La nave da crociera non mi basta, voglio un’isola

Le compagnie di crociera internazionali stanno cambiando il volto di destinazioni come Caraibi e Bahamas con isole private e spiagge riservate ai crocieristi. Luoghi incontaminati trasformati in immensi parchi giochi a cielo aperto. È giusto?                     

Da sempre gli esseri umani aspirano al paradiso, in cielo come in terra. E quando si hanno i mezzi, lo si compra: stupendo, fatto su misura e soprattutto privato. L’importante è che sia esclusivo, extralusso e riservato a pochi. Da qualche anno è scoppiato il boom, anzi la guerra, tra le compagnie di crociera mondiali per accaparrarsi l’isola privata più bella da offrire in pasto ai propri passeggeri durante la vacanza. Lo scopo è regalare agli ospiti di queste grandi navi esperienze esclusive, realizzando isole private o ridisegnando alcuni angoli del mondo, come i Caraibi, le Bahamas, l’Africa orientale che vengono trasformati in immensi parchi giochi a cielo aperto.

Lelepa, da isola selvaggia a parco giochi

L’ultima a subire questa trasformazione è stata l’isola di Lelepa nell’arcipelago di Vanatu, una delle perle naturali del Sud Pacifico, che lo scorso settembre è stata acquistata dalla compagnia di crociere Royal Caribbean. L’isola di Lelepa verrà quindi trasformata in una sorta di paradiso turistico-terrestre nel quale i passeggeri di Royal Caribbean potranno soggiornare in esclusiva. Lelepa è una piccola isola di origine vulcanica (estesa per appena 1,8 chilometri quadrati) caratterizzata da una natura rigogliosa e una storia antichissima. All’interno della Fels Cave, caverna all’estremità meridionale di Lelepa si trovano alcuni dei graffiti umani più antichi dell’emisfero australe e altre tracce di insediamenti umani vecchie di migliaia di anni.

Colonizzazione …ma a impatto zero

La data di apertura di Perfect Day at Lelepa, questo il nome del progetto, è prevista per il 2022. “L’isola delle Vanuatu, dicono i dirigenti della Royal Caribbean, sarà il primo Perfect Day al mondo a impatto zero: ci impegneremo per azzerare le emissioni di carbonio prodotte dalle strutture, mentre lo studio di architetti che si occuperà della progettazione del resort avrà un occhio di riguardo sul fronte dei materiali e sulla tipologia di infrastrutture che verranno realizzate. L’obiettivo è quello di salvaguardare l’ecosistema dell’isola, già messo a dura prova dagli effetti del cambiamento climatico e coinvolgere gli stessi abitanti dell’isola (circa 500) nelle attività del resort, offrendo loro opportunità di lavoro e di crescita personale e professionale”. Cioè non ci fanno solo soldi, aiutano la natura e gli indigeni. Ci mancherebbe…

A ogni compagnia la sua isola privata

Qualche settimana prima la compagnia italiana Msc con sede in Svizzera ha annunciato la creazione di Ocean Cay, un’isoletta artificiale al largo delle Bahamas nella quale transiteranno e soggiorneranno le sue navi di stazza nell’oceano Atlantico e nel Mar dei Caraibi. La stessa compagnia di crociere Royal Caribbean possiede già un’altro paradiso privato. Si trova ad Haiti, a una mezz’ora dalla città di Cap-Haïtien, si chiama Labadee ed è una spiaggia privata riservata ai suoi ospiti. È un piccolo paradiso del divertimento: c’è una zip-line lunga 800 metri, giganteschi castelli galleggianti e centinaia di moto d’acqua a disposizione. Senza dimenticare la musica, che qui risuona sempre nell’aria.

Ed entro la fine del 2019 verrà inaugurato sempre dalla Royal Caribbean CocoCay, alle Bahamas, un paradiso tropicale di 57 ettari con spiagge di sabbia bianca e un paesaggio da sogno con bellissime barriere coralline, pesci tropicali colorati e relitti di navi. Tra i divertimenti a terra ci sono anche un enorme parco acquatico, scivoli, un’immensa piscina a onde, un bar sull’acqua e una mongolfiera per godersi il panorama dall’alto.

Dai Caraibi alla Polinesia, l’importante è privatizzare

Sono tanti i luoghi scelti dalle compagnie crocieristiche per i loro piccoli o grandi “eden” privati. La Norwegian Cruise Line, per esempio, ha scelto il Belize per la sua Harvest Cay, 75 acri con una piscina enorme, una laguna d’acqua salata per gli sport acquatici, un bar, una spiaggia in esclusiva di 7 acri ed escursioni personalizzate. La compagnia di crociere Carnival ha inaugurato la sua Amber Cove nella Repubblica Dominicana, mentre la lussuosissima Paul Gauguin Cruises ha invece optato per la Polinesia Francese. Qui, Motu Mahana è una minuscola isola privata in cui trascorrere un giorno o due di puro relax: si può nuotare nelle acque cristalline, fare snorkeling tra i pesci tropicali, giocare sulla spiaggia o semplicemente godersi tutta la bellezza del luogo.

Le Bahamas tuttavia rimangono in cima alla lista delle destinazioni da sogno da trasformare in paradisi privati: c’è la Great Stirrup Cay della Norwegian Cruise Line, c’è la Half Moon Cay della Holland America, c’è la Castaway Cay della Disney Cruise Line. Insomma, a ciascuna compagnia marittima la sua isola. E tutti gli altri aspiranti al paradiso terrestre? Che si arrangino…

 

 

David Ingiosi

Appassionato di vela e sport acquatici, esperto di diporto nautico, ha una lunga esperienza come redattore, reporter e direttore di testate nazionali e internazionali dove si è occupato di tutte le classi veliche, dalle piccole derive ai trimarani oceanici, compresi tutti i watersports.

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