L’incredibile storia del naufragio del “Tamaris” in un libro

Il recente libro “L’albatro e il Tamaris” di Jacques Nougier descrive il resoconto dell’incredibile avventura vissuta da un equipaggio francese naufragato nelle isole Crozet e dell’uccello che portò il loro messaggio di S.O.S fino in Australia.

Gli appassionati di mare e di navigazione si lasciano spesso e volentieri ispirare dai grandi romanzi di avventure marine. Il catalogo dei classici della letteratura di mare ne è pieno. Autori straordinari e libri meravigliosi che hanno intrattenuto e regalato bellissime suggestioni a generazioni di lettori e continuano a farlo ancora oggi. Spesso tuttavia questi racconti sono frutto dell’immaginazione e le storie, anche se romanzate ad arte, non hanno nessun appiglio con la realtà.

Diverso è il caso della vicenda del naufragio del “Tamaris”, un clipper di 47 metri a tre alberi e del suo equipaggio, protagonista di una tanto vera quanto rocambolesca e fortunosa disavventura. Questa piccola ma appassionante storia è stata di recente pubblicata nel libro “L’albatro e il Tamaris” di Jacques Nougier (Editore Il Frangente, 152 pagine, 16 euro).

Tamaris

Il tragico naufragio e il riparo su un isola deserta

Il 28 novembre del 1886 il “Tamaris” mollò gli ormeggi dal porto di Bordeaux per un lungo viaggio alla volta della Nuova Caledonia. Una navigazione non priva di incognite attraverso i mari burrascosi dell’estremo Sud. A bordo del vascello c’erano 13 uomini di equipaggio, tutti di nazionalità francese, e un importante carico di merci. Dopo 4 mesi di navigazione, tuttavia, a causa della fitta nebbia e dell’inaffidabilità delle carte nautiche dell’epoca, la nave finì per arenarsi contro gli scogli che contornano l’Île des Pingouins, nell’arcipelago delle isole Crozet, in pieno oceano Indiano.

L’equipaggio illeso nell’incidente riuscì a raccogliere delle provviste e a bordo di due scialuppe raggiunse l’Île aux Cochons, circa 20 miglia miglia più a Nord. Qui gli uomini trovarono riparo in un vecchio deposito inglese abbandonato nel quale sopravvissero lunghi mesi cacciando pinguini e foche. Ma la permanenza forzata in quel luogo inospitale e l’angoscia generata dal non aver avvistato alcuna nave che potesse recuperarli, li spinse a ideare un singolare stratagemma per segnalare la loro posizione.

Tamaris

Uno stratagemma nato dalla disperazione

Ritagliarono una striscia di latta da una vecchia scatola di conserva e vi incisero la seguente frase: “13 naufraghi rifugiati nelle isole Crozet. Aiuto per amor di Dio! 11 agosto 1887». Quindi catturarono un giovane albatro, gli applicarono al collo il messaggio di S.O.S. a mo’ di collare e lo liberarono.

L’enorme uccello raggiunse l’Australia il 25 settembre dopo 5.400 chilometri di volo. Fu trovato esanime sulla spiaggia di Fremantle da un passante che letta la richiesta di soccorso allertò le autorità. Ecco vale la pena di leggere il libro anche solo per conoscere la fine di questa incredibile storia che siamo sicuri appassionerà tutti i lettori innamorati del mare.

David Ingiosi

Appassionato di vela e sport acquatici, esperto di diporto nautico, ha una lunga esperienza come redattore, reporter e direttore di testate nazionali e internazionali dove si è occupato di tutte le classi veliche, dalle piccole derive ai trimarani oceanici, compresi tutti i watersports.

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