Quali sono le responsabilità di uno skipper che causa danni a cose o persone? Quando il comandante di una barca incorre in sanzioni penali? Cosa succede se un ospite a bordo si fa male? Vediamo di fare chiarezza su alcuni concetti e norme del nostro codice civile e penale in materia di navigazione da diporto.

Il 13 marzo 2019 il noto imprenditore di Zagabria, Tomislav Horvatincic, è stato riconosciuto colpevole di avere causato nel 2011 la morte di due diportisti padovani, i coniugi Francesco Salpietro e Mariella Patella, nello scontro tra le loro barche nel mare Adriatico, di fronte alla cittadina di Primosten, in Dalmazia. Il tribunale di Sebenico ha inflitto a Horvatincic una condanna di 4 anni e 10 mesi di carcere, senza il beneficio della condizionale. Questo tragico caso di cronaca pone l’attenzione sulle responsabilità in cui potrebbe incorrere uno skipper se dovesse accadergli un incidente con conseguenze di danni a cose a persone.

In quali casi il comandante di unità da diporto può incorrere in sanzioni di natura penale? In quali è obbligato a risarcire i danni causati a oggetti o a persone, siano essi terzi o presenti a bordo? Quali sono i problemi inerenti l’assicurazione obbligatoria delle unità da diporto al fine di definire i danni risarcibili con questa polizza?

I rischi penali e civili dello skipper

Vediamo innanzitutto di chiarirei concetti di responsabilità civile e penale. Si ha la responsabilità civile quando viene commesso un fatto che causa un danno a cose o persone da cui sorge un obbligo per chi lo ha causato di risarcire il soggetto che lo ha subito. Può essere di natura contrattuale, per esempio il danno causato a un’imbarcazione caricata a bordo di una nave cargo per il trasporto della quale è stato pagato un biglietto, quindi stipulato un contratto. Oppure di natura extracontrattuale, per esempio una manovra di ormeggio sbagliata a seguito della quale viene danneggiata un’altra barca oppure lo sviluppo di un incendio a bordo che procura danni alle barche vicine. Nella responsabilità civile siamo in presenza quindi di un inadempimento o illecito contrattuale (la mancanza di appositi fermi sulla barca che ha subito il danno sulla nave cargo) o illecito extracontrattuale (la manovra di ormeggio sbagliata, l’incendio a bordo).

La responsabilità penale invece presuppone l’esistenza di una norma che consideri un certo fatto come reato ed ha la funzione di reagire contro un comportamento contrario alla legge. Comporta la condanna a una pena che mira a punire e rieducare chi ha commesso il reato e nel caso di costituzione di parte civile anche al risarcimento della vittima. La responsabilità penale è personale, ossia ognuno è responsabile penalmente dei fatti da lui commessi che costituiscono reato

Per quanto riguarda il diporto, se a bordo di una barca si provocano lesioni personali o la morte di qualcuno, anche se ospite, s’incorre in reati come lesioni colpose personali, omicidio colposo ed eventualmente omissione di soccorso. In tutti questi casi, se non si opta per il cosiddetto “patteggiamento” (che prevede una pena pecuniaria o detentiva ridotta un terzo) e c’è condanna definitiva la pena va scontata. Ecco perché alcuni diportisti scelgono di stipulare oltre all’assicurazione obbligatoria una polizza di tutela giudiziaria che rimborsa in tutto o in parte le spese legali e di eventuali consulenti tecnici.

Risarcimento danni e presunzione di responsabilità

La disciplina della responsabilità civile nella navigazione da diporto non ricade nelle disposizioni del Codice della Navigazione ma fa riferimento direttamente al codice civile, in particolare all’articolo 2.054 che disciplina la circolazione dei veicoli. Tale articolo afferma che “il conducente o il proprietario della barca se non provano che la barca è stata messa in circolazione contro la loro volontà devono risarcire il danno prodotto a persone o cose assicurate dalla circolazione del natante, salvo che fornisca la prova di avere fatto tutto il possibile per evitare il danno”. Poi prosegue: “nel caso di abbordo tra più natanti si presume, salvo prova contraria, il concorso di colpa tra chi li conduce e con questi dei proprietari a meno che non dimostrino che lo scafo stesse circolando contro la loro volontà”.

In fine la norma dichiara: “In ogni caso conducente e proprietario sono responsabili per i danni derivanti da vizi di costruzione o da difetti dell’imbarcazione, salvo eventuale rivalsa nei confronti del costruttore o di colui che ne ha effettuato le riparazioni o la manutenzione”.

Danni all’equipaggio. Chi è responsabile

Ma quanto previsto dal Codice del Diporto in materia di responsabilità civile è applicabile solo nel caso di danni provocati a terzi oppure anche nei confronti delle persone a bordo? Se per esempio una persona ospite a bordo di una barca si fa male, può denunciare skipper e proprietario? Sì perché si può legittimamente ritenere che i principi previsti dall’articolo 2.054 abbiano carattere generale e siano quindi applicabili a tutti i soggetti che comunque ricevano danni e quindi anche alle persone a bordo quale che sia il titolo del trasporto: contrattuale, oneroso o gratuito.

E nel caso di un sinistro causato da una barca, gli ospiti possono essere chiamati in causa insieme allo skipper? Nella navigazione a vela chi sta al timone può avvalersi dell’assistenza delle altre persone imbarcate distribuendo i posti di manovra. Tale distribuzione dei compiti significa assumere un ruolo di comando e presuppone da parte dello skipper la valutazione delle capacità e attitudini degli altri membri dell’equipaggio. Se i partecipanti alla manovra sono neofiti, ne consegue che questi sono soggetti terzi rispetto alla conduzione e quindi veri e propri ospiti non responsabili di un eventuale sinistro e beneficiari, se danneggiati, della copertura assicurativa del proprietario o dello skipper.

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David Ingiosi

Appassionato di vela e sport acquatici, esperto di diporto nautico, ha una lunga esperienza come redattore e reporter per testate nazionali e internazionali dove si è occupato di tutte le classi veliche, dalle piccole derive ai trimarani oceanici

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