudere tutte le bombole del gas e chiudere tutte le prese a mare.

Una certa attenzione meritano anche i serbatoi. Andrebbero vuotati tutti i serbatoi dell’acqua per evitare che nel liquido stagnante prolifichino alghe e microorganismi. Prima di vuotarli, tuttavia, si può versare dell’aceto nell’acqua al fine di ridurre la formazione del calcare e poi sterilizzarli con acqua e amuchina. Il serbatoio del gasolio invece va lasciato pieno fino all’orlo in modo che dentro non ci sia aria. Il gasolio ne proteggerà la parete metallica interna prevenendo la corrosione.

Wc

La cura del wc, comprese misure anti-topo

Passiamo alle toilette. Per l’invernaggio occorre pulire e disincrostare il wc con aceto e disinfettante. Si può procedere in questo modo: fare girare acqua dolce, vuotare e buttare un po’ di olio bianco che ne tenga morbide le membrane. L’interno del wc va chiuso a “prova di topo”. Non si deve sottostimare infatti la capacità dei topi di arrampicarsi sugli invasi e di passare anche dai pertugi più piccoli. Nei buchi delle maniche a vento si devono mettere delle retine di ferro, inoltre si deve tappare il buco della catena e qualsiasi altra apertura.

Se la barca deve restare in secca al freddo, come per esempio in inverno in Mediterraneo, non ci sono grandi problemi. Se però la si lascia chiusa nella stagione calda, l’umidità insieme con l’alta temperatura e l’aria stagnante possono generare muffe di tutti i tipi. Per evitarlo bisogna eliminare il più possibile l’acqua dalle sentine e pulire a fondo tutte le pareti con acqua e candeggina o ammoniaca.

Motore

Motore: prevenire ruggine e blocco dei pistoni

Veniamo ora alla parte più delicata: il motore entrobordo. Per preservare questo prezioso accessorio di bordo dalla lunga inattività, prevenire la formazione di ruggine e soprattutto evitare il blocco dei cilindri dovuto al lungo periodo di fermo, ecco alcune procedure da mettere in pratica.

Prima di lasciare la barca, fare girare il motore per una mezz’ora usando, per il raffreddamento, acqua dolce invece che acqua salata. Alla stessa acqua dolce che si usa per la pulizia del motore si può mischiare un bicchiere di acido solforico (quello delle batterie) per aiutare l’opera di disincrostazione. Dopodiché è bene smontare gli iniettori e riempire le camere dei cilindri con olio motore. Infine si possono rimontare gli iniettori senza stringere a fondo. Al ritorno in barca si farà girare a mano finché tutto l’olio non sarà uscito dai buchi degli iniettori, in questo modo il motore sarà rimasto immerso per tutto il tempo in un liquido vischioso e non si sarà formata ruggine.

Si potrebbe adottare anche una cura meno drastica che non prevede di smontare gli iniettori: dopo avere fatto girare il motore in acqua dolce, spegnere, aspettare che si raffreddi, staccare l’alimentazione del gasolio e fare girare il motore a mano spruzzando abbondante Crc nei condotti di aspirazione, in modo che le camere di compressione si saturino di un prodotto lubrificante. Poi riempire la coppa dell’olio al massimo, finché l’olio non trabocca. In tal modo l’aria non dovrebbe più entrare e non dovrebbero più formarsi blocchi di ruggine. Al ritorno togliere l’eccesso di olio dalla coppa, fare girare a vuoto per eliminare il lubrificante e fare ripartire il motore. Molto utile infine è tappare lo scarico con uno straccio imbevuto di olio, sempre per prevenire l’arrivo di ossigeno nei cilindri.

David Ingiosi

Appassionato di vela e sport acquatici, esperto di diporto nautico, ha una lunga esperienza come redattore e reporter per testate nazionali e internazionali dove si è occupato di tutte le classi veliche, dalle piccole derive ai trimarani oceanici

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