L’acciaio che abbiamo in barca è sempre peggio. Sapete perché?

Sartie, arridatoi, crocette, carrelli e tutti i componenti in acciaio che si vedono sulle barche moderne durano poco e resistono molto meno a ruggine e salmastro degli stessi componenti di 20-30 anni fa. Come è possibile?

Acciaio di bordo. Perché dura poco? Le barche a vela sono talmente piene di materiali metallici che un profano potrebbe domandarsi come fanno a stare a galla. Tutto il rigging, quindi sartiame, crocette e arridatoi, ma anche i vari componenti delle manovre in coperta a partire dai winch, i paranchi, i carrelli, i grilli e la viteria fino agli allestimenti interni di una barca, i suoi impianti e molto altro sono realizzati in metallo. Vari tipi di metallo, per essere precisi.

In realtà però il vero problema del metallo usato a bordo dei cabinati non è tanto il suo peso, a parte le barche da regata più tirate. Il problema sempre più evidente è la sua bassa qualità. I metalli impiegati a bordo delle barche moderne durano meno, arrugginiscono prima, sono maggiormente soggetti a lesioni e usura. Insomma invecchiano prima e anche quando sono predisposti per resistere alla salsedine e all’impiego marino, come per esempio l’acciaio inossidabile, dopo poco tempo, parliamo di pochi anni o addirittura pochi mesi di utilizzo, mostrano la corda. Come è possibile? Perché ci sono in giro barche di 20-30 anni fa con allestimenti in acciaio che ancora resistono e sono in buona forma e cabinati di appena 5 anni con le sartie tutte arrugginite? La vita media dell’acciaio dovrebbe essere di circa 20 anni…

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Acciaio di bordo

Aumenta il costo dell’acciaio e la qualità è più bassa

La causa principale della scarsa resistenza dell’acciaio inossidabile che si usa da qualche anno a bordo delle barche a vela è semplicemente che è per la maggior parte di bassa qualità. Un fenomeno che nasce dalla progressiva scarsità di materie prime minerarie, dalle lavorazioni e sistemi di produzione a basso costo, dalla grande richiesta mondiale di acciaio e dal fatto che è la Cina la “regina” incontrastata dell’acciaio, paese che non si distingue certo per prodotti di alta qualità. A bordo delle barche di oggi sale in realtà tanta roba “cinese”, spesso rimarcata. Gli acciai cinesi sono molto più ferrosi: basta mettere una calamita al metallo per rendersene conto.

Come tutti sanno l’acciaio è una lega ferrosa composta principalmente da ferro e carbonio, quest’ultimo in percentuale non superiore al 2,06%. L’acciaio inossidabile o inox contiene anche cromo, indicativamente superiore al 13%, per la sua proprietà di non arrugginire se esposto all’aria e all’acqua. Il cromo, infatti, ossidandosi a contatto con l’ossigeno, si trasforma in diossido di cromo che crea uno strato aderente e molto resistente, impedendo un’ulteriore ossidazione. Non solo, ma l’acciaio inossidabile contiene anche altri preziosi metalli, come per esempio il molibdeno, che aumenta ulteriormente la resistenza alla corrosione dei componenti. Proprio il molibdeno una volta era economico e i produttori di acciaio ne mettevano una gran quantità nei pezzi realizzati. Oggi costa molto di più e se ne mette il minimo necessario per la certificazione.

Acciaio di bordo

Cina, il più importante produttore di acciaio mondiale

Acciaio di bordo. Perché dura poco? La Cina è maestra in questa produzione a basso costo e si attesta come uno dei Paesi che produce più acciaio al mondo. Secondo la World Steel Association in tutto il mondo si producono ogni anno 1.808 milioni di tonnellate di acciaio grezzo. Un trend in costante crescita visto che dieci anni fa, si era a quota 1.343 mln. E se ArcelorMittal è il colosso più grande sul Pianeta, con 96,4 tonnellate prodotte ogni anno, ai primi posti si piazzano comunque i paesi asiatici. Dopo il gruppo franco indiano, al secondo, quarto, sesto, settimo, nono, decimo posto della classifica mondiale troviamo infatti tutte aziende cinesi. Il Paese del Dragone, in tutto, produce così 928,3 milioni di tonnellate l’anno, ossia il 51,3% dell’acciaio in circolazione. E parliamo di valanghe di prodotti sotto costo e di qualità discutibile.

Peraltro la stessa Cina è a corto di acciaio. E negli ultimi anni invece di produrre il metallo direttamente dal minerale si è buttata sul mercato del rottame con prezzi che di conseguenza sono schizzati alle stelle. I cinesi, ma anche i giapponesi, i pakistani, i coreani, gli indiani setacciano tutto il mondo e nei principali porti internazionali si carica senza sosta rottame per l’industria siderurgica.

Il risultato che l’acciaio che compriamo per le nostre barche costa di più ed è molto meno buono di quello di 30 anni fa. Ecco perché alcuni rigger saggi quando vi precipitate a cambiare le sartie o qualche componente metallico datato, preferiscono restaurare piuttosto che buttare e sostituire.

David Ingiosi

Appassionato di vela e sport acquatici, esperto di diporto nautico, ha una lunga esperienza come redattore e reporter per testate nazionali e internazionali dove si è occupato di tutte le classi veliche, dalle piccole derive ai trimarani oceanici

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